Onirocep in verticale. Il tributo al sapore di un vino al contrario

Di • 21 Nov 2018 • Rubrica: diVini, Il vino in dettaglio
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onirocep-2017Leggi Onirocep e intendi Pecorino. Come in uno specchio riflesso, ecco un vino il cui nome assurge a significato solo se letto al contrario. Altra cosa se lo bevi: è e resta Onirocep, icona preziosa e contemporanea del vino d’autore marchigiano. E siccome costituisce una delle più passionali infatuazioni degli ultimi anni, mi arrischio ad incasellarlo fra i migliori bianchi d’Italia; così, tanto per non lasciar niente di intentato.

E non c’è nulla di intentato neanche nella circostanza che ha visto assegnare a questo vino il fregio di una denominazione d’origine pressoché sconosciuta ma orgogliosamente territoriale, quella del Falerio doc (dei colli ascolani). Così hanno voluto -nel 2005- le anime-femmina dell’azienda, Francesca e Federica Pantaloni, mentre all’azienda, con curiosa assonanza ma assoluta casualità, è stato dato il nome di Pantaleone, in onore del rio omonimo che segna la valle di Colonnata Alta, sulle verdi colline alle spalle di Ascoli Piceno, zona di boschi, calanchi ed inattesa quiete.

La cosa sorprendente è ritrovare in compendio armonioso, e in uno stesso bicchiere, caratteristiche apparentemente dicotomiche: volume e snellezza, morbidezza e reattività, intensità e dettaglio, calore e freschezza acida…. tutte doti fuse assieme a propiziare un orizzonte gustativo di impareggiabile senso compiuto, capace di amalgamarsi attorno ad un “concetto” solo: SAPORE.

Ed è così che in lui possono convivere un afflato quasi “nordico” e una fibra tattile d’ascendente mediterraneo, in un cortocircuito virtuoso ben sintonizzatosi sulle frequenze dell’eleganza. Ma c’è il dipiù, c’è il segno di un qualcosa che non ti inventi e che può attenere soltanto ai luoghi suoi: la sapida mineralità, ciò che ti pervade se annusi il fondo del bicchiere, ciò che ti conquista nella persistenza.

onirocep_small_scontornata-542x1063Questo vino “al contrario” deriva dal pecorino, un vitigno quasi estinto e nelle Marche riesumato. Di origine incerta, pure nel nome, da sempre condiviso fra il Piceno e l’Abruzzo, è ancora oggi fatto oggetto di accesi dibattiti circa la primogenitura e circa il modo più legittimo per esplicitarne un’espressione identitaria. Di sicuro però c’è il fatto che si tratta di una tipologia in netta crescita di interesse e appeal.

In questo caso governato secondo i dettami della agricoltura biologica, poi vinificato in acciaio, ciò che ne discende può contare sull’eloquenza, eloquenza sancìta da un qualcosa di poco mediato, dove l’intensità aromatica e la connaturata generosità di forme non vanno a detrimento né della capacità di dettaglio né della dinamica. E’ quando una volumica apparenza si risolve in progressione, ampiezza, profondità, nitore. Questo è.

La recente verticale di Onirocep, sentitatemente voluta e messa in piedi da un gruppuscolo di amici infatuatisi di lui e capitanato da Lorenzo Coli, ci ha fatto comprendere che la messa a fuoco interpretativa, a cui ha decisamente contribuito il supporto del consulente enologo -nonché marito di Francesca Pantaloni- Giuseppe Infriccioli, segna uno scarto in avanti di consapevolezza a partire dalla versione 2013 in poi, arrivando a disegnare vini più equilibrati e contrastati, caratterizzati da una “monumentale” eleganza.

L’essenza di questo bianco mi fa tornare alla mente la figura di Giulio Gambelli, l’indimenticato “mastro assaggiatore” toscano padre di alcune etichette iconiche e “sentimentali” fra Chianti Classico e Brunello di Montalcino. Giulio era uomo schietto e di poche parole, preferiva di gran lunga andare a occhiate, a smorfie. Quando un vino lo toccava profondamente i suoi occhi tradivano un’accensione, un fremito, una leggibile dilatazione pupillare. E tu allora ti immaginavi. Nei consessi comuni però, e ancor di più se professionali, si trovava costretto a proferir parola, da che tutti immancabilmente giravano lo sguardo verso di lui. Ecco, in quei frangenti lì, per il vino migliore, lui di parole ne aveva una sola: SAPORITO.

Ed è in questa accezione elettiva, di fulminante e geniale sintesi, che a fronte degli sfavillanti bicchieri di oggi faccio mie le sue parole.

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I VINI DI UN GIORNO

Onirocep 2017

onirocep-2017Pompelmo e agrumi canditi sono l’entratura evidente di un vino teso, impettito, dritto e affilato, a cui il tempo non ha ancora concesso distensione. E se non può contare sull’ampiezza delle grandi occasioni, è di contrasti che si alimenta la sua trama, ed è grazie a loro che sancisce la bella riuscita, sia pur a dispetto di una annata insidiosa e asciutta che si è portata in dote un sentore di ruta.

Onirocep 2016

onirocep-2016Il miracolo dell’equilibrio, la giustezza delle proporzioni, il senso esatto di cosa vogliano significare pervasività e sapore. Un naso intenso di pesca gialla, ananas, erbe aromatiche e agrume apre ad un sorso elettrico, elegantissimo e salato. La profilatura è perfetta, la progressione incalzante, l’allungo perentorio. Inarrivabile ai più.

Onirocep 2015

onirocep-2015Di complessità aromatica più trattenuta e austera, ma non di meno stimolante, recupera sul palato la cifra e la sostanza di un tipico “vino di bocca”, pervaso da una grondante salinità e sostenuto da una bella struttura. Imperativo, grintoso, orgoglioso & rigoglioso, sfoggia modi signorili e la sua compassata prestanza ne sottende la razza.

Onirocep 2014

onirocep-2014Intensamente profumato di agrumi canditi, pesca, erbe aromatiche, fiori, pietra e iodio, è un sorso avvolgente e seducente questo qua. Di polpa e di garbo. Il corpo e la struttura restano dissimulati in una articolazione avvincente, che lascia sale in bocca e rende spedita la trama. Ancora in gran tiro, la sua luminosa eleganza apre alla solarità, e tu non lo dimenticherai.

Onirocep 2013

onirocep-2015Una ammirevole vitalità, già a partire dal colore, e una tensione a mille concretizzano un Onirocep più affusolato di altri ma oltremodo disinvolto e slanciato, sapido e minerale, lì dove l’eleganza va a sfiorare vertici assoluti di rarefazione e dettaglio, sotto l’egida di una espressività vibrante, incisiva. La circostanza che non dimostri affatto l’età che ha è tutto dire.

Onirocep 2010

onirocep-2010Come un vecchio Champagne, è maturo, concessivo, dalla dolcezza un po’ fané, apparentemente accomodante e parzialmente pacificato. Sorprende semmai per il virgulto di reattività al palato, lì dove ritrova una inattesa droiture e il conforto di una bella scodata sapida, barlumi di resistenza sotto i colpi inesorabili infertigli dal tempo.

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Degustazione effettuata nel mese di ottobre 2018.

Azienda Vitivinicola Pantaleone – Frazione Colonnata Alta 118 – Ascoli Piceno (AP) – Tel 347 875 7476

 

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