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Un giorno a casa Vajra

vajra_famigliaLa conoscenza diretta con Aldo e Milena Vajra nasce da un prezioso amico comune: l’astrofisico e grande appassionato di vino Vincenzo Zappalà. E’ lui che ci mette in contatto e ci presenta, e da questa conoscenza e dalla frequentazione delle due edizioni di Pietrasanta Vini d’Autore-Terre d’Italia nasce il nostro rapporto che è sfociato, in una calda giornata di luglio, nella visita e nel pranzo  in casa dei nostri ospiti.

Arriviamo a Barolo in frazione Vergne, dove abitano e hanno la cantina in un continuum che sorprende, durante le operazioni di imbottigliamento del Moscato d’Asti, gioiello della produzione aziendale. Dunque un momento concitato anche perché concomitante con le verifiche di routine legate alla certificazione Iso di cui l’azienda è dotata. Così incontriamo prima 100_3476Milena che ci fa visitare le cantine principali e i locali per l’affinamento dei famosi Barolo e degli altri vini (dove campeggiano grandi botti di rovere), e poi ci raggiunge Aldo che ci porta nella nuova struttura ancora in parte in costruzione dove già sono posizionati nuovi tini tronco-conici dotati di gruppo follatore per la fermentazione del nebbiolo.

Saliamo sul tetto della nuova struttura dove si sta costruendo un giardino pensile,  che  ci consente di ammirare le vigne circostanti e il sistema di fitodepurazione costruito dall’azienda per eliminare il problema delle acque reflue che vengono così riciclate e riutilizzate. Il bello è che tutto questo andirivieni avviene con la  gentilezza e la affabilità propria dei nostri ospiti. Facciamo conoscenza anche con i figli, Giuseppe, Francesca e a Isidoro, il più piccolo dei tre. Quando poi, consci del lavoro incessante che coinvolge tutti in questa azienda, proponiamo di concludere la nostra visita, dobbiamo cedere alla cortesia dei Vajra e pranzare con loro.

100_3461Un pranzo frugale lo definisce Milena, ma che risulterà essere uno spaccato di una famiglia unita e solidale nel lavoro come negli affetti.  Abbiamo così la possibilità di assaggiare il Dolcetto d’Alba 2014 che appare fresco, armonioso e schietto nelle caratteristiche del vitigno e del territorio, intanto appare un timballo di carne portato in omaggio ai Vajra da un famoso cuoco francese. Viene aperto il Barolo Albe 2011 in abbinamento e appare subito elegante ed  espressivo  di complessa ed equilibrata tannicità. Arriva della finissima cioccolata belga e  si stappa  il Moscato 2013, vera icona di equilibrio e fragranza.

Ma a parte i vini e i cibi, quello che bisogna sottolineare è l’ospitalità della famiglia: noi che non siamo in pochi (sei) quasi 100_3463invadiamo la casa che ci accoglie, ma tutto si svolge in un clima di naturalezza e cortesia, ospitalità e vera amicizia. Così a tavola li parla di arte, di storie di Langa e della fatica, ma anche del coraggio, che c’è voluto ai coniugi Vajra ad arrivare a questi risultati, mantenendo sempre fede ai propri principi sia enologici che morali, e a trasmettere ai figli il valore del proprio lavoro e dei propri convincimenti.

Il tempo vola e noi dobbiamo rientrare in Toscana, mentre lasciamo i Vajra alle (ancora molte) ore di lavoro che li aspettano, convinti come siamo di lasciare degli amici e aver visto il vero lato bello della viticoltura italiana.

galleria fotografica

 

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