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Merano Wine Festival 2014, tra nuove scoperte e belle conferme

IMG_20141108_124703MERANO (BZ) – Grande successo anche quest’anno per il Merano Wine Festival, manifestazione di prima grandezza nel panorama degli eventi enogastronomici italiani ed europei. I numeri parlano da sé: oltre 6500 biglietti staccati, tantissimi considerando anche il considerevole prezzo del biglietto dell’ingresso. Folla nelle sale con la necessità da parte degli organizzatori di regolare i flussi in entrata ed uscita nelle varie aree dell’esposizione. Sempre in auge la selezione (quest’anno più ridotta) dei produttori appartenenti all’Union des Grands Crus de Bordeaux, interessante la compagine dei produttori rumeni presenti , molti dei quali con retroterra europeo, sempre di rilievo la presenza dei vini Austriaci, Alsaziani e Sloveni, Georgiani e Kazaki a dimostrazione di una vocazione internazionale dell’evento oramai consolidata.

Il nostro percorso di degustazione all’interno del festival si è snodato fra assaggi di sempre stimolanti Bordeaux, di vini rumeni e di alcune conferme austriache e alsaziane oltre ad una rivisitazione del mondo altoatesino del pinot nero. Ma andiamo con ordine.

IMG_20141108_113633Iniziando dalla non foltissima schiera dei produttori bordolesi, dobbiamo precisare che in alcuni dei loro vini riaffiorava in certe annate quel sentore legato agli etil-fenoli che per tanti anni è stato scambiato per un timbro caratteristico del terroir; in funzione di questo siamo stati indotti a valutare in maniera migliore i vini che non presentavano questo carattere e così abbiamo apprezzato molto i vini di Chateau La Lagune 2012 (Haut-Medoc), un bel colore rosso porpora, frutto ben espresso, tannini eleganti e freschezza a tutto tondo; lo Chateau Branaire – Ducru 2010 (Saint-Julien), un vino di grande eleganza e buona consistenza dove tannini e acidità, insieme ad un profumo floreale, esprimono al meglio le caratteristiche della zona. Tra i vini di Saint-Estéphe ci ha positivamente impressionato lo Chateau Ormes de Pez 2007, un vino dalla beva fresca e piacevole con una buona struttura ed un finale fresco e pieno. Tra i Sauternes, da rimarcare la tipica nota di zafferano dei vini dello Chateau de Fargues Lur Saluces, che col 2001 rinnova la tradizione dei questi splendidi vini dall’aroma veramente indelebile.

IMG_20141108_115433Passando ai vini rumeni, ospiti quest’anno al Festival, la notra attenzione si è concentrata sui vini del Principe Strybei di cui la feteasca regala, vinificata con perizia, rappresenta l’emblema di questa nuova via dei vini rumeni che abbandonano la rigida tradizione per presentarsi al mondo enologico con tutte le carte in regola per ricavarsi un loro spazio tra intenditori e appassionati. La nota lievemente tannica della varietà qui è stata levigata e messa al servizio della pienezza e della persistenza con buoni risultati.

NIMG_20141108_122219ella stessa sala erano presenti produttori austriaci tra cui Payer, un produttore del Burgerland particolarmente apprezzato per i vini dolci: infatti il suo Chardonnay Trockenbeerenauslese 2007 è un paradigma nella sua tipologia. Con i suoi oltre 370 grammi per litro di zuccheri e acidità oltre i dieci punti ma sopratutto con 6,1 gradi di alcool svolto assume più la consistenza di uno sciroppo di uva passa che di un vino.

IMG_20141108_123954Eppure sorprende per la freschezza i profumi intensi e lievemente ossidativi , la avvolgente dolcezza che persiste nel tempo. Ancora in questa sala troviamo un magnifico produttore alsaziano Chateau d’Orschwihr che con il suo Rangen 2001 Pinot Grigio ci offre una prova distile alsaziano di prim’ordine: profumi prima fruttati poi floreali con note lievemente speziate accompagnano una bocca suadente e allo stesso tempo lineare che conclude in un ottimo equilibrio tra freschezza e dolcezza.

La passeggiata tra i vini locali (altoatesini) si snoda fra una serie di pinot neri che, ricordo, vantano qui tradizione e ambiente favorevoli. Si parte con un Trattmann Mazon 2012, Pinot Nero riserva della cantina di Girlan (Cornaiano) dalle evidenti note di ciliegia e di legno che in qualche modo si insinuano tra il floreale e la vena acida del vino.

IMG_20141108_135053Passiamo poi alla Cantina di Colterenzo con il Villa Nigra 2011: bella prova di fedeltà al vitigno che appare ancora in fase di evoluzione positiva. La cantina però che ci ha più convinto è stata Niedermayr con il suo Pinot Nero Riserva 2010. Un vino completo nello stile di Borgogna, con eleganza più che intensità ma con profumi finissimi e corpo levigato e fine.

Un commento a parte meritano i vini di Argiolas: al tavolo era presente Antonio che insieme a Francesca sono i “rami” giovani di questa grande famiglia del vino in Sardegna: qui abbiamo la conferma più bella:  il Turriga 2011.  Grande eleganza ma anche stoffa e signorilità in un vino vera espressione della terra dei Nuraghi e della mediterraneità del vino.

Finisce qui il nostro resoconto del Merano Wine Festival 2014, una manifestazione che inanella successi anche in questo tempo di crisi ad onore della qualità organizzativa e della selezione di qualità effettuata sin dal principio della manifestazione.

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One Comment

  • Leonardo ha detto:

    Sullo Chateau d’Orschwhir: l’anno scorso ho avuto il piacere di visitare questa piccola realtà alsaziana, mi avranno fatto assaggiare una ventina di vini e ho trovato qualitativamente valida tutta la produzione (bollicine comprese), idem per il prezzo tant’è che un paio di cartoni misti me li sono portati a casa.

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