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Barolo 2012, la lunga estate calda. Seconda parte: Serralunga d’Alba

vigna1ALBA(CN) – Se la classe non è acqua, il terroir non è da meno. Per cui, qualora tu intendessi fare un confronto fra i Barolo ’12 di Serralunga e, per esempio, i Barolo trattati nella precedente puntata, ossia quelli provenienti da “più comuni”, da Novello e da Roddi, ti accorgeresti che la differenza salta agli occhi raccontandoti di una maggiore omogeneità qualitativa. Una omogeneità qualitativa che, nel caso di Serralunga, risulta tutta “spostata” verso l’alto. Insomma, la compagine presentata a Nebbiolo Prima, sia pur con i limiti imposti da un andamento climatico stagionale particolare (leggi qui), soprattutto in termini di qualità del tannino, è apparsa confortante dal punto di vista della caratterizzazione. E questo grazie a un grado di focalizzazione e di contrasto superiore alla media, a uno sviluppo gustativo meno incerto e a sorsi più ampi, tonici e grintosi. In taluni casi, a sorsi importanti.

E se volessimo provare a fare una sintesi, consigliamo intanto di non diffidare della dicitura “del comune di Serralunga d’Alba” che troverete stampigliata su diverse etichette, nel timore che si tratti di una fredda ammissione di genericità. Perché potrebbero annidarsi lì alcuni esempi virtuosi di Barolo paradigmatici, frutto di sapienti blend di uve provenienti da diverse parcelle, capaci spesso di portare in dote l’equilibrio, appiglio irrinunciabile e ambitissimo per annate selettive come la 2012. Come se non bastasse, proposti a prezzi competitivi per la zona.

Foto artistica della bottigliaInvece, fra le tante conferme e le poche, ma interessanti, sorprese che potrete ben individuare scorrendo le note di degustazione, una parola la vorrei spendere su Fontanafredda, il celebre e “ingombrante” colosso produttivo albese. Sì perché di fronte ai Barolo targati 2012 ci è parso di subodorare un sentire diverso, figlio di un leggibile cambiamento stilistico. Proprio come è successo a Prunotto, altra storica firma del territorio, da qualche anno a questa parte. Per sposare una linea interpretativa maggiormente orientata verso la classicità: minore estrazione, meno colore, più articolazione, più dettaglio, più “trasparenza” espressiva. Un ritorno in pompa magna insomma, suggellato da un Vigna La Rosa in spolvero, che in cuor mio vorrei sperare sia la naturale conseguenza di una scelta consapevole e duratura e non di una deviazione occasionale figlia di una specifica vendemmia. La Langa tutta, anche quella preziosa e insostituibile dei piccoli vignaioli artigiani, avrebbe un motivo in più per andarne fiera. Ma questa, come sempre, altri non è se non un’opinione del tutto personale.

BAROLO 2012 SERRALUNGA

Nota introduttiva: appunti di degustazione riportati in stretto ordine di apparizione, con il grado di immedesimazione da immaginarsi. Le assenze sono dovute a campionature poco probanti, problematiche, illeggibili o contraddittorie, casualità non così rara.

Barolo Badarina 2012 – Bruna Grimaldi

Coriaceo, pieno, ricco, intenso, anche se non finissimo. Grip tannico e determinazione, nel confermare il temperamento austero del cru, controbilanciano la generosa spinta alcolica facendo un favore all’equilibrio.

Barolo Badarina 2012 – Reverdito Michele

Terroso, “ferrochinato”, compatto, scuro, introverso, compresso. Come alla ricerca di una ariosità fin qui irrealizzata.

Barolo Baudana 2012 – Cascina Adelaide

Piacevole e lineare, coniuga austerità e spigliatezza in modo efficace, anche se manca dell’espansione che fa la differenza.

Barolo Baudana Luigi Baudana 2012 – Vajra

L’accordatura floreale dei profumi rende elegante il tratto aromatico, mentre la tipica saldezza che tanto fa Serralunga resta dissimulata in un sorso all’apparenza flessuoso e “intimista”, poi progressivamente più maschio e risoluto grazie ai ritorni di terra, bacca e liquirizia.

Barolo Boscareto 2012 – Batasiolo

La chiosa tannica soda e incisiva (ma non cruda) è la firma autentica del suo territorio. Altero, tuttodunpezzo, futuribile, niente male.

Barolo Brea Vigna Ca’ Mia 2012 – Brovia

Balsamica freschezza au nez; scorrevole, brillante, sinuoso, accattivante, dinamico al gusto, quale compendio amoroso di naturalezza ed espressività. Ai massimi livelli.

Barolo Cerrati 2012– Cascina Cucco

Bell’equilibrio, grip, mineralità, scioltezza, allungo, carattere e sale. Fra i migliori Cerrati mai assaggiati.

Barolo Collaretto 2012 – Giacomo Anselma

Tenace, succoso, altero, a suo modo ancor compresso. Disegno da illimpidirsi ma non male la grinta e la volontà.

Barolo del Comune di Serralunga 2012 – Alessandro Rivetto

Polposo, vibrante di una acidità perfino citrina. L’indole confidenziale ispira simpatia, anche se non complessità. Stile apprezzabile.

Barolo Colarej 2012  – Gemma

A suo modo sottile, scattante, continuo nello sviluppo, fresco per l’annata, proporzionato ed affusolato, “sa” di fiori e si lascia ben bere.

Barolo del comune di Serralunga d’Alba 2012 – Palladino

Apprezzabile il carattere aromatico per un vino succoso, brillante, tonico e contrastato. “Mineraolide” e fumé il finale. Un bel bere.

Barolo del comune di Serralunga d’Alba 2012 – Fontanafredda

Colore “naturale” e naso affascinante. Scorrevole, intrigante, disinvolto, ben disegnato, il suo tannino è come un soffio. Sorprendente la svolta stilistica a Fontanafredda: i vini tornano a respirare, e in loro compagnia starai bene.

Barolo del comune di Serralunga d’Alba 2012 – Ettore Germano

Qualche reminiscenza del rovere da scrollarsi di dosso, ma sotto pulsa un frutto carnoso e maturo al punto giusto, lo senti. Saldezza e continuità fanno ben sperare per il futuro.

Barolo Gabutti 2012 – Sordo

Bel colore e bella impronta floreale (rosa); seducente, dinamico, lunghissimo, rinfrescante, sapido: gran bel vino!!

Barolo Marenca 2012 – Pira Luigi di Gianpaolo Pira

Tono e robustezza, grinta e mineralità. Il calore alcolico non gli impedisce di farsi apprezzare per consistenza tattile e dinamismo. Davvero piacevole da masticare. Stile meno estrattivo e più comunicativo rispetto a un tempo. Bene!

Barolo Margheria 2012 – Massolino Vigna Rionda

Tonico & fresco, in lui una certa sensualità e una bella idea di frutto, solo screziata da una leggera venatura esotica. Tratto gustativo pieno e carnoso, chiusura balsamica e (ancora) rinfrescante, cui non ledono più di tanto gli sbuffi vegetali.

Barolo Margheria – Boasso Gabutti Franco

Stile classico, qualche incertezza aromatica, bel fondo floreale. Rilassato, piacevole, ben bevibile, non è dotato di uno slancio superiore ma nella sua veste colloquiale conserva fascino.

Barolo Margheria 2012 – Pira Luigi di Gianpaolo Pira

Catramoso, “lento”, introverso, altero. Non un moloch inaccessibile ma insomma, non è che si faccia “leggere” più di tanto.

Barolo 2012- Casa E. di Mirafiore

Seducente, sottile, raffinato, teso. Giocano in sottotraccia sentori floreali e minerali delicatamente pervasivi. Ottima l’estrazione tannica, un pelo d’alcol in esubero. Buon conseguimento.

Barolo Nirvasco 2012 – Bersano

Piuttosto tenero per essere un Serralunga, morbido, sul frutto e sulle mezze tinte, istintivamente godibile anche se non sento appartenergli la dimensione della complessità.

Barolo Preve 2012 – Gianni Gagliardo

Il risvolto grafitico-minerale dona una certa profondità al quadro aromatico. Di contro, il generoso contributo del rovere tende a smussarne i contrasti e a renderne la beva piuttosto unidirezionale.

Barolo Vigna La Rosa 2012 – Fontanafredda

Elegantissimo, tutto garbo e sfumature, ti scuote per sensualità e progressione. Il più grande Vigna La Rosa dei ricordi miei, qui rivisitato secondo uno stile interpretativo “nuovo” per la maison, finalmente orientato verso l’articolazione, il fraseggio sottile e la trasparenza espressiva, a svelarne l’intima bellezza.

Barolo Vigna Lazzairasco 2012 – Guido Porro

La polpa e la ricchezza costitutiva, ora come ora, fanno da ostacolo alla scioltezza e al disegno, requisiti solitamente soddisfatti dai vini di questo produttore. Ma le prospettive per un buon futuro vi sono.

Barolo Ornato 2012 – Palladino

Non così dissimile da un Brunello quanto a sentori (bacca selvatica) e grip, possiede un bel rigore tipologico, un dichiarato spessore gustativo e un intrigante lato austero da mettere sul piatto dei ragionamenti.

Barolo Ornato 2012  – Pio Cesare

Al sopravanzo alcolico fa corrispondere un gusto rotondo e una trama larga e accondiscendente, un po’ in debito di contrasti.

Barolo Prapò 2012 – Mauro Sebaste

La grinta e il carattere, che non mancano, trovano nelle scorie vegetali un freno alla piena espressività. E’ così che si perdono per strada rifiniture e finezza.

Barolo La Serra 2012 – Giovanni Rosso

Mi piace la consistenza tattile, meno la dinamica: polposo, preciso, dall’indole poco concessiva, manca di distensione ma sta bene in piedi. Da attendere.

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