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24-26 ottobre a Bologna “Vino a Memoria”: racconti, persone, territori. Le storie del vino

Il vino è “evento sociale totale”. Coinvolge, economia, lavoro, alimentazione, storia, cultura, di milioni di persone. I cambiamenti degli ultimi anni, crisi economica, modifica degli stili di vita e dei comportamenti di persone e consumatori, ne hanno modificato profili e contenuti. Nel nostro Paese, quest’anno siamo primi produttori mondiali con 48,9 milioni di ettolitri, la sfida è mettere a valore i risultati quantitativi e qualitativi di un straordinario modello di filiera, composto da grandi e piccoli produttori, cooperazione e PMI artigiane. Anche il mondo della comunicazione del giornalismo, off e on line, televisivo e radiofonico, è di fronte alle necessità di affrontare la sfida di nuovi modi e contenuti di racconto e comunicazione, in grado di allargare confini e pubblico del vino.

Per questo, nasce “Sulla Terra”. Gruppo di giornalisti che su diverse tipologie di media affrontano professionalmente questa realtà e tra cui troviamo: Alessandro Bocchetti, degustatore-giornalista (Gambero Rosso Editore), Francesca Arcuri (FrizziFrizzi), Luca Gardini, sommelier e comunicatore (Gazza Golosa, Sky);  Adua Villa, giornalista  e conduttrice radio televisiva (La Prova del Cuoco, Magazine Le Frecce),  Marco Tonelli, degustatore-giornalista (Spirito di Vino, L’Espresso) e  Giorgio Melandri, giornalista e degustatore (Gambero Rosso, Enologica).

“Dobbiamo trovare i modi per sviluppare una narrazione ancora più popolare, diffusa, capillare del vino. Allargare la comunità d’interessi del vino, comunicare le storie che lo compongono, le terre da cui nascono – spiega Giorgio Melandri – è un compito che spetta a chiunque fa il nostro mestiere e a cui spero offriranno il loro contributo di idee tanti colleghi. Dobbiamo tenere insieme narrazione di nicchia o specialistica, con quelle fatte su grandi media. In Italia e nel mondo sono mutate strategie di marketing, promozione e comunicazione dei vini. Altrettante novità sono emerse nella sua filiera coinvolgendo produttori e distributori. Fare un buon vino non sembra più l’unica condizione necessaria a stabilirne il successo. Una realtà con cui dobbiamo fare i conti e dobbiamo riuscire a raccontare”, conclude Melandri.

“L’associazione si chiama ‘Sulla Terra’ e vorrei che ci rimanesse con i piedi ben piantati. Per non dimenticare che la tradizione italiana del raccontare vino esula dal comunicare che un’etichetta possa sapere o meno di melone, ma anche perché non si può comunicare, come troppo spesso accade oggi, soltanto attraverso i comunicati stampa – sottolinea il giornalista bolognese Marco Tonelli – rimanere con i piedi per terra significa anche per certi versi rimanere attaccati alla realtà e a quegli strumenti di comunicazione che possono permettere al vino e alle storie legate ad esso di raggiungere un numero elevatissimo di lettori o ascoltatori”.

E un esempio di approccio e narrazione diverso dall’abituale, arriva da un sito come “FrizziFrizzi.it”. “Dal 2006 ci occupiamo di stile, con una profonda attenzione al grande artigianato italiano – commenta Francesca Arcuri, co-fondatrice e caporedattrice del magazine – anche il racconto del vino, che abbiamo fatto anche grazie al contributo di importanti firme del settore, è stato affrontato così, lasciando da parte i tecnicismi, il linguaggio iniziatico, gli aromi di caramello e frutti rossi, e puntando sulle storie delle persone e dei territori. La rete ci ha premiato con più di 5 milioni di singole visite al mese.”

Egualmente Adua Villa, scrive su molti magazine lifestyle, presenta vini in trasmissioni come “La Prova del Cuoco”, ha appena cominciato un ciclo di trasmissioni “Vinopop” in onda sul web ogni giovedì su Radio Kaos Italy, ritiene importante utilizzare nuovi linguaggi: “Anch’io ho collaborato a guide e scritto su media di settore. Quella comunicazione ha raccontato molto bene la qualità dei nostri vini. Ma si è sempre rivolta a appassionati o operatori del settore. Io uso il termine ‘vino democratico’ per indicare la possibilità di comunicare al grande pubblico tutti i vini, da quelli da 5 Euro a quelli da 500 a bottiglia. È un modo di presentare il vino ‘pop’, popolare nel senso più vero del termine, che rende accessibili le grandi storie che stanno dietro ai nostri vini, anche a chi conosce poco questo mondo”.

Prima iniziativa realizzata da “Sulla Terra” è l’edizione d’esordio di “Vino a memoria” (VAM), organizzata nelle sale di uno dei luoghi più affascinanti di Bologna, Palazzo Gnudi (24-26 ottobre). Evento interamente dedicato al vino, da quello italiano a quello di altri Paesi. VAM offrirà la possibilità di incontrare operatori e professionisti del settore e incrociare i loro bisogni e opinioni, con chi ha il compito di raccontarle al pubblico. In cartellone degustazioni di vecchie annate, vini rari, approfondimenti su territori poco conosciuti, rappresentati da etichette difficili da reperire. Un’area lounge dove conoscere i territori emergenti, le aziende al vertice della qualità e incrociarli con i migliori cuochi italiani. Senza dimenticare banchi d’assaggio dove i più importanti consorzi italiani presenteranno i loro vini, mentre la Sala degli Specchi ospiterà, lunedì 26 settembre, i più importanti distributori italiani con le loro selezioni di produttori ed etichette.

A completare il programma, dopo una cena anteprima (venerdì 23 ottobre) al San Domenico di Imola per festeggiare i 45 anni d’attività del ristorante, accompagnata dalla degustazione di alcune storiche bottiglie della sua cantina, andranno in scena 13 degustazioni tematiche. Il terroir di Montalcino (Luca Gardini); bianchi macerati e vini ancestrali (Lorenzo Rondinelli); i vini di Tenuta Fiorano (Giorgio Melandri e Adua Villa); viaggio tra i vini di Puglia (Edoardo Duccio Armenio); lo Champagne (Marco Tonelli); la nouvelle vague abruzzese (Alessandro Bocchetti); la Grenache (Antonio Boco, Giuseppe Carrus); verticale di Barolo Massolino (Filippo Apollinari); il Rossese di Dolceacqua (Filippo Trimani, Marco Broggi);  Aglianico e i suoi territori (Michele Pico Palermo): il Vin Santo di Vigoleno (Federico Aldrovandi); il Nebbiolo (Gianni Fabrizio); il Verdicchio (Pierpaolo Rastelli, Matteo Farini).

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