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Un tuffo nel vino della Maremma grossetana, con Rascioni e Cecconello

OLYMPUS DIGITAL CAMERALa Maremma vitivinicola grossetana, si sa, non gode sempre di una splendida reputazione: temperature medie molto elevate, che spesso danno vita a vini “bomboloni” di scarso appeal per la loro carenza di freschezza e la mancanza di eleganza. Ma non sempre è così, anzi. Di realtà che sanno il fatto loro, e che con gli anni hanno dimostrato stoffa e capacità, ce ne sono e, per fortuna, sono anche in aumento.

Un’azienda che porta in alto il nome dell’enologia maremmana, varcando i confini italiani ed attraversando anche l’oceano, come attestano i diversi riconoscimenti ricevuti dalle più autorevoli riviste di settore sia americane sia inglesi, è Rascioni e Cecconello, vicina di casa del selvaggio Parco dell’Uccellina.

Ci troviamo a circa due chilometri dal mare, quello di Talamone, una località incantevole di questo lembo di costa toscana. Una sosta al Bagno delle donne è d’obbligo, soprattutto per chi non ci è mai stato: una caletta mozzafiato che fino alla metà dello scorso secolo era solo per il gentil sesso, mentre oggi è il paradiso per chi ama gli scogli e soprattutto i tuffi.

Ma torniamo al vino. Siamo a 100 metri sopra il livello del mare, su di una collina dove il vento è sempre lì a fare compagnia. Qui si produce uva da moltissimi anni e si etichetta dall’89. A dirigere l’orchestra Paolino Rascioni, fondatore dell’azienda, sua figlia Sabrina, e suo marito Paolo, insieme al giovane figlio Emanuele che segue sia la parte agronomica, che enologica, supportato da Giacomo Cesari ed Attilio Pagli, storico consulente esterno.

Rascioni e Cecconello è stata tra le prime aziende a cedere al fascino del ciliegiolo. Fin dall’inizio della sua nuova avventura agricola Paolino decise di dare spazio soprattutto a questo vitigno, insieme ad una piccola quantità di sangiovese. Oggi Rascioni e Cecconello possiede cinque ettari vitati, tutte vigne di trent’anni, di cui ben tre sono di ciliegiolo, che arriva sul mercato in due versioni: il Rotulaia, che fa soltanto cemento, ed il Poggio Ciliegio, affinato in barrique di rovere francesi rigenerate di secondo e terzo passaggio.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA“In Italia in pochi conoscevano il ciliegiolo, se non per il suo utilizzo come uva da taglio, o per la produzione di vini da tavola dalle pretese bassissime.” Ci racconta Paolo, che si occupa della parte commerciale. “Mio suocero, invece, ed anche Attilio Pagli, decisero di scommetterci in tempi non sospetti, ed oggi dobbiamo dare merito alla loro caparbietà e lungimiranza per i traguardi che abbiamo raggiunto.” Oltre ai tre ettari di ciliegiolo si produce un vermentino in purezza, Osa, ed un sangiovese con una piccola percentuale di ciliegiolo, il Maremmino. L’azienda è in conversione biologica ed i lieviti utilizzati sono unicamente indigeni.

Tre sono stati i vini assaggiati in occasione della visita.

Osa Toscana Igt 2015: naso esplosivo fatto di mela verde, ananas, fiori bianchi. L’assaggio rivela un vino di sostanza, agrumato, tropicale e beverino. (10 euro in azienda)

OLYMPUS DIGITAL CAMERAMaremmino Toscana Igt 2014: un vino in cui il frutto croccante fa da padrone, accompagnato da sensazioni vegetali. La bocca è calda, moderati i tannini ed anche la sapidità. Anche in questo caso il ruolo più importante lo riveste la freschezza. (10 euro in azienda)

Poggio Ciliegio Maremma Toscana Igt 2011: prugna secca, tabacco, piccoli frutti rossi, leggera nota vegetale. La bocca è rotonda, piena. Il legno deve ancora integrarsi completamente, ma promette bene. L’acidità e la sapidità dominano la scena, affiancati da tannini non troppo entranti. La nota amara iniziale si trasforma in liquirizia, lasciando il palato fresco e carico di sensazioni.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAPer chi vuole visitare l’azienda una buona occasione potrebbe essere quella dell’annuale festa d’estate. La data è fissata per il 23 luglio, per una cena sotto la quercia secolare, circondati dai filari di ciliegiolo e sangiovese, per oltre 400 persone. Tutti seduti per gustare una carrellata di prodotti unicamente locali e poi, per digerire, musica fino a tarda notte. Per avere maggiori informazioni e per prenotare si può chiamare in azienda.

Rascioni e Cecconello
S. P. 56 di San Donato, n° 73 – Km 6,800
58010 Orbetello (Gr)
Tel. 335 7057743 (Sabrina)
348 2544901 (Paolo)
info@poggiociliegio.it

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