Off the beaten drunk: piccole dritte per bevute originali (seconda puntata)

Di • 14 Nov 2018 • Rubrica: diVini, Il vino in dettaglio
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lonely planet italiaSeconda puntata di questo racconto di assaggi in ordine sparso. Anche questa volta dieci suggerimenti da nord a sud, senza un filo logico particolare, se non il divertimento. La guida Lonely Planet è stata mia fedele compagna di viaggio per molti anni. Prima dell’esplosione del web, questo riferimento cartaceo è stato per me indispensabile fonte di informazione per pianificare al meglio tappe e spostamenti. Ricordo però che, inevitabilmente, gli itinerari che catturavano maggiormente la mia attenzione erano spesso quelli delle sezioni “off-the-beaten-track”: piccole “dritte” e segnalazioni “fuori” dalle piste più battute del turismo di massa.

Ecco, in questo articoletto vorrei raccontarvi di quegli assaggi di questo 2018 che mi hanno sorpreso: una sorta di “off-the-beaten-drunk”, vini poco “battuti”, non necessariamente i più buoni che ho bevuto, ma quelli che nelle compulsive annotazioni di assaggiatore seriale meritano una sezione speciale.

La Fralluca

Alta Maremma, Val di Cornia: l’ultima volta ci sono passato quando da Piombino mi sono imbarcato per l’Elba. Una zona “rossista” nell’immaginario del bevitore, con Bolgheri e Castagneto Carducci a due passi. Eppure qui mi è capitato di assaggiare un Vermentino (Filemone) che ricordo come una delle migliori bevute della scorsa estate (faceva un gran caldo e la sua acidità è stata come una salvifica doccia fredda): decisamente a fuoco, sapido e gustoso, ma allo stesso tempo tagliente e rinfrescante, con profumi di frutta bianca e limone. La Fralluca è la piccola azienda di Francesca Bellini e Luca Recine (Fra-Luca), di cui poi, incuriosito, ho provato anche gli altri vini: che siano uve italiche o internazionali, la mano è sempre sicura e consapevole.

Loc. Barbiconi, 153 – 57028 Suvereto (LI)
www.lafralluca.cominfo@lafralluca.com

Podere Alberese

Resto in Toscana ma faccio un salto deciso verso l’interno, nelle crete senesi, un luogo che mi è particolarmente caro poiché mi ricorda le prime uscite come “giornalista” del vino, invitato dalla cara PR Marzia Morganti. Non conoscevo i vini di Podere Alberese ma ne sono rimasto folgorato: ne ho provati tre, uno più buono dell’altro. L’Aprilante, il bianco a base trebbiano, secco e senza fronzoli, ha una delle più belle ed eleganti etichette viste negli ultimi tempi. E poi i due Chianti, il Docg “A vento e Sole” e la Riserva. Due pesi diversi, due stili diversi, ma una naturalezza di beva e un potere di coinvolgimento che li accomuna. Se proprio devo indicarne uno scelgo il primo, ma solo perché ricordo di averne trangugiato una bottiglia in tempi record, con immenso piacere per palato e stomaco.

Loc. Casabianca – 53041 Asciano (SI)
www.poderealberese.itinfo@poderealberese.it

Sandonna

Siamo a Giove, in provincia di Terni, fra i colli Amerini che scendono dolcemente verso le Valle Tiberina. Qui l’azienda Sandonna fa vino in maniera semplice e naturale, senza orpelli e fuochi d’artificio. Merlot, Montepulciano d’Abruzzo, Grechetto e Ciliegiolo di Narni, una piccola gamma di monovarietali pensati per esprimere al meglio le caratteristiche di un territorio fatto di notevoli escursioni termiche e buona ventilazione. A giovarne, come i manuali insegnano, sono i profumi delle uve, che si riversano in bottiglia grazie ad un lavoro attento e rispettoso. Il “campione” di casa è senz’altro il Ciliegiolo, prototipo del vino succoso, versatile e scorrevole che va tanto di moda ultimamente. Ma qui, più che la moda, parla il piacere di una bevuta spensierata e appagante, che vale al di là del tempo.

Largo Caprera, 14/A – 05024 Giove (TR)
Tel. 0744 992274 – Mail: sandonna@gmail.com

Antonio Camillo

Il Ciliegiolo di Sandonna mi offre l’assist per ricordare un “rosso garanzia”. Antonio Camillo non lo devo presentare certo io, almeno ai lettori appassionati: i suoi vini sono ben noti per grazia, aderenza territoriale, schiettezza e spontaneità, e tastiere ben più illustri della mia ne hanno tessuto le lodi. Però un ulteriore plauso a questo produttore serio e coscienzioso lo faccio anche io. Il ciliegiolo Vallerana Alta è un vino “circolare”: è mediterraneo, nei profumi e nell’accoglienza, ma garbato; è strutturato e persistente, ma allo stesso tempo “cala” che è una bellezza; più di ogni cosa è gustoso e versatile, un compagno a tutto pasto con cui si sta sempre bene. Oh…e provate anche il Morellino di Scansano! (a me ha fatto riconciliare con la tipologia…)

Loc. Pianetti di Montemerano
58014 – Manciano (GR)
www.antoniocamillo.cominfo@antoniocamillo.com

Cantina Ripoli

Parlo anch’io (dopo averlo scoperto su libro La Riscossa dei Vini Leggeri ed averne letto su Winesurf) di un progetto di vino che ha sorpreso molti addetti ai lavori. Francesco Sarri, personaggio poliedrico che al mondo del vino ha approcciato da molte angolature diverse, ha realizzato un “vin de garage” davvero gustoso e territoriale, che ha spinto molti conoscitori del eno-mondo Chianti a segnalarlo come IL vino da cercare e seguire con attenzione nei prossimi anni. Ottenuto da uve sangiovese di Radda, vinificato in cemento in modo iperartigianale, è un Chianti Classico che nella versione 2016 si presenta fresco e sapido, con un frutto netto, ricco di sapore e qualche ruvidezza che ci sta tutta ma non ne pregiudica affatto la beva. Davvero un bell’esordio. Vedremo nella ben più complicata annata 2017…

Loc. Monsanto – Via Ripoli, 1
50021 – Barberino Val D’Elsa (FI)
f.sarri@cantinaripoli.it

Tenuta Sant’Agostino

Da un terroir sottostimato, di quelli che non ti vengono propriamente in mente quando si parla di luoghi “eletti”,  ho assaggiato uno dei più sfiziosi trebbiani dell’anno, il Ventiventi vinificato in anfora. Viene da Solopaca, in pieno Sannio beneventano, noto serbatoio di vini low cost da consumo quotidiano. La caparbietà di una famiglia composta da quattro fratelli, i Ceparano, che ha deciso di rilanciare con approccio bio i vigneti di famiglia, e un consulente enologico che in tema di bianchi campani è ormai una garanzia, Vincenzo Mercurio (Villa Diamante, I Favati, Fattoria La Rivolta, Di Marzo…vi dicono qualcosa?), hanno prodotto un bianco affinato in anfora molto elegante, fresco, floreale, con un sorso minerale facile ma davvero appagante.

Via Cupa, 8 – 82036 Solopaca (BN)
Tel. 393 5051862
tenutasantagostino@gmail.com

Case Bianche

Agli appassionati di bollicine e rifermentati i vini di questa piccola azienda del Cilento sono ben noti. Sarà che rappresentano una novità in un territorio che non ha tradizione in tal senso, sarà che sono saliti al momento giusto – ma con tutti gli “attributi” – sul treno delle lavorazioni “ancestrali”, sarà (anzi è) che sono vini divertenti, freschi, godibilissimi e che puoi bere praticamente su tutto. Sta di fatto che tra La Matta (fiano 100%), il Fric (rosato di aglianico) e il Pashkà (taglio paritario di aglianico e barbera) c’è davvero l’imbarazzo della scelta. Li ricordo tra le bevute estive più divertenti e mi ha fatto piacere incontrarli su tavole “importanti” e vederli recentemente premiati anche dalla critica più mainstream.

Via Case Bianche, 8
84076 – Torchiara (SA)
info@casebianche.eu

Croce di Febo

Quando penso al Nobile di Montepulciano mi vengono spesso in mente vinoni ambiziosi e super “carrozzati”, dove purtroppo sembra esserci una malintesa confusione tra nobiltà ed eleganza. Mi sono ricreduto quando ho bevuto il rosso della famiglia Vincenti-Comitini, alias Croce di Febo. Non ho avuto ancora il piacere di visitarli di persona, ma lo scouting fra amici e colleghi mi racconta di una delle realtà più interessanti del comprensorio di  Montepulciano, protagonista di una viticoltura sostenibile presa sul serio e non per moda o per commercio. Nel bicchiere nessuna pesantezza, nessuna voglia di ostentare, ma solo tanta sapidità, un succo frescom succoso e saporito, che sa di mirtilli, spezie, visciole e tabacco. Un sorso di cui non ti puoi stancare.

Via di Fontelellera, 19A
53045 – Montepulciano (SI)
www.crocedifebo.it

Capitoni

Non me ne voglia il produttore se quando penso alla Val D’Orcia il pensiero va più al paesaggio che ai vini che ne nascono. Ma il fascino di calanchi e boschi, colline ondulate e cipressi, piccoli borghi e perle architettoniche è inarrivabile. Certo è che, anche se zona di produzione codificata di recente, l’Orcia Doc può regalare belle bevute. Ero incuriosito – un po’ per le belle recensioni che mi erano capitate a tiro, un po’ per la vinificazione in anfora toscana – dal Troccolone. Ma non riuscendo a trovarlo ho “ripiegato” sulla riserva del 2013. E non mi sono pentito! Gran bel vino, serio, maturo, strutturato, potente, ma ricco di energia e vitalità. Un “peso massimo” che però di fa bere eccome, lasciandoti un retrogusto amarognolo che sa di nobiltà.

Podere Sedime 63, 53026 Pienza (SI)
cell. 338.8981597
sito www.capitoni.eu, e-mail info@capitoni.eu

La Neula

Da un po’ di tempo ho per il Cannonau una vera “fissa”. E’ un rosso gustoso che mi intriga sempre più, specie da quando è aumentato il numero di produttori capaci di lavorarlo senza forzature, dando eleganza e bevibilità ad un prodotto che è sempre stato considerato più sinonimo di rusticità e potenza. Il che si è tradotto, almeno per me, in bevute sempre più divertenti e piacevoli. Accanto a nomi ormai noti, una sorpresa l’ho avuta dal Nonau, cannonau in purezza di La Neula, piccola azienda del gallurese di recente costituzione. Nonostante non sia propriamente in una zona d’elezione per il rosso sardo (da quelle parti vanno più di Vermentino…), Nonau porta nel bicchiere tutti quei profumi mediterranei, quella leggiadria (non leggerezza, ma agilità), quella succulenza che me lo sta facendo tanto amare. Con un accento “nordico” che gli dà freschezza ed eleganza. Da seguire.

Loc. Baddarana
07020 – Telti (SS)
www.laneula.itinfo@laneula.it

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