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Laiche santificazioni

Ci sono tanti modi per parlare di un vino così, fra genuino incanto, soggezione, didascalia e ovvietà.

Quello che invece voglio dire di lui, dopo averlo incontrato poche ore fa e a distanza di cinque anni dall’ultima volta, riguarda lo “spessore narrativo” della sua trama, uno dei tratti distintivi dei vini di Roberto Conterno.

Cascina Francia 2008 è di una fissità solenne, densa di significati e per questo scandita con lentezza. Apparentemente pragmatico e senza moine, in lui vi rimbombano una tridimensionale statura tannica, una potente mineralità e una signorile compostezza, confortate da una integrità di frutto commovente e pura.

Cascina Francia conserva il privilegio del paradigma e il fascino di un archetipo. Che l’incontro possa avvicinarsi pericolosamente a un’esperienza definitiva è un attimo.

E se il tempo non lo sfiora, è perché di fronte a te hai l’inossidabile blindatura del futuro.

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