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VIN-o-TON: la musica nella tenuta di Alois Lageder

Ne è valsa la pena percorrere i 400 chilometri che separano la Versilia da Magré (BZ) per assistere all’evento musicale ideato e organizzato dalla famiglia Lageder nella stupenda cornice di Casòn Hirschprunn. È lì che da ormai dieci anni si svolge questa pregevole iniziativa atta a promuovere la musica classica contemporanea attraverso la figura del Musicista Residente, ovvero un artista a cui ogni anno la famiglia Lageder commissiona un’opera da eseguire durante l’evento stesso.

Eduard Demetz

Negli anni si sono avvicendati compositori diversi e stavolta è toccato al maestro Eduard Demetz, a detta dello stesso Alois Lageder “uno dei migliori e più rispettati compositori del nostro paese”. Il progetto prevedeva la messa in musica delle poesie di una importante poetessa alto atesina di lingua ladina, Roberta Dapunt. La poetessa, da noi intervistata durante una pausa, ha dichiarato di aver lasciato piena e completa libertà all’artista in questo processo di fusione tra parole e musica, non permettendosi di intervenire in alcun modo nel campo creativo di Demetz.

Il programma dell’evento prevedeva, al mattino, una tavola rotonda sul progetto, nella quale la poetessa ha letto le sue poesie in lingua italiana (La terra più del paradiso e Sincope, volumi pubblicati per Einaudi) e si è confrontata con l’autore delle musiche sul tessuto linguistico e musicale delle opere, dato che esse sono state poi musicate su testi in lingua ladina.

Successivamente, Alois Lageder ha fatto gli onori di casa introducendo il concerto, che si è articolato in due parti: una prima parte con i Lied di Schubert, brani di Felix Dapoz e infine le poesie musicate da Eduard Demetz. Dopo la pausa siamo passati alla lingua italiana, con composizioni di Listz per pianoforte e voce su tre sonetti del Petrarca poi, di Francesco Paolo Tosti, con le Quattro Canzoni di Amaranta su testo di Gabriele D’Annunzio. In ultimo, sempre di Tosti, l’Ultima canzone.

Una nota importante va spesa sugli esecutori: il pianista Daniel Heide è uno degli accompagnatori di lied e brani di camera più ambiti della sua generazione. Di origine tedesca, si è esibito in Europa e in Asia e può vantare al suo attivo collaborazioni ed incisioni discografiche di alto livello. La voce che ha accompagnato il pianoforte è quella del baritono André Schuen, giovane musicista nato in val Badia che nel concerto ha esibito grande versatilità e potenza, oltre ad una sensibilità artistica rilevante, pur nella sua giovane età. Naturalmente l’ospitalità della famiglia Lageder non poteva fermarsi qua e dopo il concerto il pubblico che lo desiderava si è potuto accomodare nella Vineria Paradeis per un aperitivo a base di vini aziendali e un pranzo gourmet accompagnato dal Pinot Grigio Porer 2017 e da Löwengang 1998 in versione magnum: un grande evento da tutti i punti di vista.

Questa però è stata anche l’occasione per ammirare, in anteprima, le nuove etichette dei vini della famiglia Lageder, di cui così ci parla Helena Lageder: “La nostra tenuta si è sviluppata molto negli ultimi anni e abbiamo affinato le idee per il futuro. Abbiamo lavorato intensamente sulla qualità e sullo stile dei vini, ristrutturato il nostro lavoro, allargato i nostri orizzonti, e riteniamo importante che questo processo venga percepito anche dall’esterno. Le nuove etichette incarnano il nostro canone di valori e trasmettono la nostra filosofia attraverso ogni bottiglia

E ad osservarle si percepisce la volontà di abbinare la filosofia aziendale, legata alla biodinamica e all’armonia, con la grafica, ciò che invita l’osservatore a concentrarsi sul significato dell’immagine per trasmettere il valore del contenuto. L’innovazione non si ritrova soltanto nelle etichette: i vini saranno commercializzati esclusivamente nelle bottiglie borgognotte e chiusi con tappi di sughero naturale. “Per la chiusura abbiamo rinunciato completamente al metallo e ad altri materiali difficili da riciclare. Al posto di una capsula e di un tappo a vite utilizziamo una elegante fascetta in carta naturale e poi il sughero naturale“, sottolinea Alois Lageder. Insomma, un rinnovamento nella forma che significa rinnovamento della sostanza.

Nella seconda immagine Eduard Demetz ; nella terza, Dapunt, Heide e Demetz

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