Trentino Top Wine 2007, concluso a Roma il tour europeo

di Fabio Ciarla

Nella splendida cornice del St. Regis Grand Hotel l'ultima tappa dopo Colonia, Milano e Londra

Soddisfazione, stanchezza forse ma anche gioia per gli organizzatori della rassegna Trentino Top Wine che lunedì 5 marzo a Roma, nei lussuosi saloni del St. Regis Grand Hotel, hanno visto concludersi con il consueto pienone la sesta edizione della manifestazione. Quest'anno il tour dei vini e delle grappe trentini si è arricchito di due incursioni europee di grande calibro come la tappa tedesca a Colonia (12 febbraio - Hotel Hyatt Regency) e quella britannica a Londra (27 febbraio - Royal Opera House), oltre alle consuete presenze a Milano (19 febbraio - Hotel Principe di Savoia) e Roma appunto.

Nella capitale dunque la manifestazione è giunta dopo un cammino già molto soddisfacente, che aveva visto i prodotti italiani apprezzati e stimati in location molto esclusive. La scelta dei teatri, e non usiamo a caso questa parola, dove presentare le eccellenze del Trentino fa parte di un percorso di posizionamento sul mercato che mira a premiare in particolare i punti di forza delle etichette di Trento e Bolzano, ovvero gli spumanti metodo classico. Il lusso è sempre andato di pari passo con le bollicine, ancor prima e ancor più nettamente anche rispetto ai grandi rossi e quindi se la sola provincia di Trento produce più del 35% dello spumante metodo classico italiano (più di 7milioni di bottiglie sulle 16,5 in Italia - fonte: Trentino spa) è anche giusto che questo venga messo in primo piano. Dati impressionanti se si considera che la media di produzione vinicola complessiva dello stesso territorio è relativa a meno del 2% a livello nazionale (ibidem).

A Roma si notano i saloni affrescati, i drappi, l'eleganza curata e l'idea che si sta entrando in una degustazione di altissimo livello benché, fortunatamente, aperta a tutti. L'esclusivo a portata di ognuno, questo in sintesi Trentino Top Wine al quale era collegato anche il Trentino Grappa d'Eccellenza e, ovviamente, una serie di eventi su temi e prodotti specifici a coronare il grande banco d'assaggio principale. Una varietà di prodotti altissima per le particolari caratteristiche della zona di origine nella quale ricorre il numero tre: tre microclimi diversi, tre varietà di terreno e tre vitigni autoctoni. Nosiola, marzemino e teroldego rotaliano infatti affondano le loro radici, insieme a numerosi altri vitigni italiani ed europei, su terreni dove a prevalere è una volta lo strato porfirico, una quello calcareo o quello basaltico e a volte granitico mentre, in base alla vicinanza o meno al lago di Garda o alle Dolomiti il clima è mediterraneo, continentale o alpino.
Di tutta questa complessa varietà il banco d'assaggio del 5 marzo è stato portatore sano, con la possibilità di tuffarsi in spumanti metodo classico di grande qualità, fino alla degustazione di prestigiose riserve di dieci anni, bianchi dai profumi inebrianti e incredibilmente potenti, fino a concludere con i Vin Santo e le famose grappe di distillerie artigianali che molte regioni invidiano, senza dimenticare i rossi tra i quali sicuramente prevalgono quelli a base di teroldego rotaliano. I meno esperti hanno dovuto affrontare qualche difficoltà nel seguire la guida, non sempre chiara nell'accompagnare l'enoappassionato nella degustazione, che forse poteva essere strutturata in maniera più semplice, ma l'impatto è stato davvero impressionante quanto a varietà e qualità delle etichette che era possibile assaggiare.

Prossimo appuntamento per i Trentino Top Wine, così come per molte altre realtà non solo italiane, è ovviamente il Vinitaly che si conferma un passaggio obbligato per tutti.

16 marzo 2007