Locanda La Luna a Tirli (Gr): dove la cucina maremmana diventa poesia

Di • 9 Ago 2017 • Rubrica: diLuoghi, Mangiare bere uomo donna
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file_0031La Maremma, una di quelle rare terre pulsanti di piccoli paesi in cui il tempo non “sembra essersi fermato” ma “si è fermato realmente”, ignorando il caos della modernità e la necessità di andare sempre di corsa, con la certezza di perdersi così la gioia di un respiro lento e rigeneratore. Tra questi c’è Tirli, grazioso borgo nel comune di Castiglione della Pescaia, a 400 metri di altitudine, che in estate diventa un fresco rifugio per chi intenda fuggire dalla calura e dalla confusione della costa.

Terra di carni quella di Tirli, soprattutto di cinghiale, re della gastronomia maremmana. Per assaggiarlo in più versioni, ben fatte e gustose, La Luna è ciò che più mi sento di consigliare: ristorante ma anche locanda, attivo da oltre 20 anni e posto in un casolare del ‘700 a pochi passi dalla piazza principale del paese. Qui roccia, legno e sapienza si fondono insieme ad una cucina dai sapori veraci, decisi e anche creativi, così da non annoiare mai. L’ambiente è un mix di rustico e moderno, che dà vita ad un ristorante chfile_0021e vuole omaggiare sì il passato, ma con un occhio sempre verso futuro. Ai fornelli c’è Emilio Signori, cuoco e titolare, che regala agli ospiti una cucina di territorio dove il paniere si riempie di chicche che in queste terre nascono o vengono trasformate, come salumi, cacciagione, formaggi ed erbe. La sua mano è delicata, anche quando si tratta di preparazioni ben lontane, per indole, dai lidi dell’eleganza: Emilio sa bene, infatti, come trattare piatti piuttosto rustici, trasformandoli in pietanze ammalianti.

Tra le ricette cult i pici al colombaccio, dove la pasta (fatta in casa) di ottima fattura, ruvida e ben tirata come tradizione maremmana richiede, ed il sugo, unafile_001 crema che si amalgama perfettamente con il resto, sono gli ingredienti di un piatto che, nonostante l’apparenza, risulta elegante grazie anche all’aromaticità conferita dalla salvia.

Poi c’è il cinghiale, proposto ad esempio in carpaccio, marinato da Emilio per almeno 21 giorni per poi essere presentato su di un letto di rucola ed aceto balsamico e, adesso che è stagione, con delle praline di melone. Al palato la carne si presenta perfetta, capace di regalare il meglio del cinghiale, per un boccone selvatico ma elegante, persistente e non invasivo. A mio avviso ancora più perfetto sarebbe servire il carpaccio in solitaria e far innamorare gli ospiti della materia prima e di una marinatura che non teme rivali.

file_002In carta c’è anche uno dei piatti che solo in Maremma, quella grossetana, si può scovare, ovvero l’acquacotta, una zuppa di pane e verdure che a La Luna viene proposta in una nuova veste, ovvero più liquida rispetto a quella tradizionale, servita con una cialda di pane locale.

Sempre per restare in tema “cinghiale”, ottimo quello con le mele, cucinato in bianco per esaltare al meglio il sapore della carne, qui stemperata dalla frutta, sì da regalare una lieve sferzata di dolcezza ed acidità.

Le patate fritte sono una delizia, fresche, tagliate a mano e cucinate con la loro buccia, un godimento per il palato e per lo spirito di chi di per questo piatto va matto. Tra le altre proposte, quelle che hanno fatto conoscere La Luna, incontriamo i tortelli di ricotta fatti a mano al fagiano, che a volte sposano altri condimenti come il ragù bianco e confit di pomodori, le pappardelle casalinghe al cinghiale, il piccione ripieno delle sue interiora e lo stinco di maiale al ristretto di Morellino. Le porzioni, soprattutto dei secondi, sono generose, cfile_004ome lo è Emilio anche nel proporre i suoi vini in carta, dal ricarico basso ed invitante. La cantina offre un bell’excursus sulla Maremma e sulla Toscana in generale impreziosito da alcune vecchie annate.

Ho annaffiato la mia cena con il Morellino di Scansano Docg 2016 di Roccapesta, un gran bel bere, il cui naso leggermente speziato si inebria di frutti rossi maturi e ciliegia sotto spirito e la cui bocca avvolgente e sostanziosa, di ampio respiro, è capace di far innamorare al primo assaggio anche i più accaniti detrattori di questa tipologia.

Locanda la Luna
Via del Podere 8 – 58040 Tirli (Gr)
Telefono: 0564 945854

altre immagini (foto dell’autrice)

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