Il panettone di Marco Rinella e il Blum di Ognissole si affermano a Palazzo Caracciolo

Di • 7 Dic 2016 • Rubrica: Affari di gola, diCibi
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foto11Vince il Panettone tradizionale del Maestro Marco Rinella e trionfa, fra i vini in abbinamento, il Blum dell’azienda Ognissole abbinato al panettone tradizionale del Maestro Giancarlo De Rosa, nella kermesse dedicata al dolce natalizio per definizione e agli accostamenti enologici proposti sia dai vari Maestri panificatori, sia dall’organizzazione ospitante di Palazzo Caracciolo, a Napoli lo scorso 18 novembre.

Era l’anno zero per l’evento “Il Panettone secondo Caracciolo”, la manifestazione organizzata da Levitus Italia e chezmoibyfausto.it che, per la prima volta, ha visto a Napoli, nella splendida cornice del chiostro di Palazzo Caracciolo, sfidarsi a colpi di Panettone (e non a caso uso sempre la “P” maiuscola) i più grandi Maestri nel campo della lievitazione. La competizione ha abbracciato anche il mondo del vino, per conferire a questo dolce tradizionale anche una dimensione più completa, di dessert a tutto tondo, proponendo abbinamenti scelti sia dagli stessi Maestri, e quindi personalizzati, che dall’organizzazione, per avere anche un confronto alla pari. A giudicare la bontà dei lievitati e degli abbinamenti, una giuria di eccezione, presieduta dal grande Igino Massari, che ha avuto anche il compito di valutare un “contest” amatoriale all’interno della gara tra professionisti. Si sono infatti confrontati anche alcuni foodblogger selezionati in una pre-gara che ha scelto i migliori cinque panettoni “non professionisti” realizzati con regole precise che partivano ovviamente dall’utilizzo di lievito madre.

foto6E’ stato quindi un successo sia in termini di contenuti che di pubblico, che ha visto un’affluenza eccezionale fatta di appassionati alla ricerca della qualità dei Panettoni e della varietà delle proposte enologiche, gratificate da fragranze diverse e intriganti sia nei lievitati che nei calici.

Col senno di poi, visti i risultati che di seguito riporteremo, possiamo dire che la giuria ha particolarmente apprezzato il Panettone tradizionale, sia singolarmente che nell’abbinamento con i diversi vini, seppure attraverso un giudizio difficile, per ammissione dello stesso Presidente di giuria Iginio Massari, che ha sottolineato l’alto livello dei lievitati sottoposti al giudizio dei giurati:

  • foto8Igino Massari (il “Maestro dei Maestri”)
  • Achille Zoia (“padre” del panettone moderno)
  • Gino Fabbri (Presidente dell’Accademia dei Maestri Pasticcieri Italiani)
  • Francesco Boccia (Campione del Mondo di Pasticceria in carica)
  • Vittorio Santoro (Direttore della Cast Alimenti di Brescia)
  • Daniele Riccardi (Executive Chef dell’hotel Caracciolo Mgallery by Sofitel)
  • Pinella Orgiana (Foodblogger)

Così, tra le cinque categorie in gara tra i professionisti:

  • Miglior panettone
  • Premio Zoia (al panettone maggiormente apprezzato dal Maestro Zoia)
  • Migliore abbinamento “obbligatorio” (con Moscato di Terracina della Cantina Sant’Andrea)
  • Migliore abbinamento “personale”
  • Migliore somma abbinamenti

è stato il Panettone tradizionale con arancia, cedro, uvetta e ghiaccia di mandorla realizzato dal Maestro Marco Rinella ad aggiudicarsi ben tre premi, proprio i primi tre della lista, orientando quindi il giudizio tecnico verso la ricetta più tradizionale, ma davvero tutte le versioni presentate da ogni Maestro hanno deliziato il palato di giudici e pubblico.

caracciolo-blumAl Panettone alle albicocche del Vesuvio, del Maestro Alfonso Pepe, in abbinamento al passito Mel di Antonio Gaggiani, è andato il Premio per il migliore abbinamento “personale”, mentre al Maestro Pietro Macellaro è andato il Premio per la migliore somma di abbinamenti, conseguita dalle due accoppiate Panettone 4 stagioni con il vino Nix della cantina Vini del Cavaliere ed il Panettone tradizionale a tre impasti con il vino Astro delle cantine Astroni.

Ma una menzione speciale merita anche l’etichetta che si è aggiudicata il premio come migliore vino della manifestazione, che andato al Blum dell’Azienda Ognissole, in abbinamento al Panettone tradizionale del Maestro Giancarlo De Rosa.

premio-blumIl Blum è una bollicina di nuova concezione, presentata dall’azienda Ognissole nell’ultimo Vinitaly e subito apprezzata per la sua freschezza, bevibilità, qualità e leggerezza negli abbinamenti più “abboccati”. Ognissole è un’azienda del gruppo Feudi San Gregorio che mira a raccontare l’essenza della Puglia e dell’influenza di sole e mare sulle uve, attraverso due tenute produttivamente autonome, Tenuta di Manduria e Tenuta Cefalicchio (a conduzione biodinamica), ciascuna con vigneti propri ed una struttura di vinificazione dedicata. Il Blum viene prodotto nella Tenuta di Manduria e il suo nome unisce il blu del mare salentino alla “emme” del minutolo, vitigno autoctono aromatico che è l’anima di questo vino. Le uve sottoposte a pressatura soffice per salvaguardare la parte più aromatica del succo, danno vita al mosto che viene raccolto in vasche di acciaio e mantenuto a bassa temperatura (-3°C), così da evitarne la fermentazione spontanea. Trasferito in autoclave, la fermentazione viene attivata e parzializzata controllando la temperatura e consentendo ai lieviti naturali di avviare la trasformazione dello zucchero in alcol, terminando il processo quando l’equilibrio tra acidità, zuccheri e alcol risulta ottimale, mantenendo così profumi e sapori tipici in soli 5,5 gradi di alcol. Si presenta con un perlage fine e profumi di frutta bianca e un bouquet floreale arricchito da velature di macchia mediterranea. Al palato è moderatamente dolce, con una spinta acida intelligente che bilancia il residuo zuccherino e agevola la beva, mostrando un sorprendente equilibrio tra fragranze di pesca e melone bianco rispetto a sensazioni più fresche che bilanciano il sorso con un respiro anche minerale. Versatile.

foto13Tornando ai Panettoni, cioè alla gara nella gara, va ricordato che il premio attribuito al miglior Panettone amatoriale è stato assegnato a Tino Augusto Bevilacqua, che  ha superato nell’ordine l’agguerrita concorrenza dei colleghi: Elisabetta La Cerra, Stefano Pibi, Patrizia Valerio e Lilla Grimaldi (il cui panettone purtroppo non ha potuto essere valutato dalla giuria per un errore di smistamento in fase di consegna).

Infine, ma non meno importante nel bilancio della manifestazione, va citato lo spazio dedicato alla solidarietà, che ha visto battere in un’asta benefica in favore dell’Associazione Punto Cuore tutti i prodotti e alcune giacche dei Maestri Pasticcieri, e che ha visto emergere la carica umana di Salvatore De Riso, banditore d’eccezione.

Ultima citazione per la premiazione che ha visto protagonisti due figure meritevoli in rappresentanza del binomio “tradizione ed innovazione” del capoluogo campano: Enzo Coccia, vero simbolo del rinnovamento della pizza napoletana, ed Eduardo Ore, re-interprete in chiave contemporanea della pizza fritta e delle “mpustarelle”, due patrimoni della tradizione locale.

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