Quintessenz: la “nuova” linea di Cantina Caldaro

Di • 20 Giu 2018 • Rubrica: diVini, Il vino in dettaglio
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quintessenz_linie_2017_webRicevo sempre con piacere gli inviti della Cantina di Caldaro, la cooperativa altoatesina ambasciatrice di un territorio, quello che insiste intorno all’omonimo lago, tra i più belli e vitali dell’arco alpino (www.kellereikaltern.com). A Caldaro, oltre che fare vini buoni (ne ho scritto anche qui), amano mettersi in gioco e non accontentarsi dei (pur prestigiosi) risultati raggiunti. E amano anche comunicarlo, nel modo migliore, con un tour di micro-eventi nelle principali città italiane e mettendoci la faccia simpatica, giovane e competente di Tobias Zingerle (amministratore delegato) e Andrea Moser (enologo).

Ecco allora una nuova degustazione romana organizzata presso Rimessa Roscioli – lo spazio gestito da un brand simbolo delle botteghe di qualità capitoline – con l’obiettivo di presentare una nuova linea di vini.

Cambiare un nome a un vino deve essere stato un passo meditato. Infatti quella che ci è stata sottoposta in valutazione non è una linea nuova, ma sono vini selezionati nel tempo, quelli di maggiore personalità e carattere, che si è deciso di riunire sotto un unico nome altamente evocativo.

La nuova linea è ispirata ai canoni dell’eleganza, della pulizia, dell’essenzialità come poteva chiamarsi se non… Quintessenz. Cinque vini che provengono da piccole parcelle che ormai da anni danno risultati di grande valore e che hanno nomi che in zona vengono pronunciati con rispetto, come San Nicola, San Giuseppe, Pianizza. Sono quindi le uve dei vigneti storici che affacciano direttamente sulle rive del lago, dove trovano spazio la Schiava di Caldaro (Kalterersee Doc) ovviamente, ma anche Pinot Bianco, Sauvignon, Moscato Giallo in versione Passito (ex Serenade) e infine Cabernet Sauvignon.

caldaro-roscioliLa formula è ormai collaudata: degustazione alla cieca in batterie da tre vini, in cui il “campione” di casa si confronta con “colleghi” più blasonati, italiani o stranieri, ottenuti dallo stesso vitigno o comunque inseriti in maniera “pirata” per confondere le acque. Devo dire che il risultato, oltre ad evidenziare efficacemente le caratteristiche del vino di casa Caldaro, è divertente, perché ti porta a ragionare a mente allargata e a capire che essere troppo fermi sulle proprie convinzioni è atteggiamento che non sempre paga.

Veniamo agli assaggi (per brevità riporto le note dei soli vini di Caldaro).

Alto Adige Pinot Bianco DOC Quintessenz 2016
Anche se fermentato in rovere e affinato per 10 mesi in legno grande, non ne porta minimamente traccia. Si presenta al naso molto fresco, con sentori di frutta esotica e note verdi sauvignoneggianti; coerente in bocca, con acidità e pulizia a condurre la dinamica gustativa. Una sorpresa, davvero piacevole, anche se alla cieca nessuno ha immaginato che potesse essere pinot bianco…l’altitudine dei vigneti (intorno ai 600 m.s.l.m.) e il terreno calcareo evidentemente hanno il loro effetto positivo.

Alto Adige Sauvignon DOC Quintessenz 2016
Lavorazione simile al precedente, da vigneti più collinari e argillosi. Profumo intenso e tipico, molto fresco, con note di mela golden ed esotiche di passion fruit. Il sorso è avvolgente e persistente, condotto dall’acidità. E’ vino ancora in evoluzione ma ha il tratto distintivo della finezza.

Kalterersee Classico Superiore DOC ‘Quintessenz’ 2017
La massima espressione di schiava: un’evoluzione continua verso un vino contemporaneo in senso buono, ovvero di beva coinvolgente e trascinante. Da una selezione di vigne di 50 anni esposte a sud, fa cemento e legno grande. Naso didattico: fiori rossi e piccoli frutti di bosco, lampone, fragola, mandorla fresca. In bocca è rotondo, di un amaricante piacevole, scorrevole e beverino.

Cabernet Sauvignon “Quintessenz” Riserva DOC 2015- Cantina Kaltern
Affinato per diciotto mesi in barrique. Al naso confettura di frutta scura e spezie, cannella, legno di sandalo, con note cioccolatose e tabaccose. In bocca è ricco, con tannini rotondi, succoso e persistente. Un vino di struttura che conserva però una bella bevibilità e ti strizza un occhio un po’ piacione ma non sfacciato.

Quintessenz Passito Moscato Giallo 2014
Appassimento in fruttaio per 5 mesi, poi 2 anni di tonneaux. Al naso predomina la frutta esotica: mango, maracuja e poi note agrumate. Al palato attacca dolce e mielato, poi per fortuna esce il contrasto dell’acidità, che equilibra il tutto e rende il sorso fresco e scorrevole.

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