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La Famiglia Tortilla, mangiare a Barcellona secondo Marco Malvaldi

famiglia-tortillaSi è avviato verso tramonto il periodo dei guru della gastronomia, dei grandi palati, degli orientatori di tendenze culinarie? Forse si, forse siamo entrati definitivamente nell’era tripadvisoriana dove conta molto il parere dei nostri “simili”, di quelli che partecipano e raccontano le loro esperienze, che potrebbero essere pari pari le nostre nel momento in cui varcheremo quella porta e infileremo le nostre gambe sotto a quel tavolo.

A questo modello “2.0” aderisce felicemente La Famiglia Tortilla, dello scrittore pisano Marco Marvaldi, giallista di successo, che con moglie e piccolo mangiatore con le sue giuste esigenze al seguito illustra con colloquiale franchezza le tante piacevolezze e qualche inevitabile limite di una città di grande successo turistico come Barcellona.

Innanzitutto, una evidentemente salda frequentazione della gastronomia spagnola rende possibili descrizioni puntuali di alcuni must come il jamon spagnolo nelle sue tipologie e declinazioni qualitative, o i churros, sorta di bastoncini di pasta fritta dolce con la sezione a forma di stella che si abbinano al cioccolato in tazza specie nelle tarde colazioni della domenica, (che però, situandoci in ambito iberico, esiteremmo alquanto a definire “dolce tipicamente messicano”.) Ma attenzione, il queso manchego non è un formaggio caprino: è ovino, ovinissimo!

E c’è qualcosa di più: la formazione dell’autore è quella del chimico che sa illuminaci sui processi della cottura che rendono così irresistibile la paella, che a proposito è unicamente valenciana e dunque rigorosamente di carne (pollo e coniglio), diffidare dalle imitazioni, che poi sarebbero le “paellas catalane” brulicanti di crostacei e molluschi; sui princìpi che stanno dietro i “ravioli sferici” di Ferran Adrià, che poi sono assai simili a quelli del “bubble tea” che sorbisce con la cannuccia il piccolo Leonardo, la semplificazione di una preparazione scoperta a Taiwan dal fratello di Ferran, Albert, un tè che contiene palline di farina di tapioca bollite ed immerse in uno sciroppo di zucchero, dalle sensazioni gustative assai sorprendenti.

Ceci c’est pas una guide“, questa non è una guida, avverte con modestia Malvaldi. Ma è vivo il quadro che tratteggia della città della cucina molecolare, degli sgabelli scomodi, del Passeig de Gracia, il più bel corso del mondo ma dove non conviene mangiare, ed appaiono convincenti le sue “dritte”, dai luoghi più interessanti del mercato de La Boqueria alla fattoria dove comprare prodotti naturali (la Granja Viader), dal ristorante vegetariano non punitivo di Teresa Carles, a quello dei sapori dolci (Espai sucre), alla consacrazione dell’uovo a tavola (L’Eggs).

Per concludere, “Barcellona, prima di tutto, è un posto da onnivori … pronta ad accogliere senza pregiudizi qualsiasi novità”: questo è forse l’invito più convincente dell’autore a chi stia pensando di visitare la città catalana.

Marco Malvaldi
La Famiglia Tortilla
EDT – Allacarta (maggio 2014)
112 pagine
7,90 euro – ebook 4,50 euro

One Comment

  • antonio ha detto:

    Da appassionato lettore di Malvaldi, ho immediatamente comprato questo libretto molto piacevole e sarcasticamente didattico. Nel suo stile ironico, Malvaldi riesce a trasmettere in modo appassionato le caratteristiche dei piatti e dei luoghi. Imperdibile la parte relativa al Mercato della Boqueria, da leggere tutto d’un fiato, fa venire l’acquolina in bocca.

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