Un’Amatriciana, ieri oggi e domani. Pensieri e ricordi dopo il terremoto

Di • 31 Ago 2016 • Rubrica: Attualità e idee
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amatrice-spaghetti-luglio2013Riemerge netto, in questi giorni, il ricordo dell’ultima spaghettata all’hotel Roma di Amatrice, nel luglio del 2013, in quello che da sempre era considerato il tempio di questo piatto famoso in tutto il mondo, oggi purtroppo ridotto ad un cumulo di macerie. La classica verandona affacciata sul panorama delle vallate verdi e dei monti della Laga, gli stessi che scenograficamente si vedono passeggiando per le strade e vicoli di questo bel borgo un tempo abruzzese, prima che il fascismo creasse la provincia di Rieti.

gallo-brilloI filmini di famiglia di chi ad Amatrice visse fino al 1969, all’età di 5 anni, rivisti tanto tempo dopo, restituiscono l’immagine di un paese pieno di persone con capacità ed attributi, che diventavano magari professionisti a Roma e poi ritornavano portando con loro sprazzi di dolce vita che si intravvedono nelle riprese delle feste, nei giardini e nelle case di famiglia.

Ma non c’era solo il Roma: in una visita successiva ci erano parsi sublimi gli spaghetti di un altro hotel di riferimento, Il Castagneto, dove le mani sapienti di magnifiche signore amalgamavano ed armonizzavano perfettamente i pochi ma fondamentali componenti della famosa pietanza amatriciana. Signore che speriamo e crediamo se la siano cavata.

spaghetti-amatricianaE rivedendosi, oggi, fra amici di lunghissima data che questo terremoto lo hanno vissuto da vicino, come non cercarne di riprodurre la ricetta e ripensare all’accaduto? Al Gallo Brillo, circolo ARCI nel cuore della Rieti medievale, poco dentro le mura in via Bevilacqua 17, i pomodori dell’orto dì Eleonora Proietti, che è una delle animatrici e sta in cucina, uno straordinario guanciale e un ottimo pecorino “del pignaro”, soprannome di un bravo casaro di Rocca Sinibalda.

E il domani? Il domani si spera non porti altre distruzioni ma finalmente consapevolezze che questi luoghi appoggiati sull’Appennino vadano preservati e custoditi magari senza toglier loro gli ospedali, come era stato proposto anni fa per il locale nosocomio Grifoni. Agire insomma per preservare la vita delle persone, persone per di più dotate di ingegno, tenacia e capacità di lavoro.

Perché questo, per tranquillizzare chi non sa guardare ad altro, farà scendere e non crescere il rapporto debito/pil.

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