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Le naturali attitudini di Cuprese ’91

Me lo sono chiesto a lungo dopo una esperienza così: ma un vino, in fondo, ci è o ci fa? Certo il Verdicchio dei Castelli di Jesi Cuprese prodotto da Colonnara, importante struttura cooperativa di lungo corso marchigiana, potrebbe offrire il fianco a preconcetti, a prese di distanza, a perentorie diffidenze. Lo so io gli enofighetti che alzate di spalle!

Poi però lo assaggi, ‘sto Cuprese, e manco ti accorgerai che porta “appena” 28 anni sul groppone (leggasi ventotto) da tanto è tonico, innervato e vitale. E forse allora penserai che vi sono reali attitudini di fronte alle quali l’uomo conta niente; che c’è qualcosa cioé di più profondo, e di connaturato, che fa esprimere un vino in un certo modo contro tutto e tutti, così come c’è  – esiste- la circostanza rara di saper resistere alle insidie del tempo uscendone da vincitore.

Ecco, Cuprese ’91 questo è, un vincitore, perché ha vinto contro il tempo e i pregiudizi, lasciandoti con l’illusione bella che il connubio laicamente santo terroir-vitigno possa per una volta farsi beffe dell’uomo e del suo spadroneggiare.  Che impagabile suggestione!

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