Barolo 2013, Barolo “aereo-dinamici”. Quarta parte: Serralunga d’Alba

Di • 3 Mag 2017 • Rubrica: diVini, Il vino in dettaglio
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nebbiolo-prima_pan-bottiglieSe c’è un caso in cui, più di altri, la disamina dell’annata ha fatto chiaramente intendere che si trattasse di Barolo “a lunga gittata”, nati cioè per resistere nel tempo, questi è il caso di Serralunga d’Alba. La circostanza poi di avere effettuato assaggi anticipati rispetto al solito, con vini -se va bene- imbottigliati da poco, ha amplificato la sensazione di trovarci di fronte a stati evolutivi in cui potervi leggere di tutto meno che armonizzazione.

Perché in nessun altro caso, come nel caso di Serralunga, abbiamo incontrato vini così palesemente “in via di formazione”, soprattutto dal punto di vista aromatico. In nessun altro caso, come nel caso di Serralunga, le attenzioni dovevano quindi giocoforza indirizzarsi sull’aspetto più importante di uno scandaglio sensoriale, ossia sul gusto, sulla bocca, sul palato. E nessun altro distretto di Langa ha mostrato il medesimo potenziale di saldezza, struttura, acidità e polifenoli. Quindi, se da un lato questi vini scontano un certo ritardo in amalgama e definizione, dall’altro hanno dato sfoggio di complessità  – una complessità irriducibile ad un “tutto e subito”-, carattere e razza in divenire, anche da parte di alcuni nomi non propriamente avvezzi, ai gusti miei, a certe prove di rilievo. Non è stato perciò così difficile rintracciare a Serralunga alcune delle etichette migliori, nonostante le assenze pesanti di nomi importanti.

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E a proposito di nomi importanti, fra le note di degustazione che seguono (da cui ho escluso alcuni vini per manifesta illeggibilità, o a causa di tappi “infìdi”) troverete un intruso. Intruso in quanto che degustato nel contesto della trasferta langarola ma non propriamente a Nebbiolo PrimaGrandi Langhe, da cui ho estratto tutti gli altri vini e tutti gli altri incontri. Ho deciso di inserirlo per dovere di cronaca e per rendere un’idea più completa della denominazione. E, diciamolo, perché si tratta di uno dei vini più buoni mai assaggiati da qualche anno a questa parte!

BAROLO DEL COMUNE DI SERRALUNGA 2013

pirataBRUNO GIACOSA – BAROLO FALLETTO VIGNA LE ROCCHE 2013

Signorile, profondo, compassato, elegantissimo. Suggestioni minerali e di erbe aromatiche fanno da sfondo ad una bocca stratosferica per ampiezza, spinta e trasparenza espressiva, corroborata da un tannino nobile e puntiforme. Sulla scia, sentori di agrume rosso e bergamotto. Tanto per autocitarsi: “orizzonte e vertice”.

BRUNA GRIMALDI – BAROLO BADARINA 2013

Ancora imbrigliato fra le maglie del rovere, lo senti che “vibra” dentro, tanta la materia, la robustezza e la tenacità. Certo oggi è un vino altero, poco concessivo; l’articolazione e il dettaglio sono di là da venire, ma chiede tempo e quel tempo gli va concesso.

BROVIA – BAROLO BREA VIGNA CA’ MIA 2013

Un bel tono fresco, minerale e balsamico ai profumi, e una bella silhouette scolpita dall’acidità, annunciano un vino profondo e signorile, che trova nel “portamento” e nella disinvoltura le doti preziose per assurgere a privilegio puro. Davvero notevole, davvero molto giovane.

BATASIOLO – BAROLO BRICCOLINA 2013

La propensione verso le sfumature, già annunciata alla vista, viene infastidita dalle dolci circuizioni del rovere. Buone la diffusione e la freschezza però, incanalate in un registro espressivo “accomodante” ma gradevolmente sinuoso.

ETTORE GERMANO – BAROLO CERRETTA 2013

Piuttosto farraginoso ai profumi, da cui percepisci soltanto vitalità e saldezza, è dotato di una bocca materica, robusta, solcata da un tannino molto fitto (e molto fine) e da un timbro salino ringalluzzente, doti salvifiche per il futuro che viene.

CANTINA DEL NEBBIOLO – BAROLO DEL COMUNE DI SERRALUNGA D’ALBA 2013

Fresco, sapido, profilato, se il passo non è di quelli complessi è quantomeno un passo spedito. Sì, il vino si lascia ben bere, nonostante certe interferenze legate al rovere in fase digestiva.

GIOVANNI ROSSO – BAROLO DEL COMUNE DI SERRALUNGA D’ALBA 2013

Anche se veicolato dal rovere, il lato floreale è coinvolgente e punta all’eleganza. E poi quel profilo dagli accenti balsamici e silvestri non si fa mancare slancio e continuità. Contrazioni ed asciugature rendono invece più limitato l’allungo, ma attenzione che il vino ha dei numeri.

CASCINA LUISIN – BAROLO DEL COMUNE DI SERRALUNGA D’ALBA LEON 2013

Il contributo alcolico sfrangia leggermente la trama nel verso della larghezza, eppure l’impianto è solido, il gusto disteso e concreto. Di linearità e giustezza, è un vino proprio saporito.

GEMMA – BAROLO DEL COMUNE DI SERRALUNGA D’ALBA COLAREJ 2013

Sfumato, intrigante, assai arioso, sembra “leggerino” ma sa il fatto suo, ché la mano è di quelle sensibili. Solo il rovere -impiccione- tende ad asciugarne il tratto.

RIVETTO DAL 1902 – BAROLO DEL COMUNE DI SERRALUNGA D’ALBA 2013

Profumi tonici, continuità nello sviluppo, qualche risvolto vegetale. Buona l’incisività, con il “freno” tannico a comprimere gli allunghi.

BOASSO FRANCO GABUTTI – BAROLO GABUTTI 2013

Alcol che conta, buone coesione e determinazione. Finale più largo che lungo ma carattere, disegno e tipicità stanno di casa. Qualche screziatura aromatica a togliere piena eleganza al sorso.

PODERI GIANNI GAGLIARDO – BAROLO LAZZARITO VIGNA PREVE 2013

Frutto in evidenza, disegno stilistico “aggiornato”. Eppure riesce a mantenere il giusto grado di contrasto al palato, dove la ricchezza non si traduce in ridondanza e dove il timbro sapido/agrumato contribuisce da par suo alla caratterizzazione.

AZELIA – BAROLO MARGHERIA 2013

In attesa della migliore messa a punto aromatica, è al palato che potrai apprezzarne saldezza e sfumature; e -udite udite- un “taglio” stilistico che sembra richiamare classicità. Fine, arioso ed accogliente, rende una bella fotografia del cru di appartenenza.

PIRA LUIGI DI GIANPAOLO PIRA – BAROLO MARGHERIA 2013

La punta di selvatichezza che leggi nei suoi profumi trova un provvidenziale contraddittorio nel contrasto acido/salino al gusto, ciò che sottolinea una personalità non banale. Infatti non manca di determinazione, anche se forse non coglie appieno l’anima elegante del cru.

FONTANAFREDDA – BAROLO VIGNA LA ROSA 2013

Stilisticamente apprezzabile, l’ariosità e il fraseggio sottile, che pure ha nelle sue corde, restano parzialmente offuscati dall’abbraccio alcolico, che spinge la trama ad allargarsi più che a tendersi.

NADA GIUSEPPE – BAROLO 2013

Le note di sottobosco richiamano tipicità, nei modi e negli accenti. Non spicca per lunghezza e profondità, quello no, ma è ben coordinato, con il manto alcolico a punteggiarne gradevolmente lo sviluppo.

PALLADINO – BAROLO ORNATO 2013

Potente, grintoso, coriaceo, calibratamente maschio, non va per il sottile. Coesione e saldezza ne garantiscono il piglio caratteriale, mentre il sapore ispira classicità di accenti e di stile. Da sciogliersi, certamente, ma ha tutte le carte in regola per farlo. Molto promettente!

CLAUDIO ALARIO – BAROLO SORANO 2013

Ben giocato sui sottintesi, si fa vanto di un disegno preciso e di un gusto finanche originale. E se nel finale tende a “stringersi” sul tannino – ed è un peccato –  la sapidità che ha in corpo è una dote certa da tener cara per il futuro.

LE CECCHE – BAROLO SORANO 2013

Incertezza aromatiche sentenziano di un naso poco focalizzato, ma è la buona attitudine verso le sfumature a prevalere e a tradursi in uno sviluppo fresco, arioso, sapido e proporzionato. Però!!

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Crediti fotografici: interni da Nebbiolo Prima; vigneti di Serralunga, con la collina Falletto in primo piano, il paese di Serralunga sullo sfondo.

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