Montalcino? Montepulciano? No, Capitoni. E non sono “Frasi” fatte

Di • 17 Ott 2018 • Rubrica: diLuoghi, In cantina
Stampa questo articolo

20181013_124953Di questa storia mi piace tutto. Perché approda alla terra provenendo dalla terra. E perché ci parla di una “contadinità” esperita per discendenza, votata per sua natura alla concretezza e impregnata di gesti antichi, consueti e familiari. Si è presa l’impegno di rappresentare ai massimi livelli -perché questo fa- un territorio vinicolo sottostimato, l’Orcia senese, stritolato dalla vicinanza di due colossi macina-attenzioni come Montalcino e Montepulciano. E’ una storia semplice questa qua, che prefigura coraggio ma al tempo stesso, conoscendone il protagonista, profonda umiltà.

marco-capitoniFiglio unico di una famiglia di agricoltori, Marco Capitoni ha ben presto compreso che continuare a prendersi cura del natìo Podere Sedime era la cosa giusta da farsi. La luce abbagliante di una campagna incantatrice, che guarda in faccia Pienza ed il suo splendore rinascimentale, potrebbe essere stata la segreta ispiratrice di una scelta desiderata e mai sofferta. O così immaginiamo noi. L’idea poi di traghettare un’azienda agricola nata e cresciuta nel segno della promiscuità colturale nel mondo insidioso e bellissimo di una produzione enoica che conta, chissamai che non sia discesa dal potere evocativo di quell’ettaruccio di vigna degli anni ’70 coltivato a sangiovese, canaiolo e colorino?

44126885_246566422684366_4155443531042783232_n1Quali che siano state le più intime motivazioni, una cosa è apparsa chiara: quelle uve lì, fino ad allora conferite ad altre realtà, non erano uve “a caso”. E fu così che, a far data dal 1999, quattro nuovi ettari piantati a sangiovese (più un saldo di merlot) sono stati messi a dimora su quei suoli argillosi e sabbiosi dove è gioco facile rintracciarvi conchiglie fossili appartenute ad un antico mare. Sono loro le fondamenta che hanno consentito a Marco di immaginare una produzione che alla cura del gesto agricolo sapesse unire una certa visibilità.

Ma è dal 2005 che prende vita in bottiglia il vino simbolo di Capitoni, Frasi, un Orcia Rosso ricavato per intero -come vero e proprio uvaggio- dalla vecchia vigna del ’74 e che fin dalla prima comparsa sulle scene è riuscito a scalare i vertici di una denominazione giovane e perlopiù sconosciuta scavando nei pregiudizi e raccontandoci di possibilità.

20181013_125759Lo ha fatto con austera compostezza e connaturata forza espressiva, palesando un carattere che non si dimentica. Il corpo, la tempra, la scorza terrosa, piritica e speziata tipiche di un vino caldo e orgoglioso tenuto assieme da una fresca intelaiatura tannica, ne hanno svelato l’inusuale personalità, l’attitudine a ben vecchieggiare e, soprattutto, la straordinaria salinità. Ne è nato un vino identitario, robusto, deciso ma senza sfiorare l’alterigia, che da lì in poi sarebbe stato prodotto solo in corrispondenza delle vendemmie ritenute all’altezza.

20181013_125432La verticale completa di Frasi avvenuta in azienda qualche giorno fa ci ha raccontato di potenzialità che partono da un vino per allargarsi ad un territorio intero. E ci ha svelato come questa etichetta, oltre ad essere naturalmente “succube” dei dettami dell’annata, abbia progressivamente trovato il modo di offrirsi secondo un registro più “flessuoso” ed espansivo, come sottolineano le ultimissime edizioni, mutuate da una più calibrata estrazione tannica, dalla rinuncia al salasso e dallo stato di forma della vecchia parcella da cui discendono, a cui il tempo ha lasciato in dote qualche fallanza in più concentratasi soprattutto sui ceppi di sangiovese, favorendo così una maggiore incidenza del canaiolo nel blend varietale rispetto alle origini.

20181013_125832E se da un lato l’accresciuta consapevolezza tecnica, assieme ad una maggiore conoscenza del terroir e delle sollecitazioni legate ai vari andamenti stagionali, vanno garantendo una plausibile messa a punto sul piano dei dettagli, le fondamenta stilistiche restano inamovibili e guardano ad un vino concepito secondo i dettami di un’enologia per così dire classica, legata al respiro prezioso che può acquisire un Sangiovese quando affinato in botte grande. In questo caso un rosso orgoglioso – rosso pientino –  per il quale la sostanza e l’identità, così come le frasi cangianti riportate nella sua etichetta, non significano affatto “Frasi” fatte. E se non è futuro questo, ditemi voi cos’é!

___§___

I VINI DI UN GIORNO

Orcia Rosso Frasi 2005

20181013_124634Qualche contrazione aromatica non ne pregiudica la tensione gustativa, stimolata da un virgulto di grinta e austero cipiglio. E’ ciò che va a tratteggiare la fisionomia di un classico Frasi, derivato qui da un’annata non eccezionale, dove è solo per via di un tratto un po’ asciugato a causa dell’incidenza di un rovere grande e nuovo (lascito già avvertibile in giovane età) che si va a perdere una frazione di allungo e di distensione. Ad una chiusura sapida ma poco concessiva, però, non fa difetto la freschezza. Ed è questo che lui, ancora oggi, ti dà.

Orcia Rosso Frasi 2006

Bello il risvolto naturale del frutto, e bella l’espansione, scandita entro una trama che viaggia spedita con la sapidità a mille, a dare compiutezza e lunghezza al sorso sotto l’egida di una timbrica austera ma non altera, in grado di sciogliersi e dinamizzarsi senza riverenza alcuna nei confronti del tempo, affrontato qui con caparbia determinazione. Ancora oggi ai massimi livelli, pietra angolare (e di paragone) per una intera denominazione e anche più in là.

Orcia Rosso Frasi 2007

Ad un profilo aromatico sfaccettato e comunicativo di sottobosco, pirite, alloro e spezie, fa da compendio una bocca ampia e succosa a cui solo un tannino incisivo tende ad irrigidirne l’andare e a concedergli una chiosa in odor di china. La reattività e lo spessore gustativo, pur imbrigliate nella dinamica da una coda tannica sentita, sottendono una potenza buona, mai fine a sè stessa.

20181013_124918Orcia Rosso Frasi 2008

Bella espressività di liquirizia e ferro, e bella compostezza gustativa in uno sviluppo che si scioglie in sale, capace di rimarcare una sorprendente lunghezza e una apprezzabile coesione, per essere un 2008. E se la trama non ti apparirà diffusiva o importante come nel 2006, nerbo, slancio e dignità territoriale stanno di casa.

Orcia Rosso Frasi 2009

Decisamente più morbido e accondiscendente del solito, figlio legittimo di una annata non eccelsa, è l’unico esemplare di oggi a soffrire un po’ l’evoluzione. La tensione si allenta e il sorso tende a sdilinquirsi in un abbraccio ampio ma poco “mosso”, il cui principale appiglio resta la  piacevolezza, una piacevolezza parzialmente pacificata ma non ancora sopita.

Orcia Rosso Frasi 2010

Elettrico, teso, dinamico e incontenibile, vanta una coesione, una freschezza e una sapidità distintive. Come se non bastasse, ecco una persistenza, un nitore, una brillantezza che da sole lo elevano al rango di vino superiore. Colpisce per personalità e rispetto delle proporzioni, ed è vino da mandare a memoria come le poesie più care.

Orcia Rosso Frasi 2012

La concentrazione naturale e la generosa ricchezza di forme risentono sicuramente della lunga estate calda che ha caratterizzato il millesimo, rendendogli più in presenza scenica che non in dettagli sottili. Senti però che in lui non c’è soltanto materia, perché la sua è una robustezza “propositiva” che resta in attesa di sciogliersi un po’. E se l’alcol batte un colpo decretando un legame meno armonioso del solito con il rovere, la sua decisa personalità è in grado di immunizzare da ridondanze ed eccessi gli ingranaggi del piacere. E tanto fa.

Orcia Rosso Frasi 2015

44086341_261958771328925_1192213201165484032_nEcco emergere un altro orizzonte espressivo, dove flessuosità e senso del dettaglio si fanno memoria di un quadro d’assieme più garbato e meno imperativo del solito. Ed è così che ne apprezzerai la florealità e quella melodiosa cantilena del frutto suo maturo, senza strabordamenti o eccessivo calore. La bevibilità se ne avvantaggia, assieme ad un tratto disteso dalle movenze tutte nuove.

Orcia Rosso Frasi 2016 (campione di botte)

In piena corrispondenza euritmica con il 2015, anche qui c’è articolazione, accuratezza e un’attitudine al ricamo floreale di elegante circuizione. E’ giovane ma si farà. Il frutto è integro e maturo al punto giusto, le proporzioni e la profilatura potenzialmente più adeguate che non quelle mostrate dal precedente millesimo. D’altronde qui l’annata ha lanciato fin da subito segnali speranzosi. Diciamo che Frasi ’16 sta rispondendo agli stimoli da par suo, preparandosi al meglio per il futuro che sarà.

___§___

Degustazione effettuata in azienda nel mese di ottobre 2018

Share
Parole chiave: , , , , , ,

Lascia un commento