Chianti Classico Collection 2017 – L’annata 2014, o della bellezza fragile. Rassegna Gran Selezione e Riserva

Di • 15 Feb 2017 • Rubrica: diVini, Il vino in dettaglio 2 commenti
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leopolda-2FIRENZE – Che l’annata 2014 sia stata una di quelle tribolate, per il viticoltore toscano, non vi sono dubbi. Perché se per la maturazione di una pianta da frutto serve il sole, di sole quella volta lì se n’è visto assai poco. Come suol dirsi, un’annata “acida” e piovosa, che oltre a ritardare le fasi fenologiche della vite ed alimentare un surplus di trattamenti in vigna di cui tutti avrebbero fatto volentieri a meno, ha più che altro rischiato di compromettere la qualità delle uve in termini di maturità. Certamente però, quantomeno in Chianti Classico, un settembre meteorologicamente propizio ha consentito di salvare il salvabile e di tentare il miracolo.

D’accordo, uve sangiovese dalla buccia sottile, con tutto ciò che ne consegue, ma sostanzialmente uve sane e assai mature. Ovvio trattarsi di una annata dove il “manico” del viticoltore ha giocato la sua bella partita. E quindi cosa ci dovremmo aspettare dai Chianti Classico, dopo un siffatto andamento stagionale? Una fisionomia affusolata e disadorna, per esempio. Magari esile e nervosa. Quanto di più auspicabile però per corroborare un’idea di vino profumato, agile e spensierato (di cui non mi stanco mai, a dire il vero), che se da una parte non potrà godere di una parabola evolutiva particolarmente lunga o di una struttura particolarmente complessa, nel breve/medio periodo potrà regalare belle soddisfazioni a tutti coloro che, nei vini rossi, ricercano bevibilità e freschezza, doti fin troppo spesso disattese in passato ma che una stagione del genere, volendo coglierne il bicchiere mezzo pieno, non poteva che esaltare.

Poi, alla stazione Leopolda di Firenze, nell’ambito della Chianti Classico Collection 2017, ti accorgi che questi barlumi interpretativi, e queste peculiarità per così dire intrinseche all’annata, sono stati realmente presi sul serio dai produttori. Al punto tale da farti meravigliare. Perché non sono così pochi coloro che hanno presentato sui mercati Chianti Classico 2014 nelle tipologie Riserva e Gran Selezione.

leopolda-1L’incontro con questi vini, in alcuni casi, ci ha mostrato una coerenza interpretativa assolutamente in linea con l’annata e un approdo felice in termini di brillantezza espositiva, limpidezza del disegno, integrità aromatica e attitudine alle sottigliezze.

Il risultato, certo, si veste di una bellezza fragile, o perlomeno apparentemente fragile. Come muoversi su di una lama a un passo dall’incrinatura, o al limite di una ferita che ti segna. Una condizione estrema che, come tutte le condizioni estreme, si riserva la possibilità di regalarti emozioni che non scordi, nel bene o nel male.

Ed è sulle tracce di questo faticoso equilibrio e di certi provvidenziali appigli emozionali che, a volte, fragranza e soavità sono apparse le migliori alleate per far approdare quei vini ad una compiutezza inattesa quanto coinvolgente, espressa nel nome della sincerità espressiva.

Oddio, in talune etichette, quello che emerge dai bicchieri non sembra propriamente corrispondere con ciò che quella vendemmia ti ha suggerito, dal momento in cui non mancano affatto volume, consistenza e polpa fruttata. Ma il Chianti, inteso come territorio, è grande e variegato, si sa, e gli “estri” sono molteplici. Ed io oggi sono buono.

CHIANTI CLASSICO RISERVA 2014

ANTINORI – Chianti Classico Riserva Marchesi Antinori 2014

Attacco proporzionato, fresco e puntuale nel comparto aromatico, di buona definizione fruttata e leggera cadenza vegetale. Più accondiscendente e pacioso se lo bevi, da apparirti in debito di dinamica e rilanci.

BIBBIANO – Chianti Classico Riserva 2014

“Impettito”, ficcante, sottile. Pervasiva la vena mineral-speziata. Preciso senza risultare chirurgico, gode di una bella silhouette e di una progressione sicura, senza sbrodolature, sotto l’egida di una manifattura classica e di uno stile sempre apprezzabile.

BONACCHI – Chianti Classico Riserva 2014 ( cb)

Se ai profumi certe screziature suggeriscono una campionatura non definitiva, la bocca esprime con chiarezza il suo punto di vista, ponendo in evidenza polpa di frutto e rotondità di forme, e rendendosi al tempo stesso avvolgente e anodina.

BORGO CASA AL VENTO – Chianti Classico Riserva Foho 2014 (cb)

Il colore è brillante, bello a vedersi. In piena evidenza, quasi “svolazzante”, la nota floreale, ma è vino generoso, sul frutto, senza che ti faccia sentire il gradino tannico. Il gusto dolce e prim’attore dell’amarena non ne lascia però ben percepire il tasso di complessità.

CAPARSA – Chianti Classico Riserva Caparsino 2014

Il colore c’è, e assume tonalità più scure rispetto al main stream. Sanguigno, vibrante, di fiera veracità, il ricamo sottile non è il suo forte ma la spinta acida riesce a snellirne adeguatamente la trama.

CASTAGNOLI – Chianti Classico Riserva Terrazze 2014

La tipicità non è in discussione, l’indole è generosa, la trama rilassata e piacevole, maggiormente orientata sul frutto che non sui sottotraccia. Un pizzico di dolcezza in esubero non lede la simpatia del sorso.

CASTELLARE DI CASTELLINA  – Chianti Classico Riserva Riserva 2014

Buon profilo gustativo, e buona misura. Vi riconosci la timbrica del territorio castellinese: è piacevole, garbato, “tondeggiante” ma niente affatto statico. La marcatura sapida apre barlumi interessanti in un finale che non molla.

CASTELLO DI MONTERINALDI –  Chianti Classico Riserva 2014

Spigolature vegetali contribuiscono a rendere affilato il quadro aromatico, coerentemente corrisposto da un gusto nervoso e reattivo, in questa fase piuttosto irrigidito dalla trama tannica.

CASTELLO DI VICCHIOMAGGIO –  Chianti Classico Riserva Agostino Petri 2014

Ad un naso poco leggibile (velature di gomma bruciata) segue un gusto fruttato, integro, solo infastidito da una certa intransigenza tannica.

DIEVOLE – Chianti Classico Riserva Novecento 2014

Freschezza, nitidezza, stimoli vegetali che virano sul balsamico e non lasciano strascichi. La fisionomia è essenziale ma gustosa. Manca l’allungo della differenza ma stilisticamente è ben connotato.

FAMIGLIA CECCHI  – Chianti Classico Riserva di Famiglia 2014

Particolarmente ricco e succulento, da un lato non fa mistero dell’imprinting bordolese che ne permea gli umori, dall’altro mostra una decisa saldezza, rivelata da una carica tannica persino allappante.

FAMIGLIA CECCHI – Chianti Classico Riserva Villa Cerna 2014

Decisamente più arioso e bilanciato del Riserva di Famiglia, mostra una fragranza e una rotondità garbata, che tanto fanno Castellina style.

FATTORIA SAN GIUSTO A RENTENNANO – Chianti Classico Riserva Le Baròncole 2014 (cb)

Materia autentica, sanguigna, pulsante. Veracità e saldezza vanno a braccetto, mentre la polpa corrobora uno spessore gustativo di rilievo. Nell’evidenza delle sue forme generose conserva bilanciamento e tensione, facendo lampeggiare l’idea di un futuro brillante.

LE MICCINE – Chianti Classico Riserva 2014

Leggero, ricamato, seducente, da bere a secchi. Stimolato da una acidità “d’altura”, è molto elegante e, soprattutto, coerente con l’annata e con la terra sua.

MONTEBERNARDI – Chianti Classico Riserva 2014

Complesso, minerale, struggente, saldo e slanciato, di conclamata freschezza. Fra i migliori assaggi della giornata, se non il migliore.

MONTERAPONI – Chianti Classico Riserva Il Campitello 2014 (cb)

Profumi ancora da sciogliersi ed illimpidirsi, ma che senti racchiudere in sé freschezza, tono e droiture. Una viva corrente acida guida le danze, instradando una dinamica gustativa incalzante governata da un pregevole senso dell’equilibrio.

OLIVIERA  – Chianti Classico Riserva 2014

Ferro & terra, concretezza e veracità. Non gioca di cesello ed è ancora alla ricerca della migliore fusione. Eppure ispira sincerità, anche se al gusto certe sensazioni cuoiose e liquiriziose ricordano da vicino la timbrica di un Pinot Nero dal temperamento paysan.

POGGERINO– Chianti Classico Riserva Bugialla 2014

Mi piace il sentimento di fondo, assolutamente chiantigiano. E il fatto che sia tutto meno che un vino urlato. Una quieta rilassatezza lo pervade, e gli fa assumere un profilo compassato quanto seducente, a cui non fan difetto slancio e continuità.

POGGI DEL CHIANTI – Chianti Classico Riserva Cardellino 2014 (cb)

Da un produttore che non conosco, ecco qua un Chianti apparentemente old fashioned: ossuto, schietto, in beva, “gastronomico”, sostanzialmente semplice. Il fatto che le note di copertina recitino che porta in corpo un 20% di cabernet non smuove la sensazione di base: sembra un vino d’altri tempi, frutto di altre ambizioni.

POMONA – Chianti Classico Riserva Bandini Villa Pomona 2014

Sciolto, puro, disinvolto, affusolato, dalle decise accentature saline. Molto interessante!

PRINCIPE CORSINI FATTORIA LE CORTI – Chianti Classico Riserva Cortevecchia 2014

I rimandi vegetali di erbe, e il generoso supporto boisé, non ne lasciano emergere appieno il carattere territoriale. Materia densa e ben diffusa; assetto largo, avvolgente e non troppo profondo.

ROCCA DELLA MACIE– Chianti Classico Riserva Famiglia Zingarelli 2014

Evidente il supporto dei vitigni “foresti”, che in una annata disadorna si manifestano in un coté vegetale più incisivo del solito. Sviluppo coeso e serrato, finale nervoso e ancora tannico, da ammansirsi.

SANTO STEFANO –  Chianti Classico Riserva Drugo 2014

Colore e sostanza annunciano abbondanza. Succoso, materico e sanguigno, ne afferri la scorza ma non entri in sintonia con la reale sua personalità, che resta in sottotraccia.

VAL DELLE CORTI – Chianti Classico Riserva 2014

Purezza, sinuosità, eleganza, salinità e ricamo in sottrazione. Affascinante intrìco di grazia ed esilità. E’ vin de soif.

VILLA CALCINAIA – Chianti Classico Riserva 2014

Qualche verace screziatura non lede più di tanto la buona propensione al dialogo. Semmai ha un che di accomodante, di pacificato. Insomma, non sfiora i lidi della complessità ma onora il territorio da cui proviene.

GRAN SELEZIONE 2014

BIBBIANO – Chianti Classico Gran Selezione Montornello 2014

Buona fragranza fruttata, nitido, succoso, un po’ limitato nell’allungo. E se manca forse di complessità, non manca certo di indirizzo stilistico.

CASTELLO DI AMA –  Chianti Classico Gran Selezione San Lorenzo 2014

Fra apprezzabili desinenze floreali ed altre -più interlocutorie-  di cipria, emerge con l’aria un timbro elegante di “ispirazione” bordolese. Il sapore gustoso e lo sviluppo continuo, nel frattempo, ostentano sicurezza e ne hanno ben donde.

ROCCA DELLE MACIE – Chianti Classico Gran Selezione Riserva Fizzano 2014

Blend di vigna a base sangiovese e merlot, presenta un lato affumicato ai profumi e una trama ricca e generosamente fruttata al gusto. Più largo che teso, è il rovere ad ispirarne i risvolti più dolci.

VILLA CALCINAIA – Chianti Classico Gran Selezione Vigna Bastignano 2014

Ottima caratterizzazione aromatica, con i legni ad imprimerne un affascinante tratto fumé; sviluppo ampio, caldo, morbido, con chiusura lunga ed eterea.

VILLA CALCINAIA – Chianti Classico Gran Selezione Vigna Fornace 2014

Bella schiettezza al naso; più tonico e profilato rispetto al Bastignano, è vivo, succoso, di bella materia e di progressione sicura. Il futuro è nelle sue corde.

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2 commenti »

  1. E riecine che ha fatto un 14 di eleganza e bevibilita rara?

  2. Gentile Ale
    concordo sulla qualità di quel bicchiere ( in questa rassegna non presente perché ho trattato le tipologie Riserva e GS), sempre espressivo anche se “esotico” rispetto al classico stile Riecine. Ma Sean O Callaghan mi ha raccontato le tribolazioni di quell’annata, e ciò che ne è uscito è sicuramente figlio del millesimo, quindi un sincero testimonial.
    fernando

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