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I miracoli di San Colombano al Lambro

di Riccardo Modesti

WP_000637San Colombano al Lambro, ameno comune sito in provincia di Milano, è l’unico comune meneghino dove si produce vino, sotto l’egida della Doc San Colombano al Lambro e della Igt Colline del Milanese, solitario richiamo alla metropoli lombarda nella folta giungla dei disciplinari del Bel Paese. E’ esattamente qui che opera Antonio Panigada (nella foto), senza dubbio il miglior produttore della zona, che etichetta i suoi vini sotto il nome di Banino, a richiamarne le origini. Oltre alla cantina, Panigada possiede anche una salumeria dove si possono trovare prodotti artigianali tipici dei luoghi di elevatissima qualità. Ma torniamo al vigneron, uomo che produce vini dall’uva senza aggiungere altro che le solite quantità, peraltro modeste, di solfiti. Vini genuini? Beh, se nella babele attuale del mondo del vino, dove il concetto di genuinità non si coniuga automaticamente con quello di bontà, intendiamo per genuino un vino dove non entrino correzioni a base di additivi e coadiuvanti, la risposta allora è sì.

La sua cantina è piccola ma funzionale, con un piano interrato dove riposano i vini per l’affinamento, e poi è davvero un piacere avere a che fare con Antonio, persona molto competente ed evidentemente spinta da grande passione verso il proprio lavoro. Sono andato a trovare Panigada in occasione della recente festa dell’uva di San Colombano al Lambro e, anziché assaggiare i vini in commercializzazione, ho potuto degustare con grande piacere un paio di sontuose annate meno recenti, che hanno riservato come al solito belle sorprese.

Giusto per la cronaca, comunque, segnalo di seguito i vini che potete trovare abitualmente dal vigneron Banino, accomunati da un rapporto qualità/prezzo assolutamente centrato:

Banino Bianco igt, blend di Riesling Renano, Chardonnay e Sauvignon

Banino Uva Rara, un rosato da Uva Rara in purezza

Banino Rosso Giovane, un rosso rifermentato in bottiglia da Croatina, Barbera e Uva Rara

Banino Rosso Tranquillo, un rosso affinato 12 mesi tra legno e acciaio, prodotto con le stesse uve del Banino Giovane

Banino Rosso Vigna La Merla: la Riserva della casa, blend di Croatina, Barbera, Uva Rara, Merlot e Cabernet Franc, vino di grande struttura che affina per almeno 24 mesi in legno, cui segue un congruo affinamento in bottiglia

Banino Aureum, un passito bianco da uve Malvasia di Candia aromatica che sorprende sempre per la sua leggerezza e la sua complessità

Collina del Milanese IGT Banino Bianco 2005

A parte il fatto che la collina di San Colombano al Lambro non goda di grande reputazione per quanto riguarda la produzione di vini bianchi, qui ci troviamo di fronte a un bianco che – nove anni di età, non dimentichiamolo- ha fronteggiato orgogliosamente le insidie del tempo: perchè oltre ad avere mantenuto una spina dorsale acida, ragion per cui esso è ancora in vita, l’evoluzione sensoriale è stata perfetta. Questo vino porta le stimmate del grande bianco: il colore giallo dorato carico è ancora particolarmente brillante; al naso è complesso, vi si trovano la frutta secca (nocciola), il burro, il miele, la frutta sciroppata ancora piuttosto fresca….gradevolissimo davvero. Ma è in bocca il vero miracolo: vino vivo, dicevamo, in virtù di una freschezza acida molto importante, dove si riscontra anche una sapidità leggera ma che senti, una persistenza piuttosto lunga sebbene non infinita, un ritorno aromatico alla deglutizione davvero piacevole, integrato da abbondante salivazione. Le uve? Un gran mix di uve bianche, dove prevalgono Chardonnay e Riesling Italico, pensate un po’…

San Colombano al Lambro DOC Rosso Riserva Banino Vigna La Merla 2003

Ve la ricordate la 2003? Annata caldissima, come possiamo non ricordarla… Vigna La Merla è un cru esposto prevalentemente a sud sulla collina di San Colombano al Lambro, mica le Dolomiti, dunque, ma altitudini poco importanti se non quasi nulle. Eppure questo magnifico ragazzo di 11 anni ha mantenuto una incredibile freschezza, che supporta una beva piacevole, nonostante la struttura davvero imponente. Il colore è ancora bello integro, rosso rubino cupo, mentre al naso prevalgono la frutta in confettura, il caffè e il cioccolato. In bocca è morbido, di grande struttura, fresco di acidità, dal tannino morbido e carezzevole. Non lunghissima la persistenza, se vogliamo proprio cercare il pelo nell’uovo: ma  il miracolo, pelo o no pelo, è compiuto!

One Comment

  • Massimo ha detto:

    Grande Banino! Ero stato da lui nel 2008 e mi aveva colpito per semplicità. simpatia e schiettezza!
    E i suoi vini non erano niente male, proprio il LaMerla 2003 (se nn erro) mi aveva colpito molto. Per altro un grande rapporto qualità prezzo
    Condivido la news sul mio profilo G+ (Trovino)

    ciao e buon lavoro

    Massimo

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