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Il Kiwi per Expo Milano 2015. Le scuole di Cisterna di Latina raccontano un tesoro

LogoCISTERNA DI LATINA (LT) – Dopo il Cheese-terna e il Wine-expo, ancora una volta il cinquecentesco Palazzo Caetani, a Cisterna di Latina, patria del buttero che sconfisse Buffalo Bill e di un’oasi WWF come il giardino di Ninfa, monumento naturale fra le aree verdi più belle del mondo, ha ospitato una manifestazione capace di catalizzare l’attenzione del pubblico sulla produzione agroalimentare del territorio pontino, puntando questa volta i riflettori sul prodotto principe del comune di Cisterna e di altri sette comuni limitrofi: il Kiwi.

A promuovere la manifestazione “RaccontiAMO il KIWI … uno scrigno di tesori” è stato l’istituto comprensivo Plinio il vecchio di Cisterna di Latina che, attraverso questo progetto, partecipa al Concorso Nazionale “La Scuola per Expo” proprio in prossimità dell’apertura milanese dell’Esposizione Universale che vede il nostro Paese organizzare questa edizione sul tema: Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita.

raccontiamo_kiwiIn quest’ottica, la mostra cisternese è stata concepita come un viaggio virtuale e sinestetico nel pianeta kiwi, esplodendo attraverso l’entusiasmo dei bambini coinvolti ogni aspetto possibile di questo frutto eccezionale: la sua storia, i suoi principi nutrizionali, le sue proprietà, le tecniche di coltivazione, il suo utilizzo in ambito gastronomico, con la creazione di piatti e decorazioni, in ambito cosmetico, con maschere e impacchi, e in ambito ludico, con la creazione di giochi, filastrocche e curiosità. Questa immersione nel verde mondo del kiwi ha coinvolto tutti i sensi dei visitatori: la vista attraverso i colori e le immagini di un reportage fotografico che accompagnava ogni cartellone esplicativo, l’udito con le voci emozionate dei bambini che spiegavano le varie fasi della mostra e le diverse aree tematiche, non ultimi il gusto e l’olfatto attraverso la degustazione sia dei frutti, sia di piatti realizzati a base di kiwi, tra cui torte, ciambelle, marmellate, biscotti, muffin, frullati e molto altro.

Il tutto si è svolto tra il 22 e il 23 aprile nella cornice del chiostro dello storico Palazzo Caetani, per opera delle maestre e degli alunni delle classi 4^A e 4^B della Scuola Primaria e delle classi 2^A, 2^B e 2^C della scuola secondaria, alla presenza del sindaco Eleonora Della Penna, dell’Assessore all’Istruzione e al Suap Teseo Cera, del dirigente scolastico Antonino Leotta e di Adelino Lesti, presidente dell’Associazione Kiwi.

task_3Il percorso informativo, guidato dalle voci un po’ squillanti e un po’ timide dei bambini, preparatissimi su ogni argomento e visibilmente orgogliosi di rappresentare al meglio un simbolo della loro città, si è rivelato molto interessante, approfondito, divertente e, devo ammetterlo, sorprendente. Una sorpresa sia in termini organizzativi, con tanto materiale e ben confezionato, sia in termini contenutistici, perché questo frutto, prezioso sotto il profilo nutrizionale, si rivela tale anche per l’economia dell’agro pontino e dell’Italia, ma anche per la sua storia.

Così abbiamo scoperto che, con un’estensione di oltre 7000 ettari totali coltivati, quasi interamente a tendone o pergola, questo areale è il più importante centro di produzione dell’emisfero boreale, contribuendo a portare il nostro Paese a superare in produzione la Nuova Zelanda e a contendere il primato mondiale alla stessa Cina, dove il frutto ha origine oltre sette secoli fa e dove anticamente era usato in campo anche medico. Questo primato produttivo è testimonianza del perfetto adattamento di questa pianta, giunta nel nostro Paese solo nei primi anni ‘70, alle caratteristiche pedoclimatiche del territorio pontino; ma è anche attestato di una grande intraprendenza e visione agricola di questa regione in un momento difficile del nostro Paese, colpito dalla crisi petrolifera di quegli anni di austerity.

E tra un frullato e una fetta di torta abbiamo anche scoperto che il frutto, giunto dalla Cina in Nuova Zelanda, venne inizialmente chiamato Uva Spina cinese e usato per fini ornamentali, ma per l’uva spina erano previsti ingenti dazi, così gli fu attribuito il nome di Melonette. Anche sui i meloni, però, insistevano imposte elevate, così, nel 1959, gli fu definitivamente dato il nome kiwi, in onore dell’uccello simbolo della Nuova Zelanda e della spiccata somiglianza tra il frutto e il pennuto.

In Italia, il primo impianto sperimentale fu realizzato a San Felice Circeo nel 1971, ma due anni dopo iniziò a Borgo Flora, frazione di Cisterna di Latina, la coltivazione massiva con fini commerciali, sviluppandosi molto rapidamente e conducendo il prodotto locale a conseguire nel 2003 il riconoscimento del marchio I.G.P. (Indicazione Geografica Protetta) per la sua elevata qualità e tipicità, con la denominazione di “Kiwi Latina”.

Tra i piccoli e attentissimi oratori, si sono inseriti i rappresentanti delle istituzioni scolastiche e comunali, che hanno concentrato i loro interventi in una breve parentesi formale, esprimendo tutto l’interesse per l’iniziativa e per tutti gli aspetti che la mostra ha evidenziato sull’importanza di questa coltivazione.  “Manifestazioni come questa – ha detto il sindaco Della Penna rivolgendosi direttamente agli alunni – testimoniano la crescita di questa città. Dovete essere orgogliosi di essere cisternesi perché il nostro territorio è pieno di eccellenze e sta a voi, attraverso lo studio e l’impegno, renderlo ancora più importante in futuro”.

L’impressione è che queste parole siano già incise nel DNA di questi piccoli e attivissimi studenti, grazie anche e soprattutto all’impegno di insegnanti fortemente orientate alla valorizzazione delle peculiarità territoriali intese come valori di appartenenza e identità.

 

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