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Ciliegiolo d’Italia: vini diversi, ed anche longevi

ciliegioloSe in Italia da qualche tempo si parla di uva ciliegiolo lo si deve sia alla bravura e lungimiranza di alcuni vignaioli, soprattutto toscani ed umbri, dove questo vitigno è particolarmente diffuso, sia ad una manifestazione annuale che dedica ad essa una due giorni capace di mettere a confronto territori diversi da cui si ottengono vini ben distinti, ognuno con una salda identità, ma con alcuni significativi comun denominatori.

Stiamo parlando di Ciliegiolo d’Italia, evento alla sua seconda edizione che si è svolto a Narni, in provincia di Terni, sabato 14 e domenica 15 maggio scorsi. Una kermesse che quest’anno ha dimostrato la voglia di crescere e rinnovarsi: quasi 40 le aziende presenti ai banchi di assaggio che producono etichette almeno 80% ciliegiolo, 4 le degustazione guidate da importanti penne del mondo vinicolo, e 4 i cooking show in cui quest’uva ha saputo palesare la sua versatilità anche in cucina ed il suo sapersi sposare bene a tavola con molti piatti, tradizionali e non.

13254535_10209762903378067_90900415491270427_nIl confronto tra espressioni diverse di ciliegiolo ha evidenziato come questo vitigno, nonostante clima, terreni e differenti “padri”, sia capace di esternare nel bicchiere, ogni volta, la sua tipicità, composta da un bouquet di frutta rossa, ciliegia soprattutto, spezie e da un corpo fresco, beverino, scarico di trama tannica, dalla bella acidità e freschezza. Tutto questo, però, se non ha subito un utilizzo troppo invasivo di legni, soprattutto se nuovi e piccoli, con i quali non va molto d’accordo. E su questo aspetto dobbiamo ammettere che i vignaioli stanno lavorando sempre meglio, grazie ad un’accortezza maggiore verso la varietà dell’uva e le sue caratteristiche.

Due degustazioni in particolare, quella di Fabio Pracchia “Il ciliegiolo nel tempo”, e quella di Antonio Boco “Il ciliegiolo di Narni in anteprima” sono stati i momenti chiave all’interno della manifestazione, pensati per dare risalto sia alle differenti interpretazioni di ciliegiolo, anche se proveniente da una stessa località e da climi, perciò, abbastanza simili, sia alla longevità di questi vini.

13178845_10209762903138061_3863872788988606227_nIn “Il ciliegiolo di Narni in anteprima”, due soprattutto le scuole di pensiero a confronto, composte da chi sostiene che il ciliegiolo debba fare soltanto acciaio e da chi, invece, è convinto che un uso appropriato del legno possa esaltarne i tratti. Il confronto tra due vini in particolare ha confermato come si possano ottenere due etichette eterogenee, quanto entrambe piacevoli.

Spiffero Ciliegiolo di Narni Igt 2015 dell’azienda Giro di Vento, che fa soltanto acciaio. Al naso ciliegia appena colta, sentori marini, note speziate, ed all’assaggio un’acidità spinta ed una trama tannica ben equilibrata. Un vino ideale per la tavola, immediato, ben fatto, che si fa bere, e ribere, senza mai stancare.

Brecciaro Ciliegiolo di Narni Igt 2014 Leonardo Bussoletti, con una sosta in botti grandi. Il frutto, qui, ha meno voce in capitolo, messo in seconda linea da uno speziato, in cui predomina il pepe nero, abbastanza spinto. La finezza dei profumi è, però, netta. In bocca la sapidità fa da padrona, affiancata da sensazioni piccanti e dalla mandorla amara, all’inizio ed alla fine. Un vino più complesso del precedente, con tannini quasi impercettibili, di grande eleganza e persistenza.

13221471_10209762891377767_344861026152630685_nPer ciò che riguarda le vecchie annate, alcune scoperte davvero interessanti, anche se i vini presenti non hanno consentito una vera e propria comparazione. Diverse, infatti, sono state le vendemmie presentate: dall’Umbria quella più recente, ovvero la 2010, dalla Lombardia la 2007, mentre dalla Toscana quelle più lontane, dalla 2008 alla 2001.

Dei 9 campioni degustati, di seguito quelli che maggiormente ci anno colpito.

Spiffero Ciliegiolo di Narni Igt 201o Giro di Vento: naso vinoso, fresco, all’assaggio succoso, belli i tannini perfettamente integrati e la ciliegia che contrasta con la lieve sensazione amara.

13226858_10209762900417993_4287182440492620732_nVigna Vecchia Ciliegiolo di Narni Igt 2010 – Leonardo Bussoletti
F
rutta matura, ciliegia sotto spirito, spezie. Corpo dalle spalle larghe, trama tannica a tutto tondo, un vino croccante e perfettamente equilibrato.

Ciliegiolo Igt Umbria 2010 – Fontesecca
Profumi salmastri, balsamici ed in parte erbacei. All’assaggio estremamente fresco e sapido.

Inamara Vino da Tavola 2009 – Ligabue
Bouquet più floreale e un corpo costituito da un’acidità preponderante, che dona estrema freschezza, e da tannini leggeri e di buona trama.

13239403_10209762906058134_5174676738175480197_nSan Lorenzo Ciliegiolo Maremma Toscana Doc 2003 – Sassotondo Profumi evoluti in cui però il frutto è vigile, fatto di ciliegia disidratata, marasca. All’assaggio ha ancora tanto da dire, grazie ad un tannino vivo, una sferzante mandorla amara ed un corpo ben strutturato.

Poggio Ciliegio Maremma Toscana Doc 2001 – Rascioni e Cecconello
Un vino-icona della longevità del ciliegiolo. Bouquet composto da frutta e fiori rossi, tabacco da pipa, polvere di cacao. All’assaggio regala un tannino vibrante ed un corpo carico. Un vino lungo, beverino e sapido, che appare ancora un giovane cavaliere pieno di energia.

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