Con quella faccia un po’ così… Barbaresco 2014. Prima parte: Barbaresco di Barbaresco

Di • 14 Giu 2017 • Rubrica: diVini, Il vino in dettaglio
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martinenga_panoramaSe le conseguenze di una annata acida e piovosa, nei vini rossi, possono facilmente tradursi in un deficit strutturale, in profili “smilzi” e in una certa rugosità tannica, dobbiamo ammettere che la tipologia dei Barbaresco, in particolare, ha saputo ben districarsi fra le maglie dell’incompiutezza grazie all’esaltazione di talune doti seduttive, insite nel proprio dna, che di nome fanno snellezza, freschezza ed ariosità aromatica (più che gustativa). Doti le quali, quando hanno avuto la fortuna di intercettare le giuste proporzioni e una densità di materia quantomeno bilanciata, hanno sortito effetti benefici sia sui vini che sul coinvolgimento emotivo del bevitore.

E infatti penso proprio che saranno la grazia, la snella profilatura e l’eleganza sottile delle etichette migliori della specie a risultare maledettamente utili al cospetto della tavola imbandita, quando la beva troverà ulteriori alleati nel calore alcolico mitigato, nel pungolo acido e nel grado di contrasto. E se la struttura light , in grado solo raramente di accogliere un’architettura tannica profonda e matura, non porterà forse giovamento nel medio/lungo periodo, potremo goderci da qui al futuro prossimo l’agilità e la spigliatezza dei Barbaresco ’14 senza chiederci troppi perché e con tutta la gioiosa istintualità del caso.

Ché poi è inutile nascondercelo: “con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così” ‘sti Barbaresco mi stanno di un simpatico, ma di un simpatico….

ZONA BARBARESCO

CASCINA DELLE ROSE – BARBARESCO RIO SORDO 2014

Carezzevole e confidenziale, è un soffio di rinfrescante bellezza. Elegantissimo, sfumato, infiltrante e sottile: impossibile resistergli. Naturalezza a mille.

CASCINA DELLE ROSE – BARBARESCO TRE STELLE 2014

Sia pur meno “librato” e arioso del Rio Sordo, gli umori terrosi non ne disperdono la rotta, orientata su finezza, bevibilità e trasparenza espressiva. Mano artigiana, stile tradizionale.

BRUNO GIACOSA – BARBARESCO 2014

Affusolatissimo, acidità in resta, è al naso che sprigiona tutto il suo fascino e tutta la sua “capacità di racconto”. Mentre è una trama gustativa affilata e garbatamente nervosa a ribadire con minuziosa perizia le doti salienti di un’annata particolare.

SAN BIAGIO – BARBARESCO MONTERSINO 2014

Note mineral-ferrose ravvivano profumi che ancora giocano a nascondersi. Stile classico qui, dove una trama parzialmente ingessata nella dinamica lascia comunque voce alla droiture e alla tonicità.

BEL COLLE – BARBARESCO 2014

Sensazione fruttata in evidenza, ma ben contenuta. Succoso, nitido, dalla chiusura lineare e piacevole, non mostra una lunghezza e una complessità superiori ma si fa apprezzare per garbo e modulazione nei toni.

MASSERIA – BARBARESCO 2014

Alla sostanziale tonicità di un quadro aromatico poco espresso, annunciato da una leggera stria di cenere, risponde una bocca segaligna ed essenziale, la cui veemenza tannica toglie respiro al finale, e con il respiro la persistenza.

CERETTO – BARBARESCO ASILI 2014

Un buon timbro silvestre-mentolato instilla eleganza nel comparto dei profumi, sostenuto da un bell’alito di freschezza. Il sorso è lungo, calibrato negli accenti, in grado di spingere adeguatamente mantenendo salde le proporzioni e compatta la trama. Conclamata la forza espressiva.

LUIGI GIORDANO – BARBARESCO MONTESTEFANO 2014

Il respiro della classicità ci fa apprezzare melodia e dettagli. E’ seducente, sia pur largo di trama e rilassato nella dinamica. Grazie alla spontaneità, però, sopporterai di buon grado il pizzico di vegetale in sopravanzo e certe screziature aromatiche meno risolte.

MARCHESI DI BAROLO – BARBARESCO 2014

Sentori tropicali annunciano una manifattura smaliziata quanto inappuntabile, per un vino che si sviluppa soprattutto in larghezza sdilinquendosi in un abbraccio avvolgente e garbato, anche se non troppo profondo. In evidenza la dolcezza, in subordine la reattività.

PRUNOTTO  – BARBARESCO BRIC TUROT 2014

Colore d’ordinanza (bello!) e finissimo corredo aromatico, giocato in filigrana su sentori floreali, agrumati e speziati. Davvero irresistibile al gusto: invitante, arioso, dettagliato, puro. Che buono!

CASTELLO DI VERDUNO – BARBARESCO 2014

La vitalità aromatica annuncia un sapore succoso e ben direzionato. Non proprio un mostro di incisività, a dire il vero, ma si muove con coordinazione, supportato da una dote di frutto bilanciata e dal dono dell’equilibrio.

SOCRE’ – BARBARESCO 2014

Un’evidenza finanche esibita di caramella al lampone apre ad un gusto accomodante, con una punta di dolcezza in esubero, lì dove frutto e morbidezza stanno di casa e non sembrano preludere a chissà quali approdi di complessità.

CASCINA MORASSINO – BARBARESCO OVELLO 2014

Colore saldo, profumi “da farsi”, freschezza. Qui il contributo alcolico si sente, anche se non ferisce, ma discreta hai l’ampiezza, apprezzabile il grado di contrasto. Certo il tannino “aguzzo” contrae un po’ troppo quel finale.

BOFFA CARLO  – BARBARESCO PAJE’ 2014

L’impianto aromatico di matrice mineral-terrosa contempla freschi riflessi balsamici, ed è un bene. Di poche moine, la mancanza di ciccia non gli impedisce di far emergere un brillio sapido. E se il tannino mostra spigoli irriverenti, l’indole austera depone a favore di caratterizzazione.

CASCINA LUISIN – BARBARESCO RABAJA’ 2014

Bei profumi, intrigante umore di sottobosco, propensione verso le sfumature. Tono e saldezza non mancano, così come un certo grado di (irriducibile) rigidezza. Infatti, con il tannino ancora da fondersi, le contrazioni sono dietro l’angolo.

CORTESE GIUSEPPE – BARBARESCO RABAJA’ 2014

Profondità, articolazione, sinuosità e purezza. E’ proprio una bella caratterizzazione questa qua, ciò che si sviluppa lungo un sorso dinamico, succoso, rinfrescante, che conferma il Rabajà di Cortese ai massimi livelli nell’ambito della tipologia e dell’annata.

PODERI COLLA – BARBARESCO RONCAGLIE 2014

Buona freschezza, corroborata da intriganti risvolti di erbe aromatiche. E’ succoso, dritto, spedito, solo affilato nella chiosa, dove la montata tannica “stringe” un po’ la carreggiata e chiede tempo per distendersi.

ALBINO ROCCA – BARBARESCO RONCHI 2014

E’ una sensazione di compassata rilassatezza a pervadere (piacevolmente) lo spettro dei profumi. In piena coerenza, al gusto si allarga più che tendersi. Certamente accogliente, certamente misurato nei toni, appare semmai come in debito di grip e di reattività.

LA BIOCABARBARESCO RONCHI 2014

Uno dei pochi casi in cui il timbro boisé e l’impronta della “confezione” marcano notevolmente le trame, perlomeno in questa fase evolutiva. In bocca è avvolgente ma monocorde, con rilievi di chewingum alla liquirizia. Il dettaglio non è il suo forte.

Incontri ed assaggi effettuati nell’ambito della kermesse Nebbiolo Prima- Grandi Langhe nel mese di aprile 2017. Ringraziare l’organizzazione è un obbligo morale, non una formalità.

 

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