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All’Antica Corona Reale da Renzo il pranzo dell’anno. Elegia della vera cucina italiana

Antica Corona Reale_ingressoSi può vivere di svolazzi. O sugli svolazzi. Di ghirigori linguistici fra incredulità e trasporto. Per pigiare sull’acceleratore dei sentimenti, forzare emozioni, marchiare a fuoco il senso dell’immedesimazione. Può capitare a volte, se parli di tavole ed esperienze gastronomiche. Ma c’è un limite oltre il quale il belletto descrittivo non paga più. Devi andare oltre. Bene, uno di quei limiti sta lassù a Cervere, nella campagna piatta cuneese, non lontano da Bra. All’”Antica Corona Reale – Da Renzo”, gestita secolarmente dalla famiglia Vivalda, è come ripulirsi di tutte le scorie e le contaminazioni precedenti -culturali e gastronomiche- per tuffarsi in una dimensione del gusto più sentimentale, in grado di leggere il futuro con le armi della tipicità contando sul legame potente con la propria terra e tramutandosi d’incanto in piatti mirabili per equilibrio, sapore, radicamento e sensibilità. E’ ritrovare la limpidezza di un’emozione nuda e cruda, questo è. E accorgersi che le parole non bastano più, casomai ce ne vorrebbero di nuove. O forse, per una volta, la meraviglia di essere concisi, come mai accaduto prima nella vita di un cronista errante: invitando semplicemente a provare, a vedere, a gustare, a toccare con mano.

La famiglia Vivalda fra le generazioni-1Di fronte alla strabiliante evidenza qualitativa di quella cucina la voce interiore non ha tardato a manifestarsi sotto forma di whisper: “finalmente a casa” – mi ha sussurrato. E sì che non sono manco piemontese! D’altronde, che ci vuoi fare? E’ sentimento del gusto, senso di appartenenza, cucina identitataria, arte dell’accoglienza. E stupefacente qualità intrisa di italianità. In quella antica dimora “di passo” c’è la ragion d’essere per una nuova emozione condivisa. Un’emozione che resta, badate bene, e che ti lascia con la voglia di ritornare. Lì, dove non senti il “peso” delle due stelle Michelin né quello, tronfio di prosopopea, che normalmente respiri in certi ristoranti chic. Dove non senti l’obbligo del salamelecco o l’aria appesantita dall’officiare adulante di ospiti, maitre e camerieri nell’alone dorato del grande chef di turno. Da Renzo tutto riacquista una dimensione reale: la bellezza si alimenta di concretezza, l’ambiente di toni amabilmente retrò, i rapporti umani di spontaneità. Senti, in quei piatti immensi per tocco e visione, la spinta verso il futuro così come il legame indissolubile con il territorio che li ha generati e da cui discendono: il vecchio e il nuovo che si incontrano e si amano.

Renzo Vivalda e le lumacheE’ il miracolo senza età della grande cucina regionale italiana. Lì dove tutto ha inizio e dove spero un giorno si ritornerà. L’unico approdo utile alla salvezza: per una cultura gastronomica che possa dichiararsi inevitabilmente nostra, e per la vita stessa dei nostri ristoranti. Sì, mi sono sentito davvero bene a quella tavola. Non era mai accaduto prima, in locali così importanti. A mio agio come in trattoria. Il miglior pranzo dell’anno, senza ombra di dubbio, lo devo a loro. Lascio così alle immagini il compito di suggestionare il suggestionabile. Io mi fermo qua, in attesa delle nuove, agognatissime trasferte langarole, che d’ora in poi  -volenti o nolenti – mi vedranno impegnato in un fuori pista obbligato, nella campagna piatta cuneese, non lontano da Bra, in una antica dimora di passo, da Renzo e Gianpiero Vivalda. A respirare autenticità.

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3 Comments

  • Quanto scritto mi abilita a divulgare l’offertaa. come modello di vita per le nuove generazioniti

  • Salvatore Galeno ha detto:

    Buo anno 2015 alla meravigliosa famiglia gastronomica Vivalda! E un piacere e una gustosissima visualizazione delle presentate pietanze.
    Bravi e un grande augurio di prospero 2015.

    Salvatore Galeno
    console AIGS – Lelystad-Olanda

  • Francesco ha detto:

    Caro Fernando,

    Ogni tanto ti incrocio in rete, ho usufruito di buoni e utili suggerìmenti sul vino alsaziano, tempo fa.

    Mi ha preso il tuo racconto perché hai parlato di persone per le quali mia moglie ed io abbiamo una stima molto alta. Ogni tua parola avremmo potuta pensarla con te, tanto forte è’ la condivisione con quello che hai scritto.

    In quasi tutti i nostri viaggi in Langa passiamo a “trovare” gli amici dell’Antica Corona Realev perché ci troviamo proprio come hai descritto tu.

    Che piacere ogni volta. Ho fatto vedere a mia moglie le tue foto dei piatti, nascondendo il resto….ha indovinato al primo piatto .

    Sono contento per i signori Vivakda e per tuttomlo staff, perché meritano parole cosi sincere come le tue.

    Francesco e Marinellac

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