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Chianti Classico 2013: alla ricerca del tempo perduto. O dell’armonia nelle forme

cc 2015_logoFIRENZE  – L’annata 2013, per quel che è emerso dai primi assaggi comparativi effettuati alla Stazione Leopolda durante la tradizionale e ben organizzata kermesse Chianti Classico Collection 2015, mi sta proprio simpatica. E se definirla un toccasana potrebbe sembrare un filino esagerato, non possiamo certo negare che abbia giocato il suo bel ruolo da protagonista nello scacchiere vitato più importante di Toscana, propiziando nei vini articolazione, giuste proporzioni e agilità. Certo, le diverse sensibilità interpretative in gioco continuano a marcare e a rimarcare le fisionomie, ma questo millesimo lascia lampeggiare, outside in the distance, una provvidenziale sterzata verso le ragioni dell’equilibrio e del garbo espositivo. Con un corredo acido ben presente ad instradare le trame e la felice circostanza di lasciarci immaginare un buon numero di Chianti Classico longilinei e seduttivi, quale riuscito compendio di grinta ed eleganza, versatilità e freschezza, le coordinate organolettiche “giuste” che, nel cuore degli appassionati, dovrebbero costituire le luci traccianti per una personalità che possa dichiararsi “chiantigiana”; una personalità nel passato fin troppo obnubilata, confusa o sopita da varie cause e concause, endemiche e pregresse, nei quali ambiti da sempre regna sovrana la mano, e la testa, dell’uomo.

Nel 2013 intanto i ritardi in fase di fioritura per via della primavera fresca, dopo un inverno che ha fatto l’inverno, si sono sostanzialmente tramutati in ritardi nelle fasi di accrescimento e maturazione, assecondati però da una stagione calda senza eccessi di temperatura che ha promesso e mantenuto (settembre incluso) salutari escursioni termiche ed ha gradatamente accompagnato il potenziale aromatico e la struttura acida delle uve maritandole ad un estratto meno ridondante del solito, consentendo un accumulo di zuccheri “morigerato e accorto”. E’ vero, si è trattato di una vendemmia ritardata, vivaddeo, da qui la generale propensione dei vini -con tutte le varianti del caso- ad apparire più “Classici” nelle forme.

cc2015_viniE se la compagine raccontata qui sotto non è esaustiva (ma tant’é, questi erano i campioni in assaggio), promette pur sempre dei vini annata molto interessanti, sicuramente superiori alla media delle ultime stagioni. Certamente i “manici” contano, e l’influenza apportata al gusto da intendimenti stilistici non sempre ortodossi o rigorosi si fa sentire anche in una annata “giusta” come la 2013. Ma c’è posto per tutti, anche per qualche svisata, se inquadriamo l’obiettivo fondamentale, che resta quello di recuperare mercati e soprattutto credibilità attraverso trame meno debitrici di modelli stilistici che di chiantigiano hanno poco. Che poi queste aspettative vengano oggi ripagate in maggiore misura dai Chianti Classico “annata” anziché dai chiacchieratissimi Gran Selezione, beh, questa è una questione calda sulla quale si dovrà pur ragionare, alla fine della fiera!

Oggi però prendo e porto a casa il bicchiere mezzo pieno, un bicchiere piacevole da bere. E nel sottolineare che la sigletta cv che troverete accanto ai nomi dei vini non significa curriculum vitae bensì “campione da vasca” (ce n’erano più di un po’), rimetto alle parole e agli immancabili silenzi le prime elucubrazioni scritte sui Chianti Classico 2013. In attesa di sondare più a fondo, a bocce ferme, le prospettive incoraggianti sottese da un millesimo che avrà l’ardire di farsi ricordare. Uno di quelli da non prendere sotto gamba insomma, ma da tenere bene a mente per gli acquisti motivati e le immancabili immedesimazioni.

Chianti Classico Péppoli 2013 – Antinori (cv)

Di trama ben “tornita”, il timbro erbaceo lascia trapelare il contributo di uve “foreste”. Bilanciato, rotondo, “merlottato”, sicuramente piacevole, conserva un certo spessore gustativo riuscendo nel contempo ad ingabbiare quanto basta il calore di fondo.

Chianti Classico 2013 (zona Gaiole)  – Badia a Coltibuono (cv)

La premessa recita che, alla fine del salmo, la massa di questo vino gaiolese verrà unita a quella proveniente da Castelnuovo Berardenga (vedi nota di assaggio seguente) per dar vita al taglio definitivo del nuovo Chianti Classico 2013 della Badia. La chiosa risponde: sarà un bel vedere! Elegiaco, tipico, ispirato, ha passo felpato, disegno aggraziato, sviluppo incalzante, gusto fresco, allungo sapido. E’ sufficiente?

Chianti Classico 2013 (zona Castelnuovo Berardenga) – Badia a Coltibuono (cv)

Bel fiore e bella ciliegia, per un affresco sinuoso e coinvolgente. Più materico rispetto al “Gaiole”, la pienezza non lede la scorrevolezza. Sapido veriddio, è un sorso fortemente intriso di “chiantigianità”.

Chianti Classico Fonte alla Selva 2013 – Banfi

China e amarena in un naso non proprio diffusivo ma preciso e soprattutto coerente con i dettami classici della tipologia. Qualche sfrangiatura vegetale nel proseguio, con un tannino arrochito a graffiarne le trame e una silhouette fin troppo ossuta che emerge nel finale, lì dove tende ad affievolirsi il contributo del frutto.

Chianti Classico Brolio 2013 – Barone Ricasoli (cv)

In un quadro olfattivo molto intenso l’imprinting floreale accoglie rimandi curiosi, quasi provengano da vitigni semiaromatici; cicciotto, piacevole e proporzionato al gusto, se da un lato manifesta un certo deficit di personalità, dall’altro si offre con una dolcezza di frutto piena ed accomodante, senza per questo mostrarsi indolente.

Chianti Classico 2013 – Bibbiano

Orgogliosamente tipico, ha il passo ispirato di un bel sangiovese di Castellina. Fra incanto e veracità, con una silhouette felicemente affusolata, non sarà immenso né diffusivo ma la stuzzicante sapidità sa bene come allietare la beva.

Chianti Classico Aria 2013 – Casa al Vento

L’ariosità aromatica, che pure sta nelle sue corde, resta frenata dalla “laccatura” del frutto; bocca ancora in debito di integrazione per via dei lasciti del rovere: qui tatto morbido e gusto accondiscendente, ma senza gli attesi contrasti.

Chianti Classico 2013 – Borgo Scopeto

Pulizia aromatica ma un certo dilavamento negli umori. Forse per timidezza, forse per momentanea ritrosia, forse per costituzione. Bocca silente, non affonda il colpo, resta in superficie. Con il rovere che “fascia” le trame propiziandone insidiose derive amaricanti.

Chianti Classico 2013 – Brancaia (cv)

Potremmo sostenere che manca forse della complessità la più complessa, ma il sorso è tipico e ben delineato, l’equilibrio assicurato, la maturità del frutto buona: non troppo “mosso” semmai, nella articolazione e nello sviluppo. In chiusura appare invece più svagato, quasi ad allentare la presa. Ma la permanenza in bottiglia ne aiuterà la fusione delle varie componenti.

Chianti Classico 2013 – Carpineto

Mentolato e vegetale nell’assetto aromatico. Affilato, rigido e poco espansivo al gusto, si incaponisce sulla verzura anche se il profilo appare “dritto” e longilineo.

Chianti Classico 2013 – Castellare di Castellina

Ai risvolti esotici di quel naso, che gli rendono una allure di tecnica consapevolezza, segue una bocca polputa e piacevole, dai tannini dolci e dall’indole rilassata, accogliente. Fin troppo “ammodino”, è vino efficace per nitore ed equilibrio.

Chianti Classico Ama 2013 – Castello di Ama

Bella compattezza, apprezzabile eleganza, a decretare un buon bicchiere: equilibrato, preciso, coinvolgente, gli manca forse un pizzico di profondità ma l’espressività non è in discussione.

Chianti Classico 2013 – Castello di Fonterutoli

Una punta “laccata” tende a sbilanciare il quadro dei profumi verso approdi più alcolici e rigogliosi nel frutto. Al gusto ne cogli la pienezza, così come l’energia. Ma senti pure il contributo non banale del rovere dolce, che abbraccia ovattando, smussando, governando.

Chianti Classico Gabbiano 2013 – Castello di Gabbiano (cv)

Qualche impuntatura aromatica non lede poi tanto la tipicità di fondo. Un po’ incerto sul da farsi, senza il grip atteso, ha chiusura svagata. In attesa di migliore amalgama (e di una adeguata permanenza in bottiglia).

Chianti Classico 2013 – Castello di Monsanto (cv)

Al tratto esotico dei profumi (una linea interpretativa che pare accomunare altre cantine del versante Barberino, leggi Isole Olena e Paneretta) associa una bocca melodiosa, elegante, dotata di grip e sapidità. La tannicità è soffusa e ben integrata, il sorso coinvolgente.

Chianti Classico 2013 – Castello di Radda

Buona rarefazione aromatica e buona idea di territorio qui, per un vino che gioca su sobri registri espressivi e che fa di una sfumata eleganza la sua arma migliore. In crescita.

Chianti Classico San Jacopo 2013 – Castello di Vicchiomaggio

Voluttuoso, fra note fumé e di catrame, combina grinta con uno stile non proprio ortodosso. Scorrevole e pulito, dalle trame “tondeggianti”, avrai bella e garbata -in questo, sinceramente grevigiana-  l’impronta tannica.

Chianti Classico 2013 – Cigliano (cv)

Aereo, raffinato, bel fiore, belle erbe. Intonato, fresco, dinamico, dal gusto infiltrante, sciolto e saporito. Se tanto mi dà tanto, confidando in un taglio finale all’altezza della situazione, ci troveremo ai piani alti della denominazione.

Chianti Classico 2013  – Fattoria Le Fonti (Poggibonsi)

Mi piace il grip, anche se l’impronta gustativa, veicolata da altre uve oltre le tradizionali, rende il sorso meno rigoroso. Deciso, fresco, ancora da ammansire l’impeto, per via dell’incisiva presenza tannica.

Chianti Classico 2013 – Fatttoria San Giusto a Rentennano

Pieno, compiuto, sinuoso, ha carattere e nettezza, decisione e allungo. Calore alcolico non manca, così come non manca la razza.

Chianti Classico Berardenga 2013 – Fèlsina

Colore sostenuto, una certa ridondanza nelle forme, tal da ammiccare allo stile “internescional”. Materia certa & una certa pienezza, per una trama dalla quale gradiresti emergesse più ariosità che “compressione”.

Chianti Classico 2013 – Isole e Olena (cv)

Ancora una volta -gli capita spesso in prima gioventù – ad emergere è quel particolare coté esotico, rilevabile essenzialmente ai profumi; in bocca si esalta invece il lato suo più raffinato, stimolato dai preziosi ricami floreali. Elegante nel tocco, melodioso nel componimento, c’è un gran tessuto qui. E se nelle svolazzanti effusioni del comparto aromatico mi immedesimo a fatica, in bocca va ch’è un desio!

Chianti Classico 2013 – Istine (cv)

Un pizzico di ossidazione di troppo fra le maglie (sentori di ferrochina Bisleri), ciò che lascia lampeggiare una manifattura artigianale, incline alla naturalità del gesto (viti)vinicolo (o una bottiglia còlta in un assetto precario); buona polpa, più morbido che reattivo, ordinato e ben fuso nella chiosa tannica. In una parola: più rifinito/definito rispetto alle precedenti edizioni, e per questo decisamente in crescita.

Chianti Classico Bello Stento 2013 – La Madonnina Triacca

Un po’ verde e stringato nell’eloquio, l’esprit chiantigiano resta parzialmente soffocato da una trama scabra e nervosa. Sento la ruvida asciuttezza del rovere tarparne la piena espansione.

Chianti Classico 2013 –  La Montanina (cv)

Buona impronta gaiolese qui, per calore e veracità. Bocca larga, alcolica, non si profila né si tende, pur non mancando di sapore e sincerità espressiva.

Chianti Classico 2013 – Le Miccine (cv)

Bella stoffa, carnosa e fresca, e buona qualità aromatica! Ottima diffusione en bouche, per un vino gustoso e coinvolgente, apprezzabilissimo per “tocco” e sensibilità espressiva.

Chianti Classico 2013 – Luiano

Intrigante la circuizione offerta dalle erbe aromatiche, con l’abbraccio alcolico che non disturba ma avvolge; bocca invero più imbrigliata e calorosa, ed è un peccato, stante il buon “sentimento” di fondo.

Chianti Classico Retromarcia 2013 – Monte Bernardi

Elegante, balsamico, proporzionato, dal frutto cristallino di ciliegia; non profondissimo mi dirai ma “sentimentale”, goloso, slanciato, puro. Come non mai.

Chianti Classico 2013 – Montesecondo

Bella schiettezza, anche pulizia; elegante, felpato, carnoso, sapido e intrigante. Però! Le rifiniture giocano finalmente a favor di immedesimazione, sposando il proverbiale caratterino, a volte irriducibile, dei rossi di Silvio Messana.

Chianti Classico 2013 – Rocca di Castagnoli

Coté esotico ai profumi, bell’equilibrio espositivo, suadente, cadenzato nei toni, piacevole, adeguatamente fresco e balsamico: Un Chianti Classico ineccepibile.

Chianti Classico 2013 – Rocca di Montegrossi

Corposo, pieno, non agilissimo ma di grinta adeguata; stile moderno, frutto in prima linea, tecnicamente sorvegliato, di profondità non memorabile.

Chianti Classico 2013 – Tenuta degli Dei

Buon spessore gustativo per un rosso centrato, caldo ma bilanciato nei toni e nei registri. Di più, senza “pruriti” estrattivi. Levigato, e tutto da gustare nella sua rotonda pienezza.

Chianti Classico 2013 – Tenuta di Capraia

Fine e ben disegnato, sostenuto nello sviluppo e carezzevole al tatto, si avvale di una bella stratificazione tannica e di una spinta convincente. Senza troppi tecnicismi, è davvero un bel Chianti.

Chianti Classico 2013 – Val delle Corti (cv)

Disegno prezioso, eleganza allo stato puro, impareggiabile, vibrante, sentimentale. Bevibilità contagiosa. E’ Val delle Corti: what else? (come dicono a Radda).

Chianti Classico 2013 – Villa Cerna

Carattere altero, poco concessivo; un sentore vegetale ne accompagna l’eloquio. Non proprio ortodosso nello stile, quantomeno fresco e calibrato negli accenti.

4 Comments

  • VALTER MORIERI ha detto:

    Buondì ,

    Complimenti per l’ articolo ma scusate se faccio notare che , come spesso succede , la lista dei vini degustati non comprende recensioni di aziende nuove come Fietri azienda vitivinicola di Gaiole in Chianti e che pur è presente con positivi giudizi nelle Guide Vini 2015 ( Veronelli , L’ Espresso , Bibenda e Vini Buoni d’ Italia ) . Per cortesia date un pò di risonanza anche a nuove realtà ! Grazie per l’attenzione.

  • Fernando Pardini ha detto:

    Gentile Valter
    grazie intanto per la lettura e le attenzioni. E se i complimenti li incassiamo volentieri, battiamo i piedi se si sostiene che L’AcquaBuona non pone in giusto rilievo le nuove realtà!!! 16 anni di pubblicazioni nel merito ci dicono che non è così. Ora, è chiaro che nel pezzo mi riferisco agli assaggi effettuati alle Anteprime toscane ( nella fattispecie alla Chianti Classico Collection), e i campioni presenti per l’annata 2013 quelli erano ( intendo nel tasting dedicato alla stampa)!!!

    Però mi farà piacere se andrà a leggere un pezzo scritto quasi 2 anni fa. Un “Fuori dal coro” dedicato alla Toscana dove si parla, guarda un po’, con toni che le lascio scoprire, di una realtà emergente di nome….FIETRI.
    Ecco il link:http://www.acquabuona.it/2013/08/fuori-dal-coro-vini-per-cantare-prima-parte-toscana/

    Ah, e le propongo anche un altro pezzo estratto dagli assaggi effettuati alla Chianti Collection 2014, nel quale si parla anche di……..FIETRI.

    Ecco il link: http://www.acquabuona.it/2014/03/anteprime-toscane-2014-i-chianti-classico-riserve-2011-w-le-riserve-selezioni-e-annata/

    Infine, ebbene sì, la recensione guidaiola espressica riservata a Fietri ha a che vedere con il sottoscritto. 😉

    Speriamo di aver colmato, almeno parzialmente, il gap!!!

    salutissimi
    fernando pardini

  • Roberto Stucchi ha detto:

    Grazie per il riconoscimento e la bella descrizione del nostro Chianti Classico 2013. E da esperienza di varie annate posso preannunciare che la somma dei due lotti è sempre migliore delle sue parti.

  • Fernando Pardini ha detto:

    E allora mi ripeto: sarà un bel vedere!
    Grazie per la lettura

    fernando

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