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L’associazione èAbruzzo, dal basso per valorizzare una grande regione

èabruzzoHo l’Abruzzo nel cuore, e chi ha la pazienza di leggermi su queste pagine lo sa. Stavolta voglio parlarvi di una bella idea, che nasce dal basso, da coloro che la terra la vivono ed agiscono in prima persona come interpreti e custodi delle sue grandi e troppo trascurate ricchezze.

L’associazione èAbruzzo – presentata ufficialmente durante lo scorso Vinitaly – nasce dal  bisogno sentito da un gruppo di produttori di vino di narrare il territorio su cui vive e opera. Niente di rivoluzionario nell’idea, ma una forza assolutamente nuova nella volontà di proporla, facendo squadra, superando gli sterili “individualismi” e i vincoli di istituzioni sempre più ingessate ed inefficaci. Ragionando sulla stessa lunghezza d’onda e guardando un po’ più in là rispetto alla mera necessità di trovare nuovi sbocchi commerciali.

Ne hanno parlato per mesi, nei frequenti incontri di lavoro e di piacere. Alla fine, grazie anche alla forza catalizzatrice dell’amico Alessandro Bocchetti, storico riferimento per il Gambero Rosso in regione, uno che l’Abruzzo lo conosce e lo ama sul serio, le buone intenzioni hanno trovato sfogo concreto nella nascita di questo gruppo. Il principale obiettivo è quello di promuovere e valorizzare le tante eccellenze abruzzesi. Una terra dove la biodiversità non è uno slogan di moda ma è un fatto concreto, sotto gli occhi di tutti. E per rendersene conto basta spaziare, nel raggio di pochi chilometri, dall’austero e granitico Gran Sasso (il ghiacciaio più a sud d’Europa) alle belle e rilassanti coste adriatiche. Con in mezzo un mondo variegato fatto di ruralità sana, di natura, di parchi, di borghi autentici e città storiche, dalla cultura fortemente “autoctona” e poco influenzata da suggestioni esterne. Il tutto condito da una ricchezza di tesori enogastronomici che ha pochi altri uguali in Italia.

L’associazione ha pensato ad un bollino da apporre sui prodotti di totale filiera abruzzese. Un’immagine dalla forma e dal significato chiari ed evocativi: il profilo della regione Abruzzo, riempito in verde, con al suo interno una “è”. Afferma  un’appartenenza prima di tutto geografica e poi culturale, che accompagnerà i prodotti e che – sub approvazione di un panel di degustatori esterni – potrà essere rilasciato a qualsiasi prodotto possa garantire l’integrale filiera abruzzese, anche esterno all’associazione. Una sorta di “made-in-Abruzzo” da usare come grimaldello di qualità sui mercati nazionali e all’estero.

Il gruppo fondatore è rappresentato da quindici produttori di vino, dalle quattro provincie regionali: le aziende agricole Cataldi Madonna e Gentile in provincia dell’Aquila; le teramane Cirelli, Collebello, Illuminati, Nicodemi e Emidio Pepe; De Fermo, La Valentina, Tiberio, Torre dei Beati, Valentini e Valle Reale nell’ambito pescarese; per concludere con I Fauri e Tenuta Ulisse in provincia di Chieti.

Da subito però c’è stata l’apertura verso altri settori produttivi, dall’agroalimentare nel suo complesso fino al turismo, e si sono aggiunti produttori di olio, di pasta, di formaggi (l’elenco completo sul sito www.eabruzzo.eu).

E per toccare con mano qualcosa di concreto fate un giro all’Expò appena inaugurato. Troverete le bottiglie degli associati con la retroetichetta originale ma con l’etichetta principale senza nomi di aziende: solo le tre doc storiche regionali – trebbiano, cerasuolo e montepulciano – e il logo grande e verde dell’associazione. Questo è davvero Abruzzo!

 

 

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