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Trasimeno, un anno dopo, parte seconda. Degustazione vista lago, con le espressioni del territorio

IMG_2314rCASTIGLIONE DEL LAGO (PG) – La bella degustazione “vista lago” nel palazzo Duca della Corgna che ha concluso l’ultima edizione di Divino Trasimeno ha messo in evidenza ancora una volta come la “comunità” di viticoltori di questo incantevole angolo di Umbria, che unisce le classiche dolcezze collinari alla presenza affascinante e climaticamente importante del lago, sia sempre più decisa a cercare una propria identità ed una immagine chiara e nitida da trasmettere all’esterno.

DSCN2658Le potenzialità di una terra fertile e vocata sono fuori discussione, rafforzate peraltro dalle suggestioni che lungo la Strada del Vino Colli del Trasimeno uniscono storia (Annibale), arte (Perugino, Masolino da Panicale), leggende (Cavalieri di Malta).  Quella che traspare è d’altro lato una perdurante incertezza nella strategie da seguire per caratterizzare il territorio. Incertezza fra percorrere le strade già battute con buoni risultati dei vitigni alloctoni o internazionali qui ben acclimatati (soprattutto il merlot), privilegiati al momento di definire il disciplinare della Doc, e che consentono un più facile inquadramento dei vini nei mercati internazionali. Anche se oggi vanno un po’ controcorrente e rischiano di non stimolate sufficientemente la curiosità del pubblico e, per quel che conta, della critica.

DSCN2662Oppure passare al versante dell’uva autoctona per la quale il sentiero, a sua volta, si biforca: si potrebbe puntare sull’espressione territoriale del sangiovese, oppure appropriarsi del gamay del Trasimeno come vitigno trainante, che possiede però l’handicap di un nome fuorviante, visto in realtà che si tratta della garnacha spagnola passata in Sardegna con il nome cannonau e poi giunto qui assumendo quello dell’uva francese con cui si fa il Beaujolais.

DSCN2661Un percorso verso una nuova consapevolezza sembra comunque avviato e arricchito di anno in anno; i numeri del vino di questa zona, in aumento, indicano una voglia di fare, di contare di più. Un valido aiuto arriva dalla collaborazione con l’università di Perugia, molto attiva nella ricerca ed all’avanguardia soprattutto nella individuazione di metodi in vigna per fronteggiare il riscaldamento da cambio climatico e per affrontare il problema del sempre crescente grado alcolico dei vini. Ma è un percorso soprattutto tracciato da vignaioli ed imprenditori del vino modesti ma tenaci nel perseguire il loro scopo. Che, è una sensazione più che un augurio, non dovrebbe proprio sfuggir loro.

DSCN2664Le espressioni del territorio: la degustazione nel Palazzo della Corgna, con vista lago

Colli del Trasimeno Merlot 2012 – Casale Il Picchio-Nofrini

In questa bella realtà (anche agriturismo), nel 1999 sono stati piantati vigneti di merlot e cabernet sauvignon che hanno dato vita alle prime etichette nel 2006. Nel bicchiere si avvertono note di ribes e cassis, seguite dall’affacciarsi di sensazioni boschive, di resina, una leggera mentosità e sfumature verdi. Coerente in bocca, è pungente e di acidità spinta.

Colli del Trasimeno Rosso Montemelino – Montemelino

Festeggia i 50 anni in piena vitalità e in progresso di consapevolezza questa cantina fondata da Margret Cantarelli, signora tedesca di grande personalità che ha sempre evitato (se non in casi di vera emergenza) concimi chimici preferendo ad essi l’uso dello zolfo e della poltiglia bordolese. Siamo nella sponda nord del lago, in vista della Toscana, ad una altitudine di 300 metri. Un vino, questo, composto da sangiovese (70%), per il resto da merlot, cabernet sauvignon e ciliegiolo. Apre al naso con una frutta bosco delicata e ben esposta, seppur non travolgente, e leggermente caramellosa. Bocca di medio impatto ed alla fine un pochino asciugante.

IMG_2316Colli del Trasimeno Rosso Barca 2010 – Cantina Terre del Carpine

Intitolata a Giovanni da Pian di Carpine, che precedette Marco Polo nell’estremo oriente dove allacciò profondi legami, è una cooperativa che ha ormai vita quarantennale e che gestisce 180 ettari di vigneto con 200 viticoltori conferenti. Naso improntato alla confettura, con l’aggiunta di leggere erbe aromatiche di discreta persistenza; al palato l’attacco è mentoso, si avverte buona tessitura, gustosità e finale in allungo con un tannino brillante.

Annibale 2011 – La Casa Colonica

Anche qui una struttura agrituristica che si cimenta con la produzione di un vino prevalenza di sangiovese (80%), con saldo di merlot e cabernet sauvignon (10% ciascuno). Olfatto non intensissimo, leggermente cosmetico, di buona persistenza; al palato in evidenza ancora l’apporto del rovere.

Trasimeno Rosso Scelto 2010 – Cantina Il Poggio

Altra cantina “storica” del comprensorio, che si deve all’energia di Anna Gattobigio. I primi impianti risalgono al 1972 con le uve grechetto, ciliegiolo e sangiovese; poi nel 1984 sono seguite vermentino e pinot bianco ed infine verso il 2000 arrivarono merlot, cabernet sauvignon e pinot nero. La prova del vino presentato è apparsa limitata da un naso inizialmente ridotto e problematico. In bocca si apre lentamente migliorando fino ad una bella freschezza in un finale pimpante ed accompagnato da una spruzzata di erbe aromatiche.

IMG_2315Colli del Trasimeno Rosso Glanio 2011 – Cantina Madrevite

70% sangiovese, 20% merlot e salad di gamay, per un vino “entri level” di una azienda sveglia e dinamica i cui vigneti comprendono, oltre ai classici sangiovese, merlot, gamay, anche syrah e montepulciano d’Abruzzo e che coltiva anche la “mitica” fagiolina del Trasimeno. Il colore è violaceo giovanile, naso iperfruttato, fra i più espressivi, comunica molto anche in una bocca fragrante bella beva pimpante, di lettura facile. Finale vivacissimo ed amplissimo.

Colli del Trasimeno Rosso Scelto Òscano 2011 – Azienda Agraria Carini

Unione di sangiovese (70%), con saldo di gamay è polposo, un tantino rusticheggiante ma con un bel frutto nero maturo, terra, note d’inchiostro al naso; al palato entra cremoso, con l’apporto del legno in evidenza, assieme a note di erbe aromatiche che chiudono la beva.

Trasimeno Gamay Riserva Divina Villa 2012 – Cantina Duca della Corgna

Luca Landi, enologo toscano “top” che cura la produzione di questa cantina cooperativa, è un fan del gamay, forse vedendo in esso il ruolo che in Toscana ha avuto il sangiovese nel caratterizzare il territorio dopo l’era supertuscan. Il naso qui è caramelloso, con note di ribes, non privo di freschezza. Attacco timido, centro bocca un pochino sfuggente, poi buona ripresa nel finale che allunga anche a sorpresa; grande freschezza e vivacità finale.

Novecento 2010 – S. Agri. V. It.-Castello di Magione

Unione di merlot e sangiovese, si caratterizza per un ingresso in bocca all’insegna delle sensazioni del rovere; è levigato nella beva arricchita da note di erbe aromatiche e liquirizia. Si avverte una certa  astringenza verso il finale.

Colli del Trasimeno Merlot Riserva Spiridione 2009 – Cantina Berioli

Dalla cantina dell’appassionato presidente della Strada del Vino (e già del Consorzio di tutela, ne abbiamo parlato nella cronaca già uscita) sfoggia un buon frutto elegante, persistente, rotondo, ampio ed arioso. All’ingresso in bocca si avvertono liquirizia e rabarbaro, e la beva è tesa, scorrevole e piacevole, con una chiusura positiva e brillante.

Empireo 2009 – Pucciarella

Azienda eclettica, che produce l’unico metodo classico della zona (da uve grechetto) ed arriva al Vinsanto, con 300 ettari nella tenuta e 60 di vigneti. Il colore di questo taglio merlot-cabernet sauvignon (firmato, come tutti i vini, da Riccardo Cotarella) è violaceo molto fitto, ed all’olfatto mostra sensazioni di frutto nero, di grafite ed inchiostro. Buon assetto di beva: entra cremoso, prosegue impegnativo, materico anche se fragrante al tempo stesso, con un notevole impatto gustativo.

Renaia 2010 – Cantina Morami

Azienda giovane questa, nata nel 2007, che produce solo nell’ambito delle Igt. Sembra quasi che guardi al modello bolgherese, perlomeno in questo vino ottenuto con merlot e saldo di cabernet sauvignon e franc. Carico nel colore, sfoggia un frutto pimpante in un naso espressivo e di impatto notevole, persistente. Attacco in bocca all’insegna della maturità dei toni della confettura di mora e di ribes; riesce poi ad avere un profilo progressivo, con iniezioni di freschezza su un sottofondo dolce. Bella ampiezza in un finale di terra e caffè.

Nella seconda immagine, l’enologo Lorenzo Landi

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