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Come in un caveau

Fare il giro lungo e ritornare qua. Per poter apprezzare, una volta di più, cosa significhi amare il proprio territorio, e fin dove porti una strada, quando a guidarci sia solo e soltanto un sentimento d’affetto.

Su al confine, dove le cose e le persone si mischiano in eterno rimbalzo fra Toscana, Liguria ed Emilia, l’apparente dicotomia di una appartenenza contesa si ricompone d’incanto al Caveau del Teatro di Pontremoli, vestendosi di intima coerenza.

Sono piatti accordati che sprigionano affetto, quelli elaborati da Amedeo Poletti, la cui forza evocativa si avvantaggia di materie prime all’altezza e di un estro antico e moderno a legare assieme filologia e garbo espositivo, concretezza e dettaglio, essenzialità e sapori in filigrana, “sfumature sfumate” più che asserzioni. Non li dimenticherai.

Così come non dimenticherai Fernanda Poletti, signora della sala e dell’accoglienza, in grado di proiettare un’esperienza ludica e pagana su rotte emozionali che hanno a che vedere con l’empatia.

Amedeo e Fernanda, fratello e sorella, e una bomboniera preziosa fatta di tepore e cordialità.
Allungare di 100 chilometri per poter tornare lì è una idea semplice, quando a parlare è un bisogno.

Caveau del Teatro – Vicolo Santa Cristina 13 – Pontremoli (MS) – Tel 0187 833328

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