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Io, figlio di contadini che “sapevano una sega” della rivoluzione

Me lo ricordo come fosse ieri, Carrara piazza Matteotti, il concerto dei CSI, io Giò e l’Arianna. 31 luglio 1998. Mi ricordo come fosse ieri, l’introduzione dura, E ti vengo a cercare, non nella versione di Battiato, nella versione dei CSI, quell’insistente istintivo disperato innamorato girare intorno a un anello di toni dolci resi duri, puntuti, prima che Lindo iniziasse a dire E ti vengo a cercare. Cazzo se me la ricordo Piazza Matteotti. Matteotti il martire di tutti. Piazza Matteotti di Carrara, con alle spalle la sede degli Anarchici. Non la Coldiretti, gli Anarchici, cazzo.

Mi ricordo quel giorno elettrico. Ero innamorato. Elettrico come se fossi innamorato. Carrara, ci siamo arrivati con la mia Uno bianca, in enorme anticipo, Carrara quasi mai vista, Carrara strana appendice discesa giù da Colonnata, posto da matti per noi lucchesi in autoesilio.

Mi ricordo quel tardo pomeriggio. Piazza Alberica. Lo ricordo come fosse adesso, entrammo in una drogheria, c’era un signore bonario coi baffi, tanto bonario che rasentava il luciferino, chiedemmo pane e lardo, ci raccontò del lardo fatto nel marmo dei canaloni, non del marmo statuario, nel marmo dei canaloni. Lo ricordo bene. Chiedemmo del vino di Lunigiana. Mi disse – e ce l’ho in mente come fosse qui – “Il vino in Lunigiana non viene bene. Forse intendete il vino di Luni”. Mi mostrò una bottiglia. Bella, madonna se era bella, c’era un disegno semplice e magnetico, l’uccellino di Santa Caterina. Andrea Kihlgren. Ghiarétolo!! sì, ecco come si chiamava.

-Con la scusa di vederti o parlare…-  e nella pancia ricordo quel momento. Ghiarétolo, merlot. L’ho assaggiato per la prima volta quella sera. Era sangue vivo, col pane e lardo –perché ho bisogno della tua presenza- , ricordo i grani di sale grosso tra i denti, lo scrocchio che facevano, il pepe, lo ricordo bene, la concia del lardo, quel pane che era basso e vero, era poco salato –perché in te vedo la mia essenza...-

Il circolo degli anarchici, piazza Matteotti era il grande gorgo del mondo, maledetto Lindo, quello era IL gorgo, ero innamorato. Ricordo come mi sanguinava l’anima, in bocca il sale del lardo, nel cervello quel vino di sangue, nelle orecchie

Questo sentimento popolare
Nasce da meccaniche divine
Un rapimento mistico e sensuale
Mi imprigiona a te

Maledetto Lindo, maledetta età. Quella età. Ho ancora in bocca il sangue. I grani di quel sale li ho ancora qua, me li risento in bocca nelle notti di inizio estate.

E ti vengo a cercare
perché sto bene con te

Dedicato a quel concerto, a quel vissuto. Al maledetto Lindo, nonostante tutto. A Carrara, alla gioventù. A me, Giò e l’Arianna, a Fabrì il barbiere che mi ha fatto conoscere quella musica. E a Giacomo Matteotti, ovviamente.

Immagini
Piazza Matteotti: Creative Commons
Wikipedia. Santa Caterina Vini.

 

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