La Tollara: i Colli Piacentini allargano l’orizzonte

Di • 23 Set 2015 • Rubrica: diLuoghi, In cantina
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La Tollara è una piccola realtà vinicola adagiata sulle prime alture dell’appennino piacentino, a Cortina di Alseno, pochi chilometri dal borgo medievale di Castell’Arquato. Le sorelle Mariolina e Federica Bolzoni l’hanno fondata agli inizi degli anni Duemila, rilevando un podere che aveva al suo interno già alcune vecchie vigne. Oggi la superficie vitata è arrivata a sei ettari, dimensione che consente loro una gestione familiare del vigneto, con l’aiuto di un collaboratore stabile.

bottiglie

Quello che si nota subito, dell’azienda Tollara, sono le idee chiare riguardo alla qualità: nessuna concessione ai grandi numeri per produrre vini senza infamia e senza lode, ma anzi una spinta continua (e lo si vede dall’ampiezza della gamma dei vini) a produrre bottiglie ancorate fortemente al territorio, ma pensate per uscire dai confini locali, per farsi conoscere anche all’estero.
Mostrando i vigneti, Mariolina definisce la filosofia aziendale: un approccio basato sullo studio del benessere della vite, che parte dal metodo di potatura impostato con la consulenza di Simonit e Sirch, finalizzato al rafforzamento della pianta contro le malattie e al rallentamento dell’invecchiamento, e prosegue con l’inerbimento tra i filari e l’interessante pratica della lombricoltura. In un angolo del vigneto sono visibili lunghi cumuli di materiale organico e terra: là dentro vengono riprodotti i lombrichi, che poi verranno a tempo debito sparsi in vigna per aumentare la fertilità e l’ossigenazione del suolo.

vigne Tollara 2

Le due sorelle Bolzoni prima di avere un vigneto lavoravano nel campo industriale; è stato anche grazie alla forte spinta della madre che hanno preso il coraggio necessario per il grande passo verso la terra. Mariolina lo dice con fierezza: iniziare da zero, dovendo imparare tutto, è stato un modo per acquisire una forma mentale aperta, per assorbire il sapere tradizionale ma anche per sapersene discostare per tentare di fare qualcosa di diverso, senza vincoli, con curiosità e voglia di studiare, affiancate da sempre dall’enologo Stefano Testa. «Abbiamo assorbito tanto dall’esperienza dei contadini del posto, ma avevamo la nostra filosofia: i primi anni, quando sfoltivamo in vigna, ci prendevano per matte!»

Mariolina_Bolzoni

Nel 2003 iniziano per prova a far appassire la bonarda (croatina): nasce il Fra Diavolo, passito rosso dolce. Due anni dopo nasce il vino di punta, il Giorgione, ovvero un rosso secco ottenuto da croatina appassita con il “metodo amarone”. Si tratta di un vinone da alte gradazioni e da lungo invecchiamento: la prima annata, la 2005, viene messa in commercio nel 2012. È il vino che farà conoscere La Tollara: a Piacenza nessuno fa un vino così, e iniziano ad avere ottimi riscontri. Dice Mariolina: «Col Giorgione abbiamo trovato il nostro filone, la nostra via tutta piacentina per produrre un vino che faccia parlare di sé anche all’estero. Gli abbiamo fatto anche uno slogan: “L’altro modo di bere Amarone”». In realtà il richiamo al famoso vino veronese serve soprattutto a ingenerare curiosità: «All’assaggio, pochi penserebbero che si tratta di… una bonarda!»
Dopo il Giorgione, nasce un metodo classico da 50-60 mesi di affinamento sui lieviti da uve chardonnay.
Di pari passo al filone “innovativo”, le sorelle Bolzoni portano avanti le vinificazioni più classiche del territorio: gutturnio frizzante e gutturnio superiore fermo, ortrugo, malvasia, Monterosso: «Se qui storicamente ci sono questi vitigni, ci sarà un perché! L’ortrugo è solo in questa zona; il futuro passa da qui!»

Gli assaggi

metodo classico Tollara

Tollara Metodo Classico 2009
100% chardonnay, non dosato. Ha 66 mesi di affinamento. Prodotto in circa 1500 bottiglie, ogni anno ne vengono fatte tre sboccature. Naso floreale, erbaceo, rimanda ai fiori bianchi, al burro, agli agrumi, su cui si innesta una nota marina. All’ingresso in bocca è sapido, di spiccata acidità, molto personale; l’interpretazione privilegia il lato agrumato, di agrume fresco e vivo. Bollicine fini e persistenti. Ha gran personalità. In azienda al privato, a 14 euro.

Colli piacentini Monterosso DOC 2013
Vino bianco frizzante ottenuto da blend di: malvasia (30%) moscato (20%), ortrugo (30%) trebbiano (20%); si tratta di una piccola DOC locale che riunisce 6 comuni attorno a Castell’Arquato. La presa di spuma è effettuata in autoclave. Al naso è fresco, ampio, vi si riconoscono subito i classici sentori aromatici della malvasia, insieme alla susina, la pesca, la mela cotogna insieme a una nota marina. In bocca le bollicine sono setose, mentre l’approccio aromatico del naso è bilanciato dalla nota fresca che dona l’acidità. Piacevole e scorrevole, grazie anche alla morbidezza apportata dal leggero residuo zuccherino; un vino da compagnia. Il prezzo (come per tutti gli altri DOC da pasto bianchi e rossi) è di 7 euro.

Tollara Cabernet 2011 (13% alc)
Affinato sei mesi in legno. Nel bicchiere è rubino intenso dall’unghia sanguigna viva, ha un naso caldo, di ciliegia matura e una leggera nota erbacea in sottofondo a rinfrescare il quadro. In bocca entra agile e sanguigno, è un cabernet che si beve molto bene, non giocato sulla potenza ma sulla snellezza.

Il Giorgione 2008 (15,5 % alc)
Da uve croatina in purezza fatte appassire due mesi, affinato dai 12 ai 24 mesi in tonneaux. Ha un residuo zuccherino di 10 g/l. La resa da uva in vino si aggira intorno al 25%.
«Il nome Giorgione – racconta Mariolina – è riferito al pittore, che con un materiale povero come il colore, riusciva a fare cose grandi. Puntiamo molto sul Giorgione, quindi sacrifichiamo un po’ di gutturnio per produrlo; vende molto bene negli Stati Uniti. Ne produciamo in media 2400 bottiglie».
Rubino denso dall’unghia viva, il naso sorprende per le note di polvere pirica, frutta, prugna sotto spirito, susina sangue di drago. Sorprende il fatto che non è per niente pesante o marmellatoso, ma anzi sfoggia note amarognole e balsamiche che lo rinfrescano e lo bilanciano. In bocca è spettacolare, totalizzante, ampio; viene tenuto in piedi dal poderoso tannino della croatina. Affiorano note di succo di ciliegia, frutto caldo e pieno ma integro, sapore e sapidità, lunghezza… Il suo bello è che – pur nella sua impostazione moderna – riesce a mantiene il “dialetto” dei rossi piacentini, quella particolare nota di frutta matura che si ritrova nei gutturnio. Chiude su note balsamiche, con rimandi al cioccolato e al caffè. Il prezzo in azienda è di 21 euro.

Giorgione Tollara

Fra Diavolo 2003 (14,5% alc, residuo zuccherino 75-80 g/l)
L’annata 2003 è la prima in assoluto del Fra Diavolo. Croatina in purezza vendemmiata a fine agosto per avere più acidità e bucce più spesse in vista dell’appassimento, che si protrae per 4 mesi.
Rosso granato con unghia che leggermente vira sul mattonato. Naso “antico”, balsamico, di amarena sotto spirito. Pieno e ampio in bocca, ha un tannino saldo e indomito, per certi aspetti ricorda il Porto ruby.

Fra Diavolo 2007
A differenza del precedente, dove la fermentazione si è svolta con tutta la massa dell’uva appassita, in questo caso cambia il metodo di vinificazione, con fermentazioni scaglionate di un terzo dell’uva alla volta. Il sistema, dice Mariolina, è più gestibile rispetto a una fermentazione che coinvolga l’intera massa. Il colore è tendente al mattone; rispetto al 2003 il naso è più trattenuto, più “polveroso”. In bocca è maggiormente in evidenza il gran residuo zuccherino, buona la sapidità; il tannino è più frenato dalla sensazione di dolcezza. Si direbbe che rispetto al 2003 la natura indomita della croatina sia stata qui frenata; ma forse ne perde l’espressività e la territorialità; chissà che in futuro non si torni al primo sistema di vinificazione…

Angelico 2008 (11,5 % alc)
100% malvasia di candia aromatica passita. Ѐ il contraltare bianco del Fra Diavolo. Anche a livello di nome, se l’altro richiama il diavolo, qui siamo sul versante… dell’acqua santa, ma ci si richiama anche al tema della pittura, in questo caso del Beato Angelico.
Naso che esprime appieno l’aromaticità varietale del vitigno, con un tripudio di fiori di campo. In bocca è dolce, sapido, pieno, morbido. Puro piacere dorato.

fiori

Azienda Agricola La Tollara
Strada Gasperini, 613 29010 Cortina di Alseno (Piacenza) mappa
info@tollaravini.it
www.tollaravini.it

Mariolina Bolzoni
m.bolzoni@tollaravini.it
+39 331 6357929

Federica Bolzoni
f.bolzoni@tollaravini.it
+39 347 9008650

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