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Anteprime toscane 2014: i Chianti Classico. Riserve 2011 (W le Riserve), selezioni ed annata

Chianti Classico Collection_logoChianti Classico Riserva 2011 – In anteprima.

Sulla tipologia Riserva mettiamo subito i puntini sulle i per esclamare in coro: W la Riserva!!!  Tanto per ribadire che trattasi di tipologia storica e preziosa, quindi da preservare, comunicare e nobilitare; non svilire, depotenziare o confondere (qualsiasi riferimento alla Gran Selezione è puramente NON casuale).

Poi, se stiamo alla buona rappresentatività di Riserve 2011 presenti alla Leopolda nella edizione febbraiotta della Chianti Classico Collection 2014, potremmo derivarne che questa annata dagli aspetti pure controversi e temibili sia stata vista da molti produttori come una annata buona per produrre Riserva. Ne andrà tenuto conto. Fatto sta che i vini ce la metton tutta per puntare all’obiettivo dell’equilibrio, anche a fronte di fisionomie non propriamente ricche in acidità o prodighe di contrasti.

Però è anche vero che nel Chianti in particolare, indipendentemente dall’annata in gioco, tendono sempre ad emergere i soliti nomi, con pochi scarti di lato. E non resta che meravigliarsi, una volta di più, di come certi estri e certe consapevolezze – meglio ancora: certe sensibilità- riescano a ben districarsi fra le maglie strette di annate non sempre facili per far nascere vini sempre e comunque centrati: in primis dal punto di vista tipologico, con un effettivo radicamento territoriale che senti, che vedi e che respiri; in secundis sul versante della reattività, della freschezza, della versatilità e della bevibilità, che sono poi i punti cardine, selon moi irrinunciabili, di una tipologia che dovrebbe abitare stabilmente i piani alti della gerarchia regionale, e nazionale tout court, senza tentennamenti o derive di sorta.

Alla fine della fiera mi viene da rimuginare su me stesso, sul fatto cioé che va a vedere mi sto innamorando più di certi stili che non dei singoli vini. Ma una visione critica è una visione critica. E senza un taglio “prospettico” che visione critica sarebbe? Perciò, ecco in anteprima una rapida rassegna di suggestioni a caldo riguardanti le attese Riserva 2011. In stretto ordine di apparizione e con tutte le predilezioni del caso, da intuire a suon di parole o a suon di silenzi.

Agricoltori del Chianti Geografico – Chianti Classico Riserva Montegiachi 2011

Frutto e calore in prima linea; rotondità, dolcezza e avvolgenza definiscono i contorni (e i limiti) di un vino garbato dagli stimoli “simil merlottati”. Sicuramente compiacente, di lui ti resterà una idea di piacevolezza più che di profondità.

Antinori nel Chianti Classico – Chianti Classico Riserva Marchese Antinori 2011

Piuttosto ritroso nello spettro dei profumi (ne coglierai i frutti rossi e neri del bosco in serrato abbraccio), al gusto rilascia umori erbacei e una sensazione di compassata alterigia, che non riesce a toccare le corde emozionali. Rugoso e vivace il tannino.

Brancaia – Chianti Classico Riserva 2011

Reattivo e spigoloso, anche se poco armonioso in questa fase, c’è una buona corrente di acidità a percorrerlo tutto. Resta rigido, introverso, certamente non sgarbato, dal sottofondo tostato e dai tannini che si fanno sentire. Solo discreta la persistenza.

Capannelle – Chianti Classico Riserva 2011

I sentori di frutta esotica sopravanzano una stimolante (e ovviamente meno stucchevole) filigrana minerale. Al palato cambia musica, schiarendosi la voce: tonicità, continuità, sostegno acido-sapido. Si libra da par suo, senza appesantimenti, toccando perfino lidi di finezza, soprattutto tannica. Vino allo stato attuale giocato su due registri espressivi, a cui il tempo farà solo bene.

Caparsa – Chianti Classico Riserva Doccio a Matteo 2011

La pienezza aromatica smorza una certa bramosia impattante grazie alla sensualità degli accenti, che trovano evidenza nelle sfumature floreali, ad abbellire la dispiegata presenza del frutto di amarena. Al gusto è rotondo, piacevole, polposo, dai tannini vivaci di marca sapida. Moderno nell’impronta stilistica ma meno “obbligato” dalla confezione che non in altre occasioni.

Castellare di Castellina – Chianti Classico Riserva 2011

Interessante la “timbrica chiantigiana”, da ché si nutre delle suggestioni del sottobosco, che tanto fanno sangiovese, e si impreziosisce di simpatici richiami fumé. Rotondità fruttata “alla Castellina”, chiarezza espositiva, pulizia (che nei vini di Castellare non è dote poi così scontata), un pizzico di calore di troppo. Qualcosa di amaricante, comunque sopportabile, ne inasprisce la persistenza in chiusura.

Castello di Fonterutoli – Chianti Classico Riserva Ser Lapo 2011

Esprit international, merlottato, morbido, accogliente, scaltramente consolatorio, senza che affondi il colpo sul fronte della personalità. Tecnicamente ineccepibile, quello sì, anche se meno contrastato rispetto all’annata precedente.

Castello di Meleto – Chianti Classico Riserva Vigna Casi 2011

Dietro la cadenza boisé si celano una buona materia di base e una stuzzicante vena sapida. Caldo ma senza mollezze, dimostra una buona tonicità e una “aderenza” territoriale più marcata del solito.

Castello di Radda – Chianti Classico Riserva 2011

Ad un frutto dai toni cerosi e agli accenti fumé associa una buona grinta e una certa finezza nei tratti. Il frutto è ben delineato, il calore temperato, mentre l’attuale rigidità dell’apparato tannico lascia presupporre margini di miglioramento.

Cecchi – Chianti Classico Riserva di Famiglia 2011

Impronta stilistica “moderna”, dove colore e frutto (nero del bosco) recitano baldanzosi la loro parte facendo lampeggiare le ragioni del rosso cremoso, pieno & avvolgente, rassicurante nella polposa sua consistenza, più svagato sul piano della complessità. Rigido nella dinamica e rugoso nella dote tannica, ti lascia con una sensazione di leggero straniamento, se intendiamo riferirci ai canoni estetici classici della tipologia.

Cinciano – Chianti Classico Riserva 2011

La piena espressività della sia pur buona materia di base (autentica “sangiovesica”) viene offuscata da una fase evolutiva incerta e confusa, caratterizzata da una riduzione “ferrosa-acciugosa” al naso e dagli sbuffi insistiti del rovere, ancora da assorbire. Allunghi con il freno a mano tirato ma vino da attendere a miglior sorte nel prossimo futuro.

Fattoria di Corsignano – Chianti Classico Riserva L’Imperatore 2011

Ritorno al futuro. Ti sembra di riscoprire il “brivido” dei vinoni anni ’90, quelli intensamente boisé, tutti fieramente schierati sul versante delle sovraestrazioni. Qui la rappresentazione del genere è assai fedele.

Fattoria le Fonti (da Poggibonsi)- Chianti Classico Riserva 2011

Se proviamo a leggere fra le maglie di questo campione da vasca (con tutta l’aleatorietà dei campioni da vasca chiantigiani), di stimolante cogliamo la polpa e le sfumature floreali. Di “raffreddante” l’incidenza del rovere, assai evidente in questa fase, e una tendenziale idiosincrasia con il concetto di dinamica.

Fattoria San Giusto a Rentennano – Chianti Classico Riserva Le Baròncole 2011

Grintoso, teso, pieno, deciso, la materia è ottima, l’integrità del frutto anche, il calore alcolico -presente- ben imbrigliato. Sapido e incisivo, si distingue per portamento e profondità e potrà dire la sua con autorevolezza anche nel futuro.

Fattoria Viticcio – Chianti Classico Riserva 2011

La succosità e la dote fruttata, entrambe abbondanti, non trovano l’auspicato contraltare della reattività e del contrasto gustativo. Morbido e levigato, gioca d’impatto senza affondare il colpo. A trazione anteriore.

Le Miccine – Chianti Classico Riserva 2011

Bella silhouette nello spettro dei profumi: sfumato, garbato, diffusivo, senza alzare inutilmente il tono di voce. Sintonizzato sulle frequenze dell’equilibrio e del garbo espositivo, si muove agilmente e in bello stile concretizzando il profilo di un vino scattante, sapido e dettagliato. Ad alti livelli di consapevolezza e piacevolezza.

Luiano – Chianti Classico Riserva Oro 2011

Curiosa e fuorviante la nota di carne in scatola che investe e obbliga i profumi. Polposo, non così sciolto nello sviluppo, si muove a centrocampo senza spingersi nelle verticalizzazioni. Con il dubbio di essere incappati in una bottiglia sfortunata.

Nozzole – Chianti Classico Riserva La Forra 2011 (diventerà Gran Selezione)

Solcato da curiose note di cuoio e speck, se ne esce all’aria con un dichiarato coté di erbe selvatiche. Piena coerenza al palato, dove alla sostanziale tonicità dell’impianto non corrisponde altrettanta determinazione nel testimoniare con dovizia di particolari la tipicità.

Podere Castellinuzza – Chianti Classico Riserva 2011

Manca soprattutto di amalgama il nuovo Riserva di Paolo Coccia. Senti l’acidità che sbuffa e spinge, senti il tannino fremente e “spigoloso”, senti che è giovane e che ha bisogno di bottiglia. Media la densità, as usual, ché potrebbe fartelo apparire segaligno. Nel tempo volgerà a miglior sorte.

Poggio al Sole – Chianti Classico Riserva Casasilia 2011

Tonico il colore e attraente la nota di grafite; bella integrità di frutto e grinta sicura, con il rovere in sottofondo, meno evidente del solito e più orientato a diffondersi sui toni fumé che non sulla  vaniglia. Ma è il vino, sotto le apparenze, a possedere buone dosi di forza espressiva. Ascendente territoriale in crescita.

Pomona – Chianti Classico Riserva Bandini 2011

Alcune incertezze aromatiche ledono la finezza dell’assieme ma non più di tanto la trama sapida del tratto gustativo, che sembra portato alle sfumature e incontra per strada solo un tannino vivace, ancora da fondersi, che nel frattempo si fa astringente. E’ giovane ‘sto vino, questo è, e gli assetti non sono propriamente armoniosi. I risvolti vegetali reclamano tempo ed ulteriore affinamento.

Tolaini – Chianti Classico Riserva 2011

Dopo svariate escursioni nel campo dei supertuscan style, ecco finalmente un Riserva che rientra con senso della misura in alvei stilistici più aderenti alla tipologia: le nuance di frutta secca aprono agli umori del sottobosco, mentre il colore d’ordinanza e il gusto sapido, senza belletti, aprono a prospettive tutte nuove. Discreta la persistenza.

Val delle Corti – Chianti Classico Riserva 2011

Ricami floreali accompagnano una sensazione di frutto rosso marcata e suadente. Più pacioccone del solito nell’andamento gustativo, rivela una dolcezza autentica, tutta del frutto, e un tatto carezzevole, in grado di fare la differenza. Molto naturale nello sviluppo.

Villa Cerna – Chianti Classico Riserva 2011

Annunciata da note di incenso e fumé (c’è chi lo chiama naso da sacrestia), ecco una bocca ricca, dotata, assai centrata tipologicamente, solo frenata negli allunghi da un rovere impiccione.

Leopolda_prima della degustazioneAnnata 2011 – Fra (gran) selezioni, nuove uscite e qualche ripasso (che non significa Valpolicella!)

Ho soltanto sfiorato la Gran Selezione, ossia la denominazione di nuovo conio che è entrata recentissimamente e prepotentemente nel disciplinare di produzione del Chianti Classico. Quando mi passerà l’arrabbiatura per quello che ritengo si sia trattato sostanzialmente di un passo indietro, mi ci ficcherò a ragion veduta e a mente calma.

Accade invece assai sovente che diversi produttori scelgano di uscire sul mercato un po’ in ritardo rispetto al main stream (che prevederebbe il 2012 come vino “annata”). Per una serie di motivi, alcuni commerciali ed altri tecnici, non ultimo quello di concedere tempi di affinamento adeguati a quelle che andranno a configurarsi come autentiche selezioni ( di vigna o di cantina), oppure proporre semplicemente anche i vini annata in ritardo di un anno. Perciò molti dei vini che seguono in realtà sono delle nuove uscite. Non potevo però mancare l’occasione per effettuare un assaggio di alcuni vini già degustati nel corso del 2013. Ho deciso così di indicare se trattasi di nuovo assaggio (e quindi di vino in uscita) o di riassaggio (e quindi, fondamentalmente, di vino già in commercio da qualche mese o addirittura dall’anno scorso).

I Fabbri – Chianti Classico Gran Selezione 2011 (nuovo assaggio)

Buon intreccio fruttato e floreale: il vino è pieno, comunicativo, avvolgente, senza disperdere quei connotati tipici della fisionomia lamolese più portati al non detto che alla esplicitezza. Un pelo d’alcol in esubero.

Bibbiano – Chianti Classico Montornello 2011 (riassaggio)

Bel naso di spirito chiantigiano, in grado di accogliere dettagli e ariosità. Così al palato: si beve con gusto mantenendo buona lena e adeguata snellezza. Media densità e medio peso nonostante l’annata potenzialmente ricca. Buona conferma.

Borgo Salcetino – Chianti Classico 2011 (riassaggio)

Fin troppo ricercato ai profumi, al palato assume una buona compostezza e un buon rigore tipologico. È agile, profuma di sottobosco, conserva tensione e si lascia ben bere. La migliore versione dei ricordi miei per questa etichetta.

Buondonno – Chianti Classico 2011 (nuovo assaggio)

Al naso i sentori di frutta esotica nascondono parzialmente certi accenti più crudi e vegetali. In bocca il sorso, pur pieno, non trova nello sviluppo l’ariosità e la scioltezza attese, rivelandosi tonico nello “chassis” ma assai cupo e introverso negli umori che rilascia.

Castello d’Albola – Chianti Classico 2011 (nuovo assaggio)

Bel succo, melodioso, piacevole, floreale, di ottima scorrevolezza. Tannini ben fusi per una fisionomia più morbida e “tondeggiante” rispetto al 2010, ma godibile e sincera. Stilisticamente connotato, e connotato nel verso della tipicità.

Castello della Paneretta – Chianti Classico 2011 (riassaggio)

Ormai proverbiale, da qualche vendemmia a questa parte la dominante esotica ( pesca, papaya) tende a marcare il quadro dei profumi. Così è anche stavolta, per la verità in modo assai irruente e deciso. Palato succoso, “ricercato”, quadrato ma in debito di spontaneità.

Castello di Ama – Chianti Classico Ama 2011 (nuovo assaggio)

Ottima profondità aromatica -grintosa e sfaccettata- e dolcezza di frutto bilanciata e accorta per un vino caratteriale senza che risulti fuori fuoco (come a volte è accaduto ai vini di Ama nelle ultime vendemmie). Giocato sul temperamento e sul contrasto gustativo, è gaiolese nell’impronta tannica, e quindi nell’anima.

Castello di Volpaia – Chianti Classico 2011 (riassaggio)

Buon riflesso floreale ad alleggerire i sentori di humus. Qualche inflessione erbacea al palato, foderato da tannini freschi sia pur nervosi. Impettito, rigido ma vitale.

Castello La Leccia – Chianti Classico 2011 (nuovo assaggio)

Naso ritroso, che dice e non dice, come in attesa di tempi migliori. Mi piacciono però la tensione sapida e la sabbiosa tattilità. E’ vino senza fronzoli, assai sciolto nello sviluppo, solo introverso aromaticamente. Io lo attenderei con fiducia.

Cigliano – Chianti Classico 2011 (riassaggio)

Buona pienezza, che non disperde il senso e la voglia di sfumature; scia vinosa e floreale al gusto. Brivido acido a ringalluzzire la beva. In crescita di focalizzazione rispetto agli ultimi assaggi estivi.

Dievole – Chianti Classico La Vendemmia 2011 (nuovo assaggio)

Naso non nitidissimo che accenna ad una profondità di sottobosco non banale. Palato grintoso, con accenti erbacei e note di doga meno coinvolgenti, comunque volenteroso.

I Collazzi – Chianti Classico I Bastioni 2011 (nuovo assaggio)

Frutto maturo, docile, avvolgente; tatto liscio, gusto morbido. Poco contrasto utile alla causa.

Fietri – Chianti Classico 2011 (riassaggio)

Sfumato e al contempo polposo, rivela una buona dolcezza di frutto e una buona melodia gustativa, senza le accelerazioni attese ma muovendosi nell’alveo della piacevolezza.

Isole e Olena – Chianti Classico 2011 (riassaggio)

Ecco la venatura esotica, ormai caratteristica, all’approccio olfattivo. Ma ecco il continuo e progressivo gioco dei rimandi fra acidità (freschezza) e sapidità al palato, a stimolarne il sapore rendendolo dinamico e sfumato. Buono.

Le Cinciole – Chianti Classico 2011 (nuovo assaggio)

Molto fine e “sangiovesoso” al naso, prodigo di rimandi preziosi e di sottili “cromatismi” aromatici; bocca spedita, sapida, equilibrata, ad alti livelli di purezza ed espressività. Un ritorno in grande stile fra i più ispirati vini di territorio.

Monte Bernardi – Chianti Classico Retromarcia 2011 (nuovo assaggio)

A qualche inelegante spigolo aromatico fortunatamente fa da contraltare una bocca spigliata e simpatica, leggiadra e di medio peso, incline alla scioltezza e alla spontaneità. Solo discreta la complessità.

Poggerino – Chianti Classico 2011 (nuovo assaggio)

Bella filigrana minerale, buona integrità di frutto. Indole austera, grinta e temperamento, con tannino vivo ancora da fondersi. Di carattere.

Riecine – Chianti Classico 2011 (riassaggio)

Una completezza unica per un rosso profondo e struggente, elegante e caratteriale insieme: un soffio di bontà. Difficile fare di meglio. Ancor più in palla dell’estate scorsa, il che è tutto dire.

Val delle Corti – Chianti Classico 2011 (nuovo assaggio)

Super elegante, ne apprezzerai la melodiosa avvolgenza e la seducente tattilità, la sensualità e la bellezza. E’ Chianti Classico. Di Val delle Corti. Pochi competitors.

Chianti Classico LogoAnnata 2010 – Fra Riserve (ancora da uscire sul mercato), selezioni (idem) e qualche riassaggio

La 2010 è una vendemmia che fa per me: nervosismo, austerità, pesi e volumi proporzionati, acidità in prima linea. Mi piace ascrivere un’annata del genere nella mia speciale graduatoria del “Chianti ideale”. Così non ho perso l’occasione di poter assaggiare in anteprima alcune Riserve e selezioni che stanno per uscire sul mercato, insieme a qualche immancabile ripasso (che nulla c’entra con la Valpolicella!). I bicchieri incontrati depongono a favore di tipologia, non disdegnando affatto di affacciarsi “nella parte alta del tabellone”! Bei conseguimenti, davvero.

Caparsa – Chianti Classico Riserva Caparsino 2010 (nuovo assaggio)

Toni esotici e di spezie dolci stimolano un naso intenso, finanche “svolazzante”; in bocca recupera senso della misura nel segno della scioltezza e della bevibilità. Di buona ariosità e sentita naturalezza, ne apprezzerai il timbro sapido.

Castell’in Villa – Chianti Classico 2010 (nuovo assaggio)

Una fitta mineralità di matrice quasi gessosa solca e sfuma la trama del frutto (rosso) al naso; bocca stratosferica per lunghezza, dinamica e complessità. Un passo in più, un passo diverso.

Castello d’Albola – Chianti Classico Riserva 2010 ( nuovo assaggio)

Rarefatto e super sfumato, di pura razza raddese, è sangiovese d’altura, stilizzato, infiltrante, tipico e convincente. Nulla da eccepire!

Castello di San Sano – Chianti Classico Riserva Guarnellotto 2010 (riassaggio)

Bel frutto e bella dolcezza, delineati in un contesto di tecnica precisione, lì dove tensione, nitore e piacevolezza coesistono in piena armonia.

Felsina – Chianti Classico Riserva Rancia 2010 (riassaggio)

La ghianda e il goudron delle edizioni migliori rilanciano questa etichetta nel segno del gusto e della personalità. Bel sottobosco, buona sapidità e discreto allungo.

Fietri – Chianti Classico Riserva 2010 (riassaggio)

Ricco, soprattutto in acidità e tannino, deve ancora assestare il tiro. Poco equilibrio e non troppo dinamismo oggi, per un vino comunque non banale.

Monteraponi – Chianti Classico Riserva Baron’Ugo 2010 (nuovo assaggio)

Stoffa, sincerità espressiva, eleganza, sinuosità. Davvero un bel vino, sulle ali dell’equilibrio e del garbo espositivo.

Podere Il Palazzino – Chianti Classico Argenina 2010 (nuovo assaggio)

La buona rifinitura minerale della trama olfattiva riesce nell’intento di farti dimenticare certi pruriti estrattivi al gusto. Però senti l’anima gaiolese nella tempra, nella volontà. Come spesso accade ad Argenina, non affonda il colpo sul fronte della complessità, ma sa difendersi con onore.

Poggerino – Chianti Classico Riserva Bugialla 2010 (nuovo assaggio)

Bella trama minerale ai profumi, e saldezza aromatica, per un vino vibrante anche se ancora parzialmente inespresso. Grande nervatura minerale se lo bevi: gustoso, flemmatico, profondo e complesso, ha il futuro dalla sua parte.

Quercia al Poggio – Chianti Classico 2010 ( nuovo assaggio)

Buona profondità aromatica, davvero espressiva, seriosa e austera. Bel temperamento chiantigiano se lo bevi, senza infingimenti  e senza belletti: possiede contrasto, “telaio carrozzato”, polpa e dignità. Di buon auspicio.

Rocca di Castagnoli – Chianti Classico Riserva Poggio ‘a Frati 2010 (riassaggio)

Nettezza, dettaglio, precisione. Linea del frutto ben tratteggiata, accenti balsamici di seducente caratterizzazione, sfumature di frutta esotica tipiche della casa: un contesto curato per una profondità solo discreta.

Villa di Geggiano – Chianti Classico 2010 (nuovo assaggio)

Bel peperino: sferzante, forte, acido, deciso; non finissimo mi dirai, ma possiede temperamento e determinazione. E quei toni aspri non ledono di certo il carattere.

2 Comments

  • Angelo Cantù ha detto:

    Come sempre apprezzo moltissimo le sue puntuali e appassionate descrizioni di una tipologia che ho riscoperto da qualche anno e che mi sta nel cuore. Ho capito che dovrò andare a caccia dei 2010 che sembrano esprimere al meglio i caratteri chiantigiani più autentici. Fra i miei preferiti manca in questo ricca valutazione Castello di Monsanto. Ha qualche notizia in merito?

  • Fernando Pardini ha detto:

    Hai ragione Angelo, ma il tempo non mi ha consentito di poter assaggiare tutto lo scibile. Per cui, avendo già assaggiato ripetutamente in precedenza sia Chianti Classico 2011 che Riserva 2010 di Castello di Monsanto, ed essendo convinto assertore dell’ottimo livello qualitativo di queste etichette, li ho esclusi dai riassaggi, preferendogli vini che mi avevano lasciato interdetto in precedenza, o per i quali avevo intravisto un potenziale di “cambiamento” con l’evoluzione, oppure vini che mi erano sembrati buoni ma sorprendenti per i loro standard…. I vini di Monsanto mi erano parsi molto buoni, ma coerenti con il loro standard!!

    grazie della lettura
    fernando

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