Poderi Boscarelli a Montepulciano: nobile l’animo, Nobile il vino. Con proprietà transitiva

Di • 24 Ott 2018 • Rubrica: diLuoghi, In cantina
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20181012_151043Di questa famiglia di origini genovesi e toscane  – Paola Corradi De Ferrari, madre; Luca e Nicolò De Ferrari, figli- mi ha sempre colpito l’assoluta dignità dei loro silenzi, la loro “statura” emozionale, oserei direi. L’esigenza cioè, come connaturata, di voler accordare il valore che si dovrebbe alla discrezione, alla misura, alla pacatezza. Che in questo caso è tutto men che spocchia o snobistico distacco, casomai l’esatto contrario: è volontà di capire, di ascoltare, di farsi realmente un’idea prima di entrare nel merito delle cose.

C’è una implicita predisposizione alla nobiltà d’animo nella famiglia De Ferrari Corradi, lo vedi e lo senti. Niente di più normale quindi se le circostanze narrate dalla loro storia li abbia fatti approdare nella terra del Nobile, del Nobile di Montepulciano, lì dove il padre di Paola Corradi era nato e dove aveva deciso di ritornare per acquisire un podere e fare vino. Correva l’anno ’68 o giù di lì.

paola-de-ferrariE’ pur vero che la vita a volte è in grado di riservarci accadimenti tanto inattesi quanto devastanti. E sono proprio quei casi lì in cui si misura per intero la volontà e la forza interiore di chi resta. Ecco, fu dopo uno di quegli accadimenti, nel 1983, che la vita di Paola Corradi e dei giovanissimi figli sterzò irreversibilmente verso un corso nuovo. E fu così che da un dolore Paola prese tutta la forza necessaria per diventare una autentica donna del vino, riscoprendo in lei un’indole battagliera quasi sopìta, arrivando a gestire il podere di famiglia con l’intento di farlo crescere e perpetuare, anziché optare per l’oblìo.

Ci è riuscita grazie alla perseveranza, ovviamente, e grazie all’aiuto di un allora giovane enologo, Maurizio Castelli, ancora oggi consulente dell’azienda, e al progressivo coinvolgimento -spontaneo e mai forzato- dei figli Luca e Nicolò. Con il primo che decide di abbandonare la strada diplomatica per dedicarsi alla cantina e il secondo che, dalla natìa Genova, decide di trasferirsi in pianta stabile lì, a Cervognano, con l’idea magari di continuare a studiare architettura. Nicolò oggi ammette candidamente che immergersi in quella nuova dimensione di vita gli ha fatto quasi subito dimenticare i libri. I precedenti studi di agraria, alla fin fine, si sarebbero rivelati più utili.

20181012_151035I Poderi Boscarelli si trovano a Cervognano, nel quadrante nord orientale della denominazione poliziana che guarda la Valdichiana, disposti a una altitudine media di 300 metri slm su suoli calcarei di origine alluvionale ricchi di scheletro e sabbie, oltre che di argille rosse, limo e minerali. Sono zone ventilate quelle, fortunatamente ventilate. Bene, dopo aver maturato la consapevolezza di voler fare le cose come dio comanda, si è proceduto con i nuovi impianti e successivamente con gli irrimandabili reimpianti delle parti originarie, il tutto pensato al meglio per accondiscendere le sollecitazioni dei diversi terroir a disposizione, una attività che si è protratta negli anni fino a delineare l’attuale parco produttivo, che consta di circa 15 ettari totali fra cui i recentissimi 4 acquisiti alle Cerraie, fra le propaggini più orientali del territorio di Montepulciano, una zona aperta, molto ventilata e letteralmente strappata al bosco di una riserva naturale, che vigila la vigna tutt’attorno come una corolla.

20181012_180231Alla luce del percorso stilistico intrapreso e maturato negli anni, della fisionomia assunta dai vini che qui sono nati e della speciale verticale di cui ho potuto godere qualche giorno fa, focalizzata sugli ultimi quindici anni di produzione del Vino Nobile “classico”, possiamo ben sintetizzare che stiamo assistendo ad una leggibile, ulteriore virata nel verso dell’eleganza e della purezza espressiva, attraverso la ricerca di un respiro aromatico più “arieggiato” e sfumato, di una estrazione tannica meno spinta e di una migliore integrazione del rovere rispetto a un tempo. Quindi alla ricerca di strutture più bilanciate, nell’ottica di traguardare un orizzonte stilistico riveduto e ottimamente evidenziato dal 2009 in avanti, ciò che ha inteso coinvolgere l’intera produzione.

Non solo il Nobile “classico” quindi, intimamente legato al tradizionale blend costituito da sangiovese (prugnolo gentile) in netta prevalenza, canaiolo e colorino, ma anche il Nobile di Montepulciano Riserva bianca, che con altrettanto spirito tradizionale è andato a rinnovare i fasti della vecchia Riserva di famiglia prodotta fino agli anni Novanta del secolo scorso, poi abbandonata a causa dei ripetuti reimpianti del parco vigneti. Grazie alla accresciuta maturità delle vigne, sono oggi quelle più che ventenni a dare vita a questa selezione.

20181012_180216E se recentemente il Nobile di Montepulciano Riserva Sotto Casa, con l’innesto di merlot e cabernet sauvignon nella palette costitutiva, ha trovato una sua più plausibile ragion d’essere rispetto alla precedente Etichetta Nera grazie alla unicità della parcella da cui discendono le uve, nell’immaginario degli appassionati più esigenti non può mancare un pezzetto di cuore da dedicarsi al Nocio, il Sangiovese in purezza derivato dalla vigna omonima in cui la tessitura dei suoli, particolare alternanza di argille e sabbie, è riuscita a propiziarne una incontestabile finezza tannica e un’elettiva sapidità.

Ma è guardando a quella attitudine familiare di cui parlavamo, che quasi ispira umiltà nella sua partecipata dedizione alla causa, che possiamo rintracciare il seme di una fisionomia stilistica ormai ben consolidata. La signorile compostezza di Paola, la verace simpatia di Nicolò e il garbo raffinato di Luca sono ANCHE i loro vini, nel pieno rispetto di una “proprietà transitiva” meritatamente realizzatasi.

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I VINI DI UN GIORNO

20181012_171404Vino Nobile di Montepulciano 2004

Saldo, coriaceo, silvestre, di terra e sottobosco, dietro l’iniziale ombrosità si cela una bella suadenza tattile e  – con l’ossigenazione – un’apprezzabile apertura sul frutto rosso. Goloso, sapido e compassato, porta in dote signorilità e il tempo non sembra fargli troppo effetto.

Vino Nobile di Montepulciano 2005

Una punta di ossidazione ai profumi, il frutto che diventa confit, una presenza scenica che non può più contare sullo slancio atteso…. Sì, l’unico vino di oggi a soffrire veramente il tempo è questo. Ma l’annata ci ha messo del suo.

Vino Nobile di Montepulciano 2006

Respiro aromatico profondo, di sottobosco e viole, spezie e minerale. Bocca robusta, meno sciolta del 2004, dichiaratamente grintosa e con qualcosa che ne asciuga il tratto. Il graffio tannico ne frena gli allunghi, è vero, ma saldezza e tonicità non sono in discussione.

20181012_171631Vino Nobile di Montepulciano 2007

Profumi di bella ariosità e freschezza. Classico negli accenti, affiorano ricordi di pirite, ghianda e alloro;  lo sviluppo è sostenuto, continuo, sciolto, mentre il velluto tattile -apparentemente accomodante- non gli impedisce di evidenziare una sapida succosità, e con la succosità un buon grado di contrasto. Più che buono!!

Vino Nobile di Montepulciano 2008

Vino a trazione anteriore, un po’ imbrigliato dalle reminiscenze del rovere, con un pizzico di dolcezza in esubero e con un andamento gustativo non proprio deciso. Qualcosa di “mosso” sarebbe stato più gradito, ma è legittimamente figlio di un’annata insidiosa e non indimenticabile.

Vino Nobile di Montepulciano 2009

Se il comparto aromatico non si risolve in un pieno nitore, quella sottile indefinitezza ne va ad esaltare l’attitudine alla freschezza, che permea di sé il “non detto” fino ad innervarne la trama.  L’ampiezza e la stoffa gustativa si fanno infatti garanti di una luce migliore rispetto a quanto appreso dalle annate precedenti. Emerge un senso di compiutezza nuovo, e un equilibrio fra le parti tale da proiettarlo -veriddio- fra i migliori conseguimenti di oggi.

20181012_173002Vino Nobile di Montepulciano 2010

E’ vero, il 2009 batte un colpo in termini di profondità e completezza, non da meno ci pare però questo aristocratico 2010, un Nobile oltremodo fresco e minerale la cui garbata austerità apre ad una persistenza sapidissima, sotto l’egida di una personalità flemmatica e compassata, ché quasi “Brunelleggia”.

Vino Nobile di Montepulciano 2011

Aromaticità straordinariamente fragrante, che non ti aspetteresti da una annata così. Il rubino ammette le sue belle trasparenze, l’estrazione appare super calibrata, la beva agevole, la godibilità assicurata. E se gli va a mancare una frazione di complessità, di fronte a cotanto incantesimo di equilibrio sei portato a fregartene il giusto.

Vino Nobile di Montepulciano 2012

A conferma della nuova strada stilistica intrapresa, ecco qua un vino fresco, sciolto, equilibrato, quasi incurante della lunga estate calda che ha contraddistinto il millesimo. Di bella luce interiore e di adeguate proporzioni, nella distinzione si lascia ben bere.

20181012_171506Vino Nobile di Montepulciano 2013

Qui fittezza e saldezza strutturale sono figlie della meglio gioventù. Perché non prefigurano né avallano nessuna ostentazione e nessun sovraccarico. La trama gustativa è instradata infatti dalla freschezza, e la grinta di cui si avvale viene opportunamente stimolata da fondamenta tanniche di classe. E’ un vino completo, questo è, di corpo e freschezza maritati. Ed è vino futuribile sul quale poter scommettere.

Vino Nobile di Montepulciano 2014

Fragrante, “librato”, profumato, sottile senza scadere nella magrezza o nell’amaritudine, conserva nelle sue intimità apparentemente fragili tutta l’espressività di un’annata acida e dialettica. E lo fa senza infingimenti. Indi per cui a bevibilità va che è un desìo, e se il profilo affusolato tende a comprimerne l’ampiezza, ritmo e nonchalance ne suggellano l’unicità e l’aura di simpatia.

Vino Nobile di Montepulciano 2015

Elettrico, scattante, ritmato, succo e proporzioni sono doti provvidenziali ai fini dell’equilibrio e della piacevolezza, in un vino che riesce maledettamente bene ad imbrigliare il tipico calore del millesimo. Buono!

ALTRE STORIE

Vino Nobile di Montepulciano Riserva bianca 2013  (sangiovese, canaiolo, mammolo, colorino)

Classico e quasi stilizzato nei modi e negli accenti, un briciolo di calore in eccesso non inficia poi tanto la naturale sua succosità, ravvivata dal sale e da una estrazione tannica morigerata e accorta.

Vino Nobile di Montepulciano Riserva Sotto Casa 2013 ( sangiovese 80%, cabernet sauvignon 15%, merlot 5%)

Bella luce qui, brillante, di sottigliezze e filigrana tattile, di lui tutto potrai dire men che sia succube degli “internazionali”, che pure contempla nel suo blend costitutivo.

Vino Nobile di Montepulciano Riserva Sotto Casa 2014 ( sangiovese 80%, cabernet sauvignon 15%, merlot 5%)

Arioso, tonico, impettito, in quella trama longilinea tutta la fragranza necessaria e tutto il candore. Stilizzato se ce n’è uno, non gli manca niente, e la sua è una bellezza disadorna.

Vino Nobile di Montepulciano Riserva bianca 2015 (sangiovese, canaiolo, mammolo, colorino)

Ai profumi ti strega, per via di quella tenerezza aromatica garbata e armoniosa tanto da ricordare la spazialità di un “frutto Mascarelliano” (leggi: alla Mauro Mascarello). E’ espressivo, sfaccettato, spedito, saldo, si integra bene con il calore dell’annata e solo la grana del tannino gli fa prendere una piega meno emozionale che non il Nocio che seguirà. Ma sono questioni di lana caprina.

Vino Nobile di Montepulciano Il Nocio 2015 (sangiovese in purezza)

Ecco qua un Nocio “liberato”. Elegante, articolato, di incalzante dinamica e belle proporzioni, è una architettura tannica di gran classe ad esaltarne la tessitura e la filigrana sapida. E se i dettagli sono quelli che fanno la differenza, in questa chiave ariosa e “comunicativa” il mitico Nocio si avvantaggia di un respiro tutto nuovo. E’ un bel vedere.

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Degustazione effettuata in azienda nel mese di ottobre 2018

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