Rosso Conero, vino rosso marino/2. I protagonisti storici

Di • 9 Nov 2016 • Rubrica: diVini, Il vino in dettaglio
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Rosso Conero 1Nella puntata precedente di questo viaggio “on the road” lungo la costa marchigiana ci siamo rassicurati: il Rosso Conero “vive e lotta insieme a noi”, grazie ad una nuova leva di giovani vignaioli radicati nel loro territorio e con lo sguardo curioso oltre frontiera, ma anche grazie a chi ha deciso di proseguire senza clamori esperienze familiari recuperando vigne ed aggiornando cantine. E grazie pure all’operato di certe istituzioni come l’Istituto marchigiano di tutela vini, il quale con robusti investimenti (provenienti anche da fondi UE) promuove iniziative come questa ultima del Conero “Red Marine Wine”, in cui sono state stabilite sinergie con i ristoranti della baia proponendo i rossi più “leggeri” in abbinamento a piatti di pesce opportunamente scelti.

Qui, invece, descriviamo i vini di quelle cantine “storiche” che dagli anni Ottanta del secolo scorso, con una anticipazione della vocazione autoctonista che anni dopo si sarebbe affermata nel nostro Paese, puntarono sul montepulciano (rinunciando quindi agli “alleggerimenti” del sangiovese) per realizzare vini di struttura e sostanza che conquistarono la critica enologica portando alla ribalta la viticoltura marchigiana “in rosso”. E che anni dopo, come vedremo nelle prossime puntate dedicate alle degustazioni “verticali”, lungi dall’essersi “sgonfiati”, mettono spesso in luce una piacevolissima vitalità.

Rosso Conero 2Moroder
Assieme al fratello Mattia, Marco Moroder ha progressivamente affiancato il padre Alessandro, colui che assieme alla moglie Serenella ha creato e condotto magnificamente questa splendida cantina circondata dai vigneti, fondata da una famiglia trentina che alla fine del 1700 si trasferì ad Ancona. Il Rosso Conero 2013, affinato due anni in legno grande da 7 a 25 ettolitri, mostra un fruttato gentile affiancato da leggeri spunti vegetali; al palato si mette in evidenza per una trama setosa e per una bella bevibilità. Il Conero Riserva Dorico 2011, storico vino di punta del territorio ed ottenuto con una sosta lunga delle bucce e un soggiorno in barrique (non nuove) che dura dai 30 ai 36 mesi, mostra qualche ritrosia ad aprirsi all’olfatto,  per poi mettere in mostra una bella dolcezza di frutto. Al palato rotondità, trama vellutata, densità e un profilo di beva mai ingombrante, anzi fragrante.

Rosso Conero 3Le Terrazze
Anche questa azienda è di quelle storiche, visto che la sua fondazione risale alla metà dell’Ottocento. I vigneti sono stati progressivamente rinnovati grazie al costante impegno di Antonio Terni e della moglie Georgina e, dopo un lungo sodalizio con l’enologo Attilio Pagli, la supervisione dei vini è ora affidata a Federico Curtaz. Il Rosso Conero 2013 colpisce per una intrigante mineralità in un naso scalpitante, verace, che esprime frutta rossa e spezie; anche la beva è viva e vitale, saporita e ampia in un finale leggero di bella spinta. Il Conero Riserva Sassi Neri 2012, una selezione nata nel 1988 che affina 18 mesi in barrique, unisce al naso eleganza e profondità, mentre al palato riesce ad essere concentrato ma leggero, dimostrando grande energia e finale percussivo.

Garofoli
Azienda fondata dopo l’unificazione d’Italia ma operativa dal dopoguerra, nonostante i numeri ragguardevoli è ancora a salda gestione famigliare, grazie all’energia della vecchia guardia e alla spigliatezza della quinta generazione, rappresentata oggi da Gianfranco, Caterina e Gianluca. Il Rosso Conero Piancarda 2013 ha naso fine, pungente e di buona persistenza, con spunti anche floreali, di erbe aromatiche e di pepe verde. Cambio di carattere in bocca, dove mostra densità e una piacevole (anche se un po’ insistita) dolcezza. Il Conero Riserva Grosso Agontano 2011 è frutto di una selezione di uve e soggiorna per 18 mesi in barrique. Di colore cupo e fitto, al naso tarda ad aprirsi e mostra una beva compatta e vellutata, potente ed espressione di un vino concentrato ed estrattivo, che tende comunque a rinfrescarsi verso il finale. Buona finezza del tannino.

Rosso Conero 8Terre Cortesi Moncaro 
Vitale cantina cooperativa con 928 soci e 1400 ettari di vigneti. Il 60% del fatturato va all’estero, grazie a un export in 40 Paesi che vale 15 milioni di euro l’anno. Il Rosso Conero Le Silve 2015 trae origine da una lavorazione tipica di un vino di pronta beva: la macerazione a freddo per 5-6 giorni prosegue a temperatura controllata; la vinificazione avviene poi in cemento e per 4-5 mesi in botte grande. Il colore è porpora di media intensità, l’olfatto è fresco, pimpante e di buona intensità passando dalla ciliegia e sconfinando nel floreale. Beva, come da aspettarsi, semplice e dinamica, con tannini piuttosto stilizzati. Il Rosso Conero Vigneti del Parco 2011 (chiamato così, come intuibile, perché ricavato da vigne ubicate all’interno del parco del Conero) ha colore rubino intenso ed esprime al naso una bella ciliegia matura, confermata con bella polpa in una bocca di spessore. Progressione e trama vellutata, tannino fine.

Conte Leopardi
Cognome illustre, ma il poeta non c’entra, per questa cantina storica (si parla della metà dell’800) che lavora le uve di 42 ettari di vigneti in due cantine (con 315 barrique). Il Rosso Conero Fructus 2013 (montepulciano in purezza) si caratterizza (appunto…) per un buon frutto maturo espresso in un quadro olfattivo confermato con dolcezza in un palato di bello slancio. Nel Conero Riserva Pigmento 2010 la presenza di cabernet sauvignon e syrah conferisce grinta fruttata al naso; al palato si avvertono freschezza e succosità, grazie ad una acidità integrata e ad un finale pirotecnico.

Serenelli
Alberto Serenelli è un personaggio originale, produttore di vini di nicchia e con una spiccata passione per i grandi e grandissimi formati. Il Rosso Conero Marro 2012 è fine, elegante e leggero al naso. E’ compatto, spesso, setoso in una beva che si conclude con bella spinta. Il Conero Riserva Varano 2012 (due anni in barrique nuove, oltre quindici gradi di alcol, 3000 bottiglie prodotte) sfoggia un bel colore rubino intenso, un naso di rotonda maturità e un palato che già dall’attacco coniuga pienezza e reattività, rinfrescandosi progressivamente e terminando percussivo, potente e lunghissimo.

Rosso Conero 7Umani Ronchi
Azienda storica di ragguardevoli dimensioni, tipico esempio di imprenditoria di successo in stile marchigiano in cui non ci si monta la testa, si lavora  con la competenza e passione espresse da Michele Bernetti. Il Rosso Conero Serrano 2015 ha naso squillante di grande forza comunicativa; al gusto si avvertono note spiccate di erbe aromatiche mentre il finale è pimpante, incisivo. Il Conero Riserva Campo San Giorgio 2011, ottenuto da vigne di montepulciano coltivate con una sorta di sintesi fra alberello e pergola ed affinato in botti da 25 ettolitri e barrique, mostra un bel colore rosso porpora fitto e si caratterizza per un naso elegante e profondo, quasi aristocratico; in bocca è setoso, di bella dinamica, e si espande in un finale solcato da una fine trama tannica in via di integrazione.

Nelle immagini: Marco Moroder, Antonio Terni, il direttore della Terre Cortesi Moncaro Doriano Marchetti, a destra Michele Bernetti

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