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Un Super di Romagna: Tenuta La Viola

La Viola_ vigna_5“Francesco vai in casa…….porca miseria, ti ho detto vai in casa!”

Le esclamazioni sanguigne farcite da qualche imprecazione, per me che sono romagnolo, mi mettono in pace con l’anima. Fellini aveva capito tutto, la Romagna è una terra dove basta guardarsi attorno che in ogni momento può nascere un film. La Romagna è una continua sceneggiatura in divenire. Oddio, a dir la verità ne abbiamo perso un po’ per strada, ma è rimasto sì, lo spirito è rimasto, custodito nelle campagne.

Il vento soffia forte da Cesenatico, portando l’odore delle onde e delle barche cariche di pesce. Sono a casa di Stefano Gabellini, ai piedi del famoso colle di Bertinoro. Animo semplice ed onesto il suo, sguardo sincero e parola sicura. Il figlio Francesco ha allestito una bancarella con macchinine usate e costruzioni varie da commerciare sull’entrata della cantina. Secondo lui oggi venderà qualcosa. Di fronte, il grattacielo di Cesenatico rimanda a ricordi della dolce vita di un tempo che fu, romantica e schiamazzante, fatta di locali pieni di gente, attori famosi e sabbiature. La giornata non è generosa. L’aria è fresca e il sole si è lasciato coprire da nuvole pigre.

Molte storie belle, spesso, nascono da momenti difficili o dolorosi. Un premio del buon Dio? Il Karma? Sta di fatto che nel 1997 Stefano, laurea in ingegneria ed impiego presso una famosissima azienda romagnola produttrice di macchinari sportivi, decide di prendere in mano il podere di famiglia con l’aiuto della madre Lidia. Donna d’altri tempi la Lidia, donna felliniana, generosa, amorevole e premurosa, ma anche decisa ed autoritaria, un maresciallo insomma. Ecco la spalla di Stefano. E’ vero, vinificare “in proprio” senza più conferire le uve e passare ad un approccio naturale in campagna sono state idee ed iniziative sue; ma l’apporto di Lidia è stato fondamentale. Lei non manca mai alle degustazioni, ovviamente quelle nelle vicinanze di Bertinoro.  “….. Sono nonna e poi a casa c’è sempre da fare, non ho mica tempo di stare in giro…..”. No dico, scusate, ma una donna del genere non vi dà un senso di solidità? Se ne trovo una così me la sposo subito!

E poi, da quel lontano 1997, la vita ha fatto il suo corso. Le stagioni si sono scambiate sole e vento. Si sono metabolizzati dispiaceri, si sono compresi. La natura in questo aiuta tanto, ne è maestra. Soprattutto ad accettare, e nel frattempo tutto diventava più chiaro. Dai calcoli matematici e dall’uso di computer Stefano è passato ad analisi di terreni e potature. “Sono stato fortunato ” -dice- ” ho davanti il mare ed anche d’estate, col caldo pieno, c’è sempre un po’ di brezza. Ho terreni argillosi con un sacco di calcare, un po’ di sabbia e di spungone“. Mi sono documentato:  lo spungone altri non è se non arenaria calcarea, con una grande percentuale di fossili. E qui sta la differenza, e quindi il territorio.

La Viola_ Stefano Gabellini in cantinaL’azienda è in biologico dal 1999, da tempi quindi non sospetti.   “…Io vedo, anche adesso, gente che prima di convertire al biologico o al biodinamico ci pensa, ha timore. Per me si è trattato di un impulso del tutto naturale e così sono partito. Secondo me i prodotti che provengono da terreni biologici o biodinamici sono più buoni, perché devi portare la vigna ad una condizione di auto-equilibrio, rendendola di per sé più robusta e resistente”. Mi guardo attorno, un’erbetta fresca ricopre tutti i filari fino a raggiungere le viti. Un’idea iniziale che ha portato ad un rispetto prima e ad un ascolto poi di quello scambio che avviene fra l’uomo e la natura.

“…… No dai, guarda! Guarda dove sei. Qui, cavolo, il sole ce l’hai sempre, anche di pomeriggio quando comincia a calare, prima che arrivi l’ombra di Bertinoro; hai voglia te. Ho cambiato tutto da quando ho iniziato fino ad oggi. Ma nonostante abbia più consapevolezza nel gestire le diverse annate, ogni volta è un’esperienza nuova, non è così scontato”. Passeggiando e chiacchierando siamo arrivati in cantina: il vino chiama e io non sono Ulisse. Stefano, fra una sgridata al figlio piccolo e un’altra a quello grande per telefono, incomincia a stappare.

Tenuta La Viola_ OddoneSangiovese di Romagna Superiore Oddone 2014 

Anche se è un Superiore di Romagna, e quindi un vino di personalità sia al naso che in bocca, Oddone conserva una fisionomia godereccia e immediata. Un vino da aprire e bere. Freschezza, frutta e spensieratezza.

Tenuta La viola_ColombaroneSangiovese di Romagna Superiore Colombarone 2013  (affinamento in  tonneaux e barriques).

E’ il vino di partenza per Stefano e Lidia. Di forte personalità ed eleganza, porta con se tutte le difficoltà superate e tutti i momenti difficili. Un vino che sicuramente ha dato notti insonni ma che alla fine è diventato una certezza.

In Terra 2015 (Sangiovese 100%; in anfora)

Da qualche anno alla Tenuta La Viola si effettuano anche vinificazioni in anfora, una ricerca condivisa assieme ad un gruppetto di produttori romagnoli. Molto bello il registro olfattivo, che sorprende con note di piccoli frutti rossi, note verdi e di fieno tagliato; in bocca ha frutta rossa, leggeri toni balsamici e caramello. “L’uso dell’anfora la vivo come una curiosità ed è tutto in divenire, poi scopri che si possono ottenere prodotti interessanti, diversi, che hanno un loro perché”.

Tenuta La Viola_P HonoriiSangiovese di Romagna Superiore Riserva P. Honorii 2011 (affinamento in tonneaux e barriques per 14/16 mesi ).

Ecco, in questo caso metto da parte la testa e lascio parlare il cuore. E’ un vino che definirei un Super Romagna, tanto per rifare il verso alla Toscana. Un vino che racchiude il segreto di quel famoso spungone a cui accennavamo sopra. Un vino che evolve nel bicchiere minuto dopo minuto e ti appaga fino alla fine.

Tenuta La Viola_Vigna 25Vigna 25 2012 (Cabernet 45%, Merlot 45%, Sangiovese 10%; affinamento in  tonneaux e barriques per 14 mesi).

Bordolese di nome e di fatto, ma alla romagnola. Che vuol dire? Elegante, raffinato, equilibrato, con tannini finissimi e setosi, poi il calore e la generosità tipica di queste terre che rendono la sua austerità di facile comprensione e godibilità.

” Babbo?”

“….. O Francesco, dai che fra un po’ andiamo, prepara le scarpe che fra un po’ andiamo a dottrina, hai preso il quaderno? Dai, vai a mettere le scarpe e prepara il quaderno……”

” Ma io voglio stare qui con te! “.

Si avvicina al padre frignando, a malavoglia, poi lo abbraccia e sorride. Chissà cosa vedranno queste terre in un prossimo futuro, se il figlio Francesco sopra un trattore e il padre Stefano dietro ad imprecare e a controllare, così come è sempre stato fin dagli inizi per queste storie campagnole. Noi esseri umani abbiamo bisogno di certezze.

Tenuta La Viola
Via Colombarone, 888 – 47032 Bertinoro (FC)
info@tenutalaviola.it

galleria fotografica

 

One Comment

  • Cristina ha detto:

    Leggo sempre molto volentieri gli articoli di questo scrittore. Sono genuini e diretti. E mi fanno immaginare di essere lì. A me, che esperta di vino non sono, ma romagnola si e amo il biologico, in particolare questo articolo mi ha dato ottimi consigli per allietare la mia tavola! Grazie.

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