Sky Wine 2018: Terracina rinnova il successo della kermesse cult del territorio Pontino

Di • 2 Mag 2018 • Rubrica: diVini, Il vino in dettaglio
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Si rinnova il successo della manifestazione che ormai da 13 edizioni esporta sul territorio il connubio tra cultura enologica e cultura storica dell’Agro Pontino, evolvendosi sempre al meglio, coinvolgendo sempre più partner e produttori anche da altri territori, ma soprattutto coinvolgendo sempre più appassionati che, anche quest’anno, si sono goduti la bontà dei prodotti del territorio in un contesto scenografico a dir poco emozionante.

Lo Sky Wine 2018 si è dunque svolto sabato 28 e domenica 29 aprile per la seconda volta nella splendida cornice del centro storico di Terracina, dipanando il suo percorso enogastronomico attraverso tre location ad alto tasso di interesse storico: il Palazzo della Bonificazione (1780), la Loggia del Palazzo Comunale e la medievale Casa-Torre degli Acso (XII secolo da Gregorius de Acso suo proprietario nel 1283). In questo suggestivo itinerario, con vista sul Golfo di Terracina, le varietà e gli stili enoici del territorio pontino hanno incrociato le eccellenze del food locale, confrontandosi anche con realtà e culture vitivinicole provenienti da territori extra-regionali e offrendo agli ospiti un ampio e stimolante ventaglio di emozioni sensoriali. Oltre ai banchi d’assaggio, gli oltre 2000 visitatori hanno potuto seguire degustazioni guidate, Wine Show e Coocking Class, guidate dai protagonisti del settore, fra produttori, scrittori, sommelier, chef ed esperti enogastronomici. Nel ricco programma di appuntamenti, grande successo ha registrato infatti il Salotto Enogastronomico, dove Marco Pannozzo, considerato ormai l’Ambasciatore del Gusto Pontino, ha promosso, in abbinamento ai vini in rassegna, i migliori prodotti locali, come: la fragola favetta di Terracina, lo zafferano di Campo Soriano, il peperone Dop di Pontecorvo, i prodotti caseari della zona, il pescato locale e tanto altro.

Oltre a tutto questo, proprio incastonato fra i due piani dedicati alle degustazioni nel Palazzo della Bonificazione, tutti i partecipanti hanno avuto libero accesso al Museo Archeologico della città posto al secondo piano, dove, con il calice in mano, ci si è immersi per qualche minuto nella storia della Roma antica grazie ai numerosi reperti qui ottimamente conservati. E’ questo un vanto e un marchio di fabbrica dell’organizzazione curata da Gradazione 13 Events e Wine & Food Promotion: l’indissolubile relazione sinergica fra i prodotti enogastronomici di un territorio e la sua storia, che immancabilmente lascia la sua impronta in tutto ciò che esso produce.

Non meno importante e socialmente lodevole, in collaborazione con la Polizia Stradale, la campagna di sensibilizzazione #chiguidanonbeve (a cura dell’Ass.ne Familiari e Vittime della Strada) che, nella Piazza Comunale, ha reso disponibili test alcolici e approfondimenti sull’utilizzo dell’etilometro.

Cosa mi porto da questo piacevolissimo tour? Certamente l’atmosfera frizzante generata dai tanti appassionati visitatori, visibilmente interessati ai racconti dei produttori, colpiti dal fascino della storia in cui si muovevano e intrigati dal panorama che regalava ogni finestra, loggia o terrazza in cui era ambientata la manifestazione. Io ero uno di loro. Poi senza dubbio alcuni aromi e sapori che il vino del territorio pontino, ma non solo, mi ha saputo regalare: come l’inossidabile e protagonista Moscato di Terracina, magistralmente interpretato dalla Cantina Sant’Andrea con il suo blasonato Oppidum nella versione secca e con il passito Capitolium, oppure lo schietto Bellone, variegatamente realizzato da Marco Carpineti e ottimamente realizzato anche dalla Cantina Santa Maria con lo Strada del Passo; ma anche il fragrante Petit Manseng che Casale del Giglio propone sempre con personalità, o la morbida Malvasia Puntinata di Pietra Pinta, per poi uscire dal territorio e incontrare due ottime bollicine prodotte con metodo classico dall’Azienda Agricola Manuelina, nell’Oltrepò Pavese, da uve pinot noir in purezza e peculiarmente etichettate con il numero di parcella delle vigne utilizzate: il graffiante 137 Brut e il corposo 145 Brut Rosé. Sono però certo di fare torto a qualche bravo produttore nel non citarli tutti, come: Villa Gianna, Tenuta delle Ginestre, Di Marzio, Casa Divina Provvidenza, Schiavella e tanti altri … fino a Berta, con i suoi ottimi liquori e distillati, fra cui un’intrigante Acqua di Rose.

gli-organizzatoriNella giornata di lunedì 30 aprile, la manifestazione pubblica ha poi lasciato il posto ad una sessione dedicata a produttori ed operatori del settore risto-alberghiero, con la collaborazione di Confcommercio Lazio sud, per un approfondimento e un confronto professionale che come sempre funge da motore alla crescita di tutto il movimento.

I commenti di Giuseppe di Benedetto (Gradazione 13 Events), sono ovviamente positivi e propositivi: “Sono i nostri produttori la chiave di volta nella costruzione della reputazione della rassegna enologica e con loro punteremo sempre di più a comunicare un territorio unito, collaborativo e dinamico che produce qualità” e ancora “Dopo anni di lavoro per la valorizzazione del patrimonio enologico possiamo affermare che la qualità delle aziende è cresciuta in maniera costante ed esponenziale in tutti i territori”.

Prossimo appuntamento dell’itinerante rassegna Sky Wine è a Maenza il 28 e 29 luglio con il tema dei Bianchi & Bollicine.

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