Rosso Conero, vino rosso marino/1. A caccia di novità, fra i giovani leoni (e leonesse)

Di • 19 Ott 2016 • Rubrica: diVini, Il vino in dettaglio
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rosso-conero-5In basso c’è il mare azzurrissimo, in alto il Monte Conero, uno sperone di roccia coperto dal verde profondo della macchia mediterranea, dal quale sono scivolati giù nel corso della storia massi diventati pietre e poi spiagge bianche, e che blocca i venti freddi da nord. Verso l’interno, una campagna di colline dolci, con l’argilla che gradualmente prende il posto del calcare.  È questo il regno in terra marchigiana dell’uva montepulciano che, coltivata mai lontana dal litorale, dà luogo ormai quasi sempre “in esclusiva” al Rosso Conero, dove qualche volta viene ancora unita al sangiovese o a qualche uva “internazionale”. Anche se in etichetta non lo si può più riportare per un delirio burocratico-legale che coinvolge Toscana, Marche ed Abruzzo.

rosso-conero-6All’inizio, dal finire degli anni ’80 più o meno, ci furono i pionieri che, forse anche perché i vini da uve montepulciano sanno spesso essere rotondi, fruttati e corposi, si trovarono ben inseriti in un particolare momento storico in cui alla critica italica (e non) quei vini piacevano. Nessun scimmiottamento o snaturamento, per carità, da parte di Umani Ronchi, Le Terrazze o Moroder. Ma un buon lavoro in vigna ed in cantina, in tempi in cui questo non era affatto scontato, e quindi riconoscimenti e successo. Ed il Rosso Conero entrò a far parte della scena dei vini conosciuti e rispettati dagli appassionati. Oggi i gusti sono cambiati, e la sfida è di fare vini più vibranti che massicci, con una longevità comunque assicurata da acidità e tannini, che si smussano lentamente. Anzi, possibilmente provare a farne magari versioni più pronte e leggere, “estraendo” meno sostanza, in modo che il Rosso Conero possa proporsi ai mercati della costa come vino da brodetto all’anconetana, per intenderci.

rosso-conero-7Ed è stato interessante e confortante constatare “in loco”, grazie alla collaborazione dell’Istituto marchigiano di tutela vini (una sorta di “superconsorzio” che rappresenta tutti i vini della Regione, 16 denominazioni di origine, 4 Docg, 700 aziende associate, 82% del’export, 45% della superficie vitata), come alla gloriosa vecchia guardia si siano nel tempo affiancati, da una parte, giovani leoni (e leonesse) ricchi di entusiasmo e di energia, oltre che di chilometri percorsi ad imparare cosa si fa in giro per l’Italia e nel mondo, dall’altra coloro che, anche stando a casa, selezionano e valorizzano le vecchie vigne di famiglia per ricavarne un vino sincero e di territorio.

E proprio a questa novelle vague è dedicata la prima parte del nostro report sul Rosso Conero, il vino rosso marino.

rosso-conero-2Villa Carlo Boccolini
Realtà fra le più recenti, è nata nel 2008 in seguito al restauro di una villa in forma di masseria durato 12 anni. All’inizio era stata prevista la produzione di solo olio d’oliva, ma le richieste di vino arrivarono inevitabili. La produzione è completamente imbottigliata, in un numero che si aggira sulle 7mila unità. Il Rosso Conero Kyma Oros 2014 ha colore violaceo limpido, naso carnoso, vivo e fragrante e di bella persistenza, con una estroversa presenza di frutto. In bocca parte scattante, è succoso e di buona ampiezza, abbinando leggerezza ad energia.

Giancarlo Polenta
Piccola cantina di tre ettari, dei quali due coltivati con uve a bacca rossa ed uno con uve a bacca bianca. Il Rosso Conero Vespuccio 2014 mostra un colore rosso porpora giovanile e un naso fragrante e pungente con tonalità mentolate.  Spesso e vellutato,  mostra un bel rilancio nel finale. Il Rosso Conero Riserva Poy 2010 denota un certo grado di evoluzione nel colore,  e si avvertono note di ciliegia sotto spirito e di prugna al palato, in un quadro che comunque lascia intravedere buona energia.

Angeli di Varano
Eccoli, i due fratelli Chiucconi in rappresentanza di una giovane generazione dinamica, che ha visto e gira il mondo, che cerca di capire e di imparare. Tre ettari e mezzo, più uno e mezzo in affitto, una cantina di proprietà e una in affitto, oltre alla gestione di un bed and breakfast. Il Rosso Conero Primo di Tre 2014 ha colore giovanile ed un frutto fresco punteggiato da note di menta al naso. Bella acidità e velluto al gusto, anche se nel finale si disunisce asciugandosi un pochino. Assai riuscito poi il Rosso Conero Riserva Stile Libero 2010: ampio, bello ed elegante al naso, colpisce per come si distende autorevolmente in bocca, con grande surplace, fino ad un finale travolgente.

rosso-conero-10Piantate Lunghe
Ancora una realtà giovane, nata nel 2004 da un progetto comune di due amici. Otto ettari complessivi, dei quali quattro lavorati, 30mila bottiglie fra Marche ed estero (intorno al 65%). Il Rosso Conero Piantate Lunghe 2014 mostra trasparenze nell’aspetto visivo, è levigato e di buona ampiezza al naso; in bocca conferma piacevolezza e finezza, è impalpabile nella trama ma saporito, semplice ma piacevole, persistente in un finale largo. Il Rosso Conero Riserva Rossini 2010 appare in un buon momento di forma, con tratti più evolutivi, terrosità e note di sottobosco che convivono con belle sferzate giovanili, confermate in un palato energico, vitale, comunque ancora compresso. Finale in crescendo, buon vino.

Le Calcinare, alla quale si affianca un’altra cantina, Berluti, per un totale di 12 ettari vitati, è uno degli esempi di aziende a conduzione giovanile. Qui siamo infatti arrivati alla terza generazione, con due fratelli entrambi enologi. In vigna si è puntato alla conservazione delle vecchie vigne del nonno (45 anni circa) attraverso la selezione e riproduzione di una cinquantina di piante. I terreni sono quelli tipici “coneresi”: calcarei, bianchi verso il mare, più argillosi verso l’interno. Il Rosso Conero Cacciatore di Sogni 2014, figlio di un’annata difficile, mostra un colore limpido di media intensità, ed un naso improntato al verde del pepe e delle erbe aromatiche; in bocca ha buona pastosità. Il Rosso Conero Folle 2011, da un’annata assai calda, è frutto comunque di una vendemmia soddisfacente. Qui abbiamo un colore fitto e giovanile ed un naso profondo; al palato note balsamiche, concentrazione, “grip” e un finale vibrante.

Luca Lanari, 17 ettari nel comune di Varano, produce 60mila bottiglie e agli iniziali sei ettari coltivati “radi” (1500 piante per ettaro) ne ha aggiunti altri sei più fitti (5000 piante per ettaro). Il Rosso Conero 2014 (niente legno) si segnala per freschezza, spontaneità e respiro. In bocca è succoso, scorrevole e leggero, con un buon finale. Il Rosso Conero Riserva Fibbio 2012, un vino che sta 10-12 mesi in barrique, mostra un colore ancora giovanile e un naso complesso, balsamico, terroso, con note di grafite e sottobosco, per poi sorprendere in bocca per leggerezza, ampiezza e succosità.

Tenimenti Spinsanti
Una complessa vicenda famigliare ha spinto Catia Spinsanti a cambiare vita e ad occuparsi, in modalità one-woman-band, di cinque ettari di vigneti, a partire dallo studio dei suoli per i nuovi impianti (anche di cabernet sauvignon e merlot, oltre che di sangiovese e -ovviamente- di montepulciano) fino alla gestione da vera factotum dell’agriturismo. Le circa 12mila bottiglie annue vanno per il 90% all’estero. Il Rosso Conero Adino 2013, ottenuto da uve raccolte mai troppo mature per amor di freschezza, e lavorato in cemento ed acciaio, dopo un leggero spunto di riduzione sfoggia un frutto gentile ribadito in una beva fresca e succosa, ampia più che progressiva.

Campofiorito si compone di 20 ettari di vigneti coltivati a montepulciano, che comprendono anche vecchie vigne reinnestate. Il Rosso Conero 2014 presenta qualche tono rustico, e note di pepe verde ed erbe aromatiche. Va meglio in bocca: balsamico, di bell’impatto e dal tannino fine. Il Rosso Conero Riserva Nympha 2009 (da vecchie vigne, due anni in botte grande da 20 ettolitri e poi in acciaio) ha un naso profondo anche se non apertissimo, maturo, pulito ed elegante. In bocca è denso e polposo, masticabile, con un sospetto di residuo zuccherino. Peccato per il mancato rilancio nel finale.

Pesaresi
I primi vigneti risalgono agli anni ’60, e siamo arrivati alla terza generazione che è ripartita con grande energia nel 2000. Il Rosso Conero Nerto 2013 ha un colore rosso porpora intenso, al naso è fresco e pulito nel suo fruttato spontaneo. Molto bevibile, leggero e succoso. Il Rosso Conero Riserva Vulè 2011 presenta di nuovo colore giovanile e fitto, anche qui si avverte un naso vivo, fresco e pure profondo; in bocca è concentrato su note di inchiostro e liquirizia. Ancora da sciogliersi, in chiusura è solcato da un tannino astringente.

Nella terza immagine, a sinistra, Alberto Mazzoni, presidente dell’Istituto marchigiano tutela vini

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