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Champagne Tribaut Schloesser e cucina toscana: che amore sia!

logo-webChampagne ed ostriche, Champagne e caviale, Champagne e pesce crudo! Accoppiate vincenti, vero, ma ormai alquanto scontate per un vino, forse il più desiderato al mondo, che si attesta quale invincibile conquistatore di palati, siano essi maschili o femminili!

00nkhgzsj126v_375x500C’era un tempo in cui si andava alla ricerca ossessiva, per questo nobile prodotto, di abbinamenti eccentrici, al fine di enfatizzare il suo già indiscusso sex appeal: pizza e Champagne, hot dog e Champagne, e chi più ne ha, più ne metta! Poi siamo rinsaviti, almeno così ce la raccontiamo, ed ogni scusa è diventata buona per versarsi una coppa (orrore!!), pardon, un calice di Champagne e gustarselo serenamente, senza troppi indugi, proprio come ci insegnano i cugini francesi, che in materia di bollicine sono un bel po’ avanti.

È il giovane titolare della maison Tribaut Schloesser, Valentin, che si occupa sia della parte enologica, che della diffusione del brand, a spiegarci come in Francia ci si approcci in maniera più leggera a questa frizzante poesia enologica: “Per noi lo Champagne è un vino giornaliero, quello che beviamo in ogni occasione. Troviamo che sia l’accompagnamento perfetto per tantissimi piatti grazie alle diverse caratteristiche organolettiche che differenziano un’etichetta dall’altra. Gli Champagne, lo sappiamo, sono molto diversi gli uni dagli altri a seconda di tante variabili, come il colore dell’uva, la liqueur d’expédition (quando usata) ed il grado zuccherino, il tempo di sosta sui lieviti… Possiamo trovare prodotti freschi e leggeri, come altri più corposi e complessi, in grado di sostituire, in tutto e per tutto, vini rossi anche strutturati.”

Tribaut-2Tribaut Schloesser è un’azienda a gestione familiare fondata nel 1929 e sita nel cuore della regione dello Champagne, Romery. I vigneti, 50 ettari circa, che la posizionano tra le aziende di media dimensione con le sue 350.000 bottiglie annue, si trovano tra la sequenza de Reims e la Valle della Marna. e sono costituiti da un 30% di Chardonnay, un 40% di Pinot Nero ed un 30% di Pinot Meunier.

Con le interessanti premesse fatte da Valentin, in occasione della presentazione dell’azienda ci siamo approcciati al pranzo un po’ fuori dalle righe con grande curiosità, per capire, con la pratica, come questa perla vinicola riesca a sposarsi armonicamente con numerose tradizioni culinarie quali sono quelle toscane.

Il benvenuto ha incontrato nel bicchiere lo Champagne Tribaut Shloesser Romery Brut Nature, 35% Pinot Noir, 35% Chardonnay e 30% Pinot Meunier, a 20 euro sullo scaffale, fresco, leggero, beverino e con una lunghezza di palato che non lascia indifferenti.

ribollitaCon gli antipasti, a base di salumi come mortadella di Bologna, mortadella di Prato e confettura di fichi, pecorino e pere, pane allo zafferano e lardo di colonnata, è stato proposto il Tribaut Shloesser Romery Brut Blanc de Chardonnay, con 7,5 g di zucchero per litro, a 24 euro al pubblico, dai profumi più intensi rispetto al precedente, a base di fiori bianchi, miele e pane tostato, ma con una persistenza gustativa un po’ meno intrigante.

Le zuppe tipiche della Toscana, come farro in crema di fagioli, ribollita ed acquacotta, hanno visto affiancarsi la Cuvée René, 70% Chardonnay, 30% Pinot Nero ed 8 grammi di zucchero per litro, a 45 euro circa in enoteca, dal naso complesso e dal gusto burroso ed avvolgente.

il-blu-di-bufala-prodotto-con-latte-di-bufalaL’ultimo, L’Authentique, con la tradizionale chiusura a spago, a 55 euro, composto da un 60% di Pinot Nero e da un 40% di Chardonnay, con 6 g/l di zucchero, dai profumi freschi e molteplici, di grande persistenza e profondità, si è trovato a duellare con un blu di bufala toscano esplosivo al naso, quanto in bocca, grazie all’elevata componente grassa ed allo spiccato sapore piccante. Il confronto, non certo semplice a causa dell’imbattibile estensione gustativa del blu, ha comunque sia messo in risalto la forza di Authentique, bravo nel dimostrare il proprio vigore e la spalle larghe.

Insomma, si può proprio dire che lo Champagne, inteso come vino a 360 gradi da poter accostare ad infinite bontà gastronomiche, ha superato la prova! Adesso non ci resta che, in Italia come un po’ in tutto il mondo, superare la crisi, spiccare il volo e cominciare a potersi permettere di brindare ogni giorno alla vita ed alla gioia, con uno, due, tre calici, di Champagne! A la santé!

 

 

 

 

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