Brunello di Montalcino Riserva 2012. A bocce ferme (impressioni d’estate)

Di • 27 Giu 2018 • Rubrica: diVini, Il vino in dettaglio
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logo-brunelloSe ne è fatto un bel discutere. Sì, di una annata come la 2012. Che a Montalcino, così come nella Toscana in genere, ha avuto quale elemento caratterizzante la lunga estate calda ma che, nonostante questo, ha strappato la massima valutazione (5 stelle) da parte della commissione d’assaggio all’uopo istituita dal locale consorzio di tutela, un traguardo il quale, assieme alla presumibile consapevolezza di aver portato in cantina uve “sane e giuste”, ha stimolato buona parte dei produttori a cimentarsi con la tipologia Brunello Riserva.

Ora, siccome le cose riguardanti la vendemmia 2012 ce le siamo già dette QUI, e fra le cose che ci siamo detti non mancavano le ombre, aldilà della luce che per lunghi tratti ha segnato l’andamento stagionale, ecco che avere l’opportunità di riflettere a bocce ferme sui Brunello Riserva 2012 è roba da prendersi al volo, supportati da un’idea d’insieme già delineatasi nel corso dei precedenti momenti di assaggio riguardanti i Brunello “annata”. Una trentina le referenze in gioco fra Riserva e selezioni di vigna, a decretare un panorama certamente non esaustivo ma quanto meno indicativo al fine di poter valutare come stanno muovendosi questi vini, ambiziosi per definizione.

20180411_151710_resizedAncora una volta – e a Montalcino succede con implacabile regolarità – sono le firme a fare la differenza e a stabilire scale di valori. A fronte poi di una fisionomia generalmente molto gradevole, portata all’equilibrio e quindi alla versatilità, ecco una dotazione tannica che non sembra discendere da una annata così importante come la si vorrebbe dipingere.  Sul finale di bocca non di rado assistiamo ad un “restringimento di carreggiata”, anziché ad una diffusione in ampiezza, e non mancano cenni più evoluti, avvisaglie dalle quali dedurre che non si tratterà magari di vini a lunga o a lunghissima gittata temporale. Ovviamente, fatte salve le debite eccezioni, a cui Montalcino ci ha da tempo abituati. In questa carrellata, per esempio, 3 o 4 referenze coi controfiocchi, capaci di illuminare a giorno la strada (peraltro tutta in discesa) della celebre denominazione toscana.

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I VINI DI UN GIORNO

siro-pacentiSIRO PACENTI – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA PS 2012

Impronta “attualizzata”  –  a partire da un rubino piuttosto acceso – per un vino che non rinuncia a dispensare classiche accentature di saggina e alloro sotto l’egida di un timbro tostato comunque ben integrato. Coesione, forza e tonicità stanno di casa. Più affilato, stretto e allappante il finale, segnato da tannini incisivi.

la-fioritaLA FIORITA – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2012

Di impatto aromatico pimpante e fin troppo giovanile, con il lascito del rovere che non contribuisce all’equilibrio e alla spontaneità, il sapore acquisisce troppo in fretta una chiosa amaricante e liquiriziosa.

il-poggioneIL POGGIONE – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA PAGANELLI 2012

Di buona fermezza e al contempo di invitante ariosità aromatica, è preciso negli assetti, levigato nelle forme, a suo modo inappuntabile. Manca il brivido emozionale, manca lo scarto caratteriale, ma le fondamenta sono sanissime.

talentiTALENTI – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA PIAN DI CONTE 2012

Fra i vini da non mancare, Pian di Conte mette sul piatto dei ragionamenti una freschezza, uno slancio, una tempra minerale e una dolcezza naturale di frutto tali da far la differenza. Flessuoso e suadente, di una pienezza buona e senza ridondanze, è un sorso vitale che sa di futuro.

collelcetoCOLLELCETO – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2012

Stimolante a partire dalle rifrangenze cromatiche, non gioca sulla prestanza fisica o sulla eloquenza strutturale, ma su flessuosità e sfaccettature. Più leggero di altri, quasi sottopeso, non lo accosti allo spessore di un “Brunellone” ma lo accosterai volentieri alla tavola, ché si beve da dio, nonostante l’ossigenazione tenda ad attutirne l’iniziale spigliatezza per lasciare emergere una punta di rovere ancora in assorbimento.

castelgiocondo-logoCASTELGIOCONDO – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA RIPE AL CONVENTO 2012

Il colore visibilmente acceso, con le note tostate di un rovere in avanscoperta, ispirano una confezione smaliziata la quale, da un lato, garantisce tono, integrità e freschezza alle trame, dall’altro tende inevitabilmente a comprimerne respiro, disegno ed articolazione. Insomma, non fa mistero del suo “imprinting” stilisticamente internazionale. Con sincerità.

banfiBANFI – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA POGGIO ALLE MURA 2012

A mio modo di vedere sorprendente. Ma non per brillantezza, quanto per lo stile evocato, assai distante da quello palesato fin qui dai vini di Banfi, caratterizzati solitamente da un disegno “moderno” dove frutto e rovere sono in prima linea. In questo caso il temperamento assume i crismi di una aulicità inattesa, per la verità mostrando il fianco all’evoluzione, apparsa troppo evidente. Ma se manca di freschezza, quella cadenza buona, fra dolcezza e sottobosco, sembrerebbe preludere ad un cambio di registro.

val-di-sugaVAL DI SUGA – BRUNELLO DI MONTALCINO VIGNA DEL LAGO 2012

Un vino che ti illude. Appena aperto profondamente balsamico e sensuale, saporito e sfaccettato, sebbene un po’ perentorio nel finale; con l’ossigenazione più ossidativo ed evoluto, ciò che tende parzialmente a sfaldarne la saldezza, indebolendone la reattività.

col-d-orciaCOL D’ORCIA – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA NASTAGIO 2012

Ineccepibile sul piano formale, la precisione esecutiva quasi ne esalta la brillantezza, che regala classicità di accenti e freschezza. Il suo punto di forza? Il senso dell’equilibrio. Il pelo nell’uovo? Più accogliente che reattivo.

castiglion-del-boscoCASTIGLION DEL BOSCO – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 1100 2012

Qualche screziatura aromatica, una certa cupezza, introspezione. L’afflato balsamico e la freschezza, ben leggibili, non trovano l’alleato migliore nella confezione: rovere tostato e sentori di liquirizia tendono a comprimere e a veicolare le trame. Materia buona.

camiglianoCAMIGLIANO – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA GUALTO 2012

I limiti strutturali trovano gratificazione nei riflessi agrumati e nel ritmo gustativo, che annunciano un bel progresso quanto a scioltezza, spontaneità ed ariosità. Insomma, sotto peso ma si lascia ben bere.

val-di-sugaVAL DI SUGA – BRUNELLO RISERVA POGGIO AL GRANCHIO 2012

Dei tre vini proposti da Val di Suga, è quello apparso maggiormente debitore della confezione. Colore accentuato, pienezza un po’ ridondante ma assolute nettezza e pulizia. La tonicità non manca, ma lo vorrei più disinvolto.

val-di-sugaVAL DI SUGA – BRUNELLO DI MONTALCINO VIGNA SPUNTALI 2012

Lo Spuntali più raffinato ed elegante mai incontrato fino ad ora. Incredibile per trasparenza espressiva, profondità, sfumature, portamento, integrità. Davvero fresco e stimolante, si piazza con merito fra i Brunello dell’anno.

palazzoPALAZZO  – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2012

Lì per lì una certa indolenza, e un certo peso in eccesso. Confermati da un quadro aromatico poco “mosso” che lascia intendere un Brunello non del tutto rifinito. Eppure in bocca mostra una continuità inattesa e una determinazione a dir poco salvifica: la trama riacquisisce il giusto peso e il finale riesce persino a confortarci sul piano del tono e dell’integrità.

sestiSESTI – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA PHENOMENA 2012

Trasparenze, “unghia” leggermente aranciata. Bello il risvolto di ruggine e agrume, è tenero, sfaccettato, longilineo, stilisticamente connotato. Fra le maglie non nasconde alcuni cenni più evoluti, che da un lato ne increspano la trama, dall’altro ne svelano un lato più autunnale e malinconico.

fuligniFULIGNI – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2012

Fragrante, arioso, di struttura e densità bilanciate, è un vino concreto, riconoscibile e sincero, dove il rispetto delle proporzioni, la compostezza e la sapidità stanno di casa. Come suol dirsi: in una botte di ferro.

poggio-di-sottoPOGGIO DI SOTTO –  BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2012

Di superiore eleganza e struggente interiorità, fonde qualità del disegno, saldezza strutturale e compiutezza tannica in una trama proporzionata, succosa e futuribile. Non è certo una novità ritrovarlo ai piani alti altissimi del berebene ilcinese, ma per una volta ben vengano le certezze.

Contributi fotografici dell’autore.

Si ringrazia l’amico e collega Ernesto Gentili per l’opportunità offertami, Claudio Corrieri per la location e l’ospitalità, entrambe proverbialmente affettuose.

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