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23 maggio, al ristorante, di nuovo!

E’ arrivato il momento di uscire di casa, di tornare al ristorante. Per la celebrazione scegliamo Da Giorgio, storico ristorante di pesce viareggino, aperto nel 1948 e nella sede attuale dal 1979. L’insegna, il logo che adorna anche il bordo dei piatti, non lascia dubbi, del pesce non lascerete che la lisca. L’autore del disegno fu Franco Signorini, di Giorgio grande amico e grafico di grande valore ai tempi in cui ancora si usavano penna, carta e forbici per creare. Suoi, tra l’altro, famosi manifesti del carnevale rivierasco.

La sala è completa e sinceramente, se non fosse per il personale di servizio che soffre dietro maschere e guanti, sembrerebbe un sabato qualunque, un sabato di fine primavera in cui tutto vorremmo meno che stare in casa. E in effetti Guido, il figlio che oggi gestisce il locale, ci spiega che tra diradamento interno e nuovi tavoli all’aperto non gli è andata troppo male, solo 20 coperti in meno rispetto agli 80 abituali. Un meno venticinque per cento che però complica assai le cose, specialmente per chi come lui ha deciso di non fare passi indietro sul servizio e ha mantenuto invariato il numero dei dipendenti. E poi questo è il primo sabato, la stagione estiva che arriva non si presenta certo facile, con molti hotel, anche prestigiosi, che già hanno deciso di non riaprire… troppo rischio. Immaginiamoci i riflessi sul tessuto sociale, su tutti quelli che ad hotel chiusi vedono svanire il lavoro stagionale che qui, spesso, significa mettere al sicuro tutto l’anno.

Sperando che il futuro sia meno bigio di quanto sembra, proseguiamo nei nostri propositi: festeggiamo questo ritorno, un piccolo contributo personale alla ripartenza. E quindi via col pesce! Una serata che nasce e procede a suon di acciughe, di questo piccolo pesce azzurro così saporito e versatile. Ma prima un brindisi, ovviamente frizzante, a base di Monsupello Pinot Nero Nature, un caposaldo dell’Oltrepò.

Antipasto acciugoso quindi, una quaterna che esordisce con le classiche acciughe alla povera, cotte nell’aceto insieme a una dolce cipolla. Poi acciughe salate sfilettate e marinate in olio e perperoncino, gustosissime sul pane abbrustolito e burro. Ancora acciughe marinate, ma partendo dal pesce fritto e con una marinatura di aglio, rosmarino ed aceto (a scapece si direbbe in altre regioni d’Italia), e infine, per chiudere, delle fantastiche acciughe del Cantabrico affumicate.

Dopo tanta bonta e sapidità come continuare? Spaghetti alla colatura di alici, no?! E mentre due del gruppo, tra cui il sottoscritto, si beavano di questo primo piatto saporito e magistralmente eseguito, ecco arrivare anche degli ottimi scampi alla Viareggina (saltati in tegame) e un rombo con vin santo e olive dalla carne stupenda.

Nel frattempo, finiti i brindisi, il vino era diventato un Kerner 2018 di Abbazia di Novacella, dal corpo notevole ma anche giustamente acido per accompagnare i piatti che, come da vera trattoria di mare, non lesinavano in quanto a condimento.

Chiusura con creme caramel, semifreddo alla pesca, caffè e… mascherina pronta per ripartire.

Auguri a Da Giorgio, auguri a tutti. Ripartire si può e ripartire con calma non ci farà male, di tanto superfluo si può fare a meno, ce ne siamo accorti tutti.

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