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Del segnare il pane

 

In origine segnare il pane era un’esigenza pratica. Nei forni comunitari, quando il pane si faceva per la settimana a seguire, le famiglie portavano le proprie forme a cuocere, e le segnavano per riconoscerle da quelle delle altre famiglie, che avrebbero cotto al turno precedente o successivo.

In Sardegna ad esempio, il segnare il pane ha origini antichissime e si è evoluto nel tempo in una vera e propria forma d’arte; lo strumento per segnare si chiama pintadera, è un patrimonio di famiglia da trasmettere in eredità, un ricamo nel legno o nella ceramica che dà la propria impronta al pane di casa: animali, disegni geometrici, simboli stilizzati, arte di finezze per un rito di bellezza concreta. Signum panis. Segnare per distinguere.

Che è altra cosa dal segnare per distinguersi. Si vedono oggi forni che seguono una via di distinzione a caratteri cubitali, marchio di fabbrica. Signum marketing. Non era così in origine, non era quella la funzione. Il marchio di fabbrica sa di sopraffazione al pane, un gesto che non sta nella grammatica delicata dell’arte panificatoria.

Io dico che il pane si segna per distinguere e non per distinguersi.

 

Immagine della pintadera: Museo Archeologico di Cagliari

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