Gianni Brunelli a Montalcino. Per amore, solo per amore

Di • 9 Ago 2017 • Rubrica: In copertina
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Ingresso PodernovoneA questa storia manca un pezzo: non ho conosciuto infatti Gianni Brunelli. Non come avrei voluto, perlomeno. A ripensarci, una circostanza da annoverare fra gli errori dello spirito. A Montalcino se lo ricordano bene, se lo ricordano tutti. Una commistione esplosiva di idealità e determinazione, per quel che suol dirsi un uomo vitale, schietto, “dialettico”. E una bella storia la sua, pur nella drammaticità di alcuni passaggi, una storia che altamente onora la terra dove è nato e in cui i suoi avi hanno lavorato come contadini.

Ed è stato proprio per raccordare il vecchio al nuovo, e rendere il giusto tributo ad un affetto, che nel 1987 Gianni decise di riscattare la proprietà in cui aveva lavorato il padre, alle Chiuse di Sotto, in zona Canalicchio, per avviare un’attività agricola in proprio. Un paio di ettari a vigna, poi l’oliveto. Nella testa un’idea di “fattoria aperta”, che non si facesse mancare orti, erbe e animali per alimentare di “autoctonie” Le Logge, l’osteria da lui fondata a Siena dieci anni prima e divenuta nel frattempo uno dei punti di ritrovo ludici e pagani più importanti della città, crocevia ideale per studenti, professori, intellettuali, operai e artisti, governata dalla verace esuberanza di Gianni, qui coadiuvato in tutto e per tutto dall’amore di una vita, Maria Laura Vacca.

Non contento, qualche anno più tardi acquisisce un pezzo di terra più grande al Podernovone, sul fronte orientale dello scacchiere vitato ilcinese, appartenente al versante di Sant’Antimo. Più solare, luminosa e meglio esposta rispetto alle Chiuse, si è rivelata la culla ideale per vini corposi, fruttati e generosi, provvidenziale compendio per le uve provenienti dalle giaciture più fresche del Canalicchio.

Maria Laura, Adriano Brunelli, Olmo

Maria Laura, Adriano Brunelli, Olmo

L’inattesa morte di Gianni Brunelli, avvenuta nel 2008, avrebbe potuto provocare una comprensibile lacerazione, quando non una definitiva cesura, nelle maglie di questo progetto composito e virtuoso. Se non fosse per Maria Laura, che a questo punto decide di prendere in mano l’ambaradan per tramutarsi in una autentica donna del vino. Nel ricordo e nel rispetto di quello che fu un amore assoluto lungo tutta una vita, curiosità, tenacia e passione si sono strette attorno all’impegno di dover imparare un mestiere, contribuendo a forgiare in lei un carattere ancora più deciso (la discendenza sarda, d’altronde, non è acqua!), scopertosi quanto mai esigente in fatto di gestione agronomica e cantiniera.

Grazie all’aiuto di qualche amico, in primis di Adriano Brunelli, cugino di Gianni, forgiato dalla lunga esperienza lavorativa svolta presso la Poderina, altra cantina di Montalcino, Maria Laura è riuscita ad incanalare brillantemente e nel verso giusto il percorso già avviato, soprattutto in termini di continuità e messa a fuoco stilistica, e al contempo ha potuto dedicarsi anima e corpo all’azienda agricola lasciando ai fedeli collaboratori di sempre gli ingranaggi ben oliati dell’Osteria Le Logge.

La natura ha risposto e sta rispondendo da par suo alle sollecitazioni nuove. Probabilmente percependone l’amore sotteso. Al Podernovone, divenuto casa e cantina, si respira una bella aria. Gli spazi e la luce che ci sono lì ripagano delle fatiche anche agli occhi di un semplice viandante enofilo. Dai dettagli traspaiono nitore, pulizia, precisione, senza che questi si traducano in chirurgia estetica. D’altro canto Rosso, Brunello e Brunello Riserva costituiscono una triade di valori sempre più convincenti nel fittissimo panorama enoico montalcinese, e questo non per una casualità.

Con gli anni e l’accresciuta consapevolezza i vini hanno disperso un po’ di veracità acquistando in definizione, per traguardare una idea più manifesta di eleganza in cui la dimensione fruttata, marchio della casa, è in grado oggi di arricchirsi di nuance balsamiche e agrumate e dove la dolcezza del frutto è capace di bilanciare efficacemente l’energia tannica. Sì, sono nati di già dei vini importanti in casa Brunelli. Nel frattempo, quel giorno, assieme a Maria Laura e ad Adriano abbiamo subodorato il futuro fra botti e vasche. E il futuro sapeva di buono.

I VINI DI UN GIORNO

Notucole in avanscoperta: in casa Brunelli si è soliti procedere a vendemmie e a vinificazioni parcellari per quanto riguarda il sangiovese che confluirà nel Rosso e nel Brunello. Oltre che dalle due giaciture de Le Chiuse e Podernovone, all’interno di quest’ultima si distinguono solitamente gli appezzamenti Oliva e Olmo. Al termine del percorso, i contributi provenienti dai vari appezzamenti e dalle varie giaciture confluiranno nel blend definitivo, in proporzioni diverse in ragione dell’annata. Infine, con gli acronimi cb e cv intendiamo rispettivamente campioni da botte e campioni da vasca.

ANNATA 2016

Podernovone Vigna OlivaAtto a divenire Brunello di Montalcino 2016 (da Vigna Oliva, zona Podernovone, cv)

Rigoglio fruttato di amarene e piccoli frutti, commento floreale a stemperare, grande naturalezza espressiva. Di una pienezza turgida e seducente, dal passo morbido ed accomodante.

Atto a divenire Brunello di Montalcino 2016 (da Vigna Olmo, zona Podernovone, cv)

Decisamente più accessoriato in termini di struttura e tannini, è una ricchezza soda la sua, solcata dagli umori dei frutti scuri e dei balsami: guarda dritto al futuro.

Atto a divenire Brunello di Montalcino 2016 (zona Le Chiuse di Sotto, cv)

Fondato su una viva tensione e su un registro balsamico-minerale, appare ben caratterizzato negli umori, solo nel finale si ferma un po’, ma la profilatura “sente” la buona corrente acida.

ANNATA 2015

Podernovone_vigna OlmoAtto a divenire Brunello di Montalcino 2015 (zona Le Chiuse di Sotto, cb)

Vino da ascolto attento, i cui risvolti officinali fanno pensare a qualcosa di evoluto, ingannandoti. In realtà è capace di giocare in sottigliezza sfoderando una tensione modulata e senza strappi e una sapidità che annuncia e dichiara profondità.

Atto a divenire Brunello di Montalcino 2015 (Vigna Oliva, zona Podernovone, cb)

Ricco e voluttuoso, e per questo molto simile al 2016 proveniente dal medesimo appezzamento.

Atto a divenire Brunello di Montalcino 2015 (da Vigna Olmo, zona Podernovone, cb)

Compassato, signorile, altezzoso. Di scheletro sapido-minerale, è austero, personale, dritto, senza lordure.

ANNATA 2014

gianni-brunelli_-vigne-podernovone_1Brunello di Montalcino 2014 (blend definitivo, cv)

Arioso, dall’imprinting floreal-speziato, più esile e spedito degli altri, con un pizzico di complessità in meno, è figlio legittimo dell’annata sua e si lascia ben bere.

ANNATA 2013

Brunello di Montalcino 2013 (blend definitivo, imbottigliamento giugno 2017)

Brillante, dritto e succoso, freschezza acida e rispetto delle proporzioni ne nobilitano tono e portamento. Davvero distintivo.

Brunello di Montalcino Riserva 2013 (blend definitivo, cb)

Bel commento fruttato, lì dove saldezza e stato evolutivo lo fanno apparire più indietro rispetto al 2013. Carnosità e spessore lo rendono molto interessante in prospettiva.

brunello_etiANNATA 2012

Brunello di Montalcino 2012 (in commercio)

Distensione, frutto, fragranza. La morbidezza del tratto, se non fa proprie le ragioni di una piena reattività, accoglie quelle di una rilassatezza buona, capace di conservare -e preservare- garbo ed ariosità.

 

 

Az Agr Gianni Brunelli Le Chiuse di Sotto – Loc. Podernovone – 53024 Montalcino (SI) – gianni.brunelli@giannibrunelli.it

Fotogallery ( la foto di Gianni Brunelli è stata tratta dal sito aziendale)

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