Valle Isarco focus. Profondo bianco. Pacherhof, come acqua di roccia

Di • 28 Mar 2018 • Rubrica: Prima pagina
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20171009_172422Ci troviamo nel cuore della Valle Isarco, della Valle Isarco classica, quella dominata dall’emblematica presenza dell’Abbazia di Novacella, da cui tutto qui sembra discendere. Un cuore che batte a nord, peraltro, se è vero come è vero che ci troviamo nell’appendice vitata più settentrionale d’Italia. E’ una frontiera insomma, e te ne accorgi per come quella conca ampia e luminosa ti consente di guardare oltre, dove oltre significa montagne, montagne ovunque, montagne vere.

20171009_170251-copiaFortunatamente c’è luce, tanta luce, provvidenziale per bilanciare le sensibili escursioni termiche di un microclima dal carattere alpino e per portare a maturazione le varietà a bacca bianca che stanno facendo la storia della Valle: sylvaner, grüner veltliner, müller thurgau, riesling, kerner unite ad un pizzico di pinot grigio e di gewürz. Una cosa è certa: il clima speciale, unito alla singolarità del substrato geologico che vi insiste, commistione di scisti quarziferi, gneiss, graniti e ardesie di origine morenica, è il principale responsabile della fisionomia assunta da quei vini. Se c’è un aspetto poi che colpisce al cuore del discorso è che un vino proveniente dalla conca di Bressanone lo riconosci a istinto per “come si muove”, per la silhouette affusolata, il rispetto delle proporzioni, l’attitudine al dettaglio e la verticalità del tratto gustativo. No, non puoi rintracciare similitudini altrove. E questa, insieme ai suoli e al clima, è una preziosissima specificità.

20171009_170147-copiaBene, proprio sopra l’Abbazia, lì dove le balze vitate si inerpicano ordinatamente ma decisamente fin sugli 800 metri, c’è il maso Pacherhof, il posto giusto per comprendere appieno di potenzialità e privilegi. La storia vecchia e nuova del maso Pacherhof e della sua gente, infatti, si illumina di una speciale coerenza dove primogeniture, pregresso ed intendimenti stilistici vanno a saldarsi in una ineluttabile “visione armonica” del tutto. In fondo, se ripensi a quella storia, non poteva che andare così.

In un maso fra i più antichi della valle, addirittura coevo all’Abbazia di Novacella (1140 dc o giù di lì), le discendenze Pacher si incrociano con quelle dell’antica famiglia Huber nella seconda metà dell’Ottocento. Da qui prende slancio e vigore la vitivinicoltura all’interno della proprietà, e ciò grazie al talento di ricercatore ed ampelografo ante-litteram di Joseph Huber, di colui cioé che portò il sylvaner e il kerner in queste terre. Con il sylvaner che andrà poi a costituire le fondamenta del “nuovo” vigneto isarcense, e con il kerner che molto tempo dopo verrà prepotentemente riscoperto per diventare il portavoce di maggiore appeal commerciale nell’ambito del territorio.

20171009_173349Ecco, la quadratura di un cerchio fatto di intuizioni, ricerca, tradizioni e slanci in avanti trova piena concretizzazione nell’attuale proposta curata da Andreas Huber, pronipote di Joseph, perché mai come in questo caso ti verrà spontaneo parlare di purezza e di archetipi. Il cromatismo lunare e cristallino che è solito introdurre ai bianchi della casa annuncia un disegno quintessenziale ed interiorizzato, dalle cui intimità emerge un’espressività spontanea e come “liberata” dagli orpelli, con un’acidità viva e fruttata a fare da pungolo e un’incredibile profondità minerale a caratterizzarne la trama, una trama che sembra nata apposta per corrispondere agilità e snellezza. Un incantesimo di nudità, ecco cosa sono quei vini.

20171009_175227E sì che c’è stato un momento in cui pareva avessero accolto sollecitazioni stilistiche più orientate verso l’estrazione e la rotondità di forme, alla ricerca di una intensa piacevolezza a tinte forti ma anche più conciliante. E’ stato un barlume, un passaggio di tempo: oggi, da nove ettari di vigneto, i conseguimenti nuovi ci parlano il linguaggio dell’autenticità. Nel dolce sguardo di Andreas, nella placida e tranquilla sua disponibilità di uomo e di vignaiolo, vi scorgi il talento purissimo di vinificatore. Da un paio di anni coadiuvato dalla sorella Katharina per quanto riguarda gli aspetti dell’accoglienza e delle pubbliche relazioni, i due formano davvero una bella coppia. Il maso Pacherhof poi è un maso vivo, il cui ristorante e il cui hotel rappresentano approdi gettonatissimi in zona, per i turisti e per la gente del posto, molto adatti per godere del clima e dello spirito dei luoghi.

20171009_172457Insomma, all’interno di una “macchina da guerra” in cui tentano di coesistere senza frizioni attività agricola, produzione vinicola, accoglienza e ristorazione, ecco scoccare la scintilla di un piccolo cortocircuito emozionale: da una parte la convivialità, la sbicchierata fra amici, il suono di una fisarmonica a scandire i tempi di un ritrovo ludico e pagano fatto per la gente e mutuato da un’idea semplice di socialità, dall’altra l’armonia silente e sussurrata di quei vini puri, che ci consente di scoprire l’oltre sotto la scorza dell’esteriorità. Ed è un bel sentire.

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I VINI DI UN GIORNO

sylvanerValle Isarco Sylvaner 2016

Fresco, vibrante, ricamato, è una finta-timidezza a sconfinare nel fascino sottile, un fascino tutto giocato in filigrana, fatto di premure, sottotraccia, ariosità.

gruenerveltinerValle Isarco Grüner Veltliner 2016

Minerale, ossuto, elettrico, di grande naturalezza e spontaneità, l’acidità è viva, il sorso bello, impettito, stimolante.

muellerthurgauValle Isarco Müller Thurgau 2016

Sentori riconducibili ad un Sauvignon dettano le cadenze aromatiche ad un bicchiere goloso, più intenso che sfumato, apprezzabile però per profilatura, garbo e proporzioni, e per questo a suo modo affascinante.

kernerValle Isarco Kerner 2016

Grip e brillantezza, acidità viperina e un filo di grassezza legata agli zuccheri residui. Sia pur nell’intensità del quadro non difetta di contrasto e di reattività, e per un Kerner hai detto tutto.

rieslingValle Isarco Riesling 2016

Succoso, elegantissimo, puro. In perfetto equilibrio e solo apparentemente rarefatto, danza sulle punte grondando freschezza tanto da farti salivare. Il sale spinge la beva oltre i confini dell’inenarrabile, e tu ti fai trasportare senza sforzo.

pinotgrigioValle Isarco Pinot Grigio 2016

Intenso bouquet di mela e menta ad alimentare un sentimento d’altura, silvestre, fresco, puro, magnetico, ai massimi livelli di espressività. Difficile fare di meglio con questo vitigno!

gewuerztraminer-01Valle Isarco Gewürztraminer 2016

Intenso, grintoso, un po’ “ramato” ai profumi,  la fibrosità del tratto gli rende una allure meno sfumata rispetto agli altri vini della gamma, e non potrebbe essere diversamente. Per la prima volta percepisci la zavorra dell’alcol, sensazione generalmente assente nei vini “aerei” di casa Pacherhof.

20171009_171018Valle Isarco Sylvaner Alte Reben 2016

Limpida suggestione di erbe, menta e clorofilla, assume movenze elegantissime; è compassato, ampio, signorile nel portamento e nella espressività. E ha il futuro dalla sua parte.

Fotogallery (contributi dell’autore):

 

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