Cronache, assaggi, anticipazioni: Argiolas e il Carignano

di Andrea Gabbrielli

Ogni volta che vado in Sardegna, e purtroppo non mi capita così spesso come vorrei, parto davvero con gioia. Di questa terra mi piace quasi tutto: le persone, il mare, la campagna, i paesaggi e ovviamente il vino e il cibo. Quando poi sono lì, una scappata dagli Argiolas a Serdiana, è un vero e proprio piacere. La prima volta è stata molti anni fa, in compagnia di Giacomo Tachis e da allora quando sono in Sardegna se posso, torno da loro volentieri. L'ultima è stata a luglio in occasione di un convegno sui vini passiti ad Oristano nel quale ero relatore.

Nel settembre 2005 avevo scritto un pezzo per Ex Vinis di Veronelli che aveva come tema il Carignano e per questo avevo esplorato il Sulcis. Nei fatti aveva significato seguire le orme di Tachis il quale ha dato un contributo fondamentale alla conoscenza e alla valorizzazione di questa uva e di questo vino, regalandoci dei veri e propri capolavori ad iniziare dai vini di Santadi. Gli Argiolas finora non erano stati coinvolti, se non marginalmente, in questa rivalutazione. Intanto perché Serdiana e dintorni non sono il Sulcis, vera terra d'elezione del Carignano, ma più che altro sono terre da Cannonau. Ciò non vuol dire che nei vigneti dell'azienda di Carignano non ce ne fosse. Infatti nei rossi Argiolas, Turriga compreso, è una presenza abituale seppur in percentuali mai troppo importanti. E così sino a qualche tempo fa l'azienda non aveva in carta un vino in purezza da queste uve. Ora questa "lacuna " è stata finalmente colmata.

In occasione del mio ultimo viaggio, ho approfondito la conoscenza con l'ultimo nato, l'IGT Isola dei Nuraghi Is Solinas 2005, da uve carignano con una piccola percentuale (5%) di bovale sardo ("approfondito" perché lo avevo già assaggiato in aprile ma nel posto in assoluto meno adatto per degustare attentamente un vino, il Vinitaly). Le uve carignano in questione provengono dalla località "Is Solinas" situata nel golfo di Palmas, nella parte sud-occidentale della Sardegna, in pieno Sulcis. I suoli - i migliori per quest'uva - sono sabbiosi con componenti calcaree e argillose. Le uve vengono raccolte a maturazione completa con una lieve surmaturazione in modo di garantire tannini morbidi e dolci. La fermentazione e la macerazione avviene a temperatura controllata con delestage e poi malolattica prima di un breve trasferimento in barrique.

L'Is Solinas ha un bel colore rubino pieno con evidenti riflessi violacei e un naso con intense, persistenti note di frutta matura e di confettura di frutti di bosco, davvero deliziose e avvolgenti. In bocca il vino pur essendo potente e ben strutturato, è piacevolmente fruttato e i tannini sono morbidamente speziati. La persistenza è lunga e continua, di gran classe. Trattasi di un piacere sia per il naso che per il palato ma soprattutto ci guadagna molto anche lo spirito. Se poi vi capitasse di andare da quelle parti, il consiglio spassionato di chi scrive è provare l'abbinamento perfetto al Ristorante "Sa Muskera" (Serdiana - Via Regina Margherita, 8/a - tel. 070 743687) dove la coppia Bruno Paba e Serafina Asunis, propone un maialino allo spiedo di eccezionale bontà. Divoratelo con l'accompagnamento dell'Is Solinas Argiolas e toccherete il cielo con un dito. Parola di cronista.

Nella foto: Valentina e Pepetto Argiolas con Gabbrielli (al centro)
25 agosto 2007