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Piccola storia di un vino fiorito

Nel 2004, quando decisero di acquistare quel rudere immerso in un mare di macchia, bosco e incolto su ai Barbiconi di Suvereto, Luca e Francesca avevano tutto da imparare, ma il fuoco dentro. Eppure quell’isolamento era come funzionale alla loro storia d’amore: voltare pagina si era fatta esigenza, dedicarsi al vino una pulsione.

Quel luogo d’altro canto spariglia, rispetto all’immaginario collettivo riguardante la Val di Cornia livornese: c’è un paesaggio agreste integro e struggente che poggia le sue radici su terreni poveri di roccia madre di alberese, c’è una luce immensa e vento tanto, ed escursioni termiche così sensibili che non lo immagineresti, a certe latitudini. Ecco che assecondare quelle caratteristiche ha significato poter sterzare la fisionomia dei vini nel verso della dinamicità e dello slancio gustativo.

Il Cabernet Franc 2014 è l’immagine specchiata di una terra speciale. E’ come se ne avesse introiettato gli impulsi. Elettrico, scattante, dettagliato, è delizia dalle movenze femminee in un corpo proporzionato, è ariosità di trama che si fa freschezza.
A modo suo ti racconta del vento e del calcare, e tu non lo dimentichi.
E quel disegno fanciullesco rappresentato in etichetta, suggerito dai profumi a una figlia bambina, è il vino stesso.

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