Wine Festival di Merano 2002: il Festival di quest'anno
di Riccardo Modesti


I fatti

Martedì 8 ottobre 2002, presso la galleria d’arte Ta Matete a Milano, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della undicesima edizione della manifestazione “Merano Winefestival”, che si terrà nella bellissima cittadina altoatesina nelle date del 9, 10 e 11 novembre 2002, presso la Kurhaus.

L’evento, nato nel 1992 dall’iniziativa di tre amici con in comune la passione per il vino, ha guadagnato anno dopo anno un’importanza sempre crescente, ponendosi allo stato attuale come una delle manifestazioni più qualificate nel mondo del vino.
Due sono i punti qualificanti della manifestazione, sottolineati nella presentazione da Helmut Köcher, uno dei tre amici di cui sopra nonchè Presidente dell’organizzazione: la grande selezione delle aziende partecipanti e la presenza fisica dei produttori dei vini in mostra.

L’elevata qualità dei vini presentati è frutto di una selezione molto accurata che si apre a gennaio, con la richiesta alle aziende interessate dei campioni dei vini, e prosegue da aprile a giugno con le degustazioni di selezione delle 5 commissioni approntate che assegnano a ogni campione un punteggio di valutazione espresso in centesimi. L’enorme lavoro delle commissioni, 95 degustazioni cieche di 3254 vini proposti da 1182 aziende vitivinicole, produce una ulteriore selezione, la cosiddetta “Finale”, alla quale partecipano i prodotti di quelle aziende di cui almeno due vini hanno ottenuto un punteggio superiore a 80/100.

La finale, svoltasi tra giugno e luglio in due riprese, produce una classifica dalla quale vengono selezionate le aziende da invitare. Considerando il fatto che la richiesta dei campioni alle aziende è iniziato a gennaio e che la manifestazione si svolge a novembre, si può dire con buona approssimazione che dietro ai tre giorni del Merano Winefestival c’è il lavoro di un anno intero. Va anche aggiunto che ogni azienda può presentare in degustazione i soli vini che hanno partecipato e superato la selezione.

Le aziende selezionate dalla graduatoria sono state divise in due gruppi: nel primo, denominato “I Cento”, sono raccolte cento aziende, di chiara fama e prestigio consolidato almeno negli ultimi 4/5 anni di attività. Un secondo gruppo, denominato “Gli Emergenti”, è invece formato da 61 aziende, i cui vini si sono classificati positivamente, che sono poco conosciute o che, pur essendo aziende storiche, hanno cominciato a produrre vini di alta qualità solamente negli ultimi anni. A confermare la serietà della selezione, Helmut Köcher ha tenuto a precisare che i punteggi ottenuti dai vini sono stati in media 4/5 punti inferiori a quelli trovati nelle guide più importanti. Ogni azienda partecipante potrà presentare in degustazione solo i vini che hanno concorso alla selezione. Altri ospiti saranno 6 consorzi vitivinicoli italiani, un gruppo di produttori di Montepulciano d’Abruzzo, selezionati in onore di questo vitigno che sta ultimamente riscuotendo un grande interesse, e 12 produttori italiani di vini dolci, questi ultimi a costituire la sezione “Dulcis in fundo”.
Quanto detto vale per l’Italia. Il Winefestival ospita però anche una nutrita pattuglia straniera, con 50 produttori di punta della “Union Grands Crus de Bordeaux” e con altre 45 aziende provenienti da varie parti del mondo, raccolte queste ultime sotto l’etichetta “International top producers”.

Ma non finisce qui: poiché nel corso della selezione l’Alto Adige è stato valutato come migliore zona produttiva d’Italia per l’alta qualità dei vini proposti, l’organizzazione ha programmato quattro degustazioni guidate che hanno come tema principale, per l’appunto, i vini altoatesini. Nel dettaglio si svolgeranno “Southtyrol World Wine Challenge”, degustazione comparata di vini altoatesini e internazionali dello stesso tipo e selezionati tra quelli all’interno del festival, “Southtyrol’s rarities”, degustazione di vini altoatesini degli anni ’50 e ’60, “Der Vernatsch – La Schiava”, che mette in risalto la longevità dei vini a base di Schiava, e per finire “Bordeaux/Alto Adige”, degustazione comparata e cieca di vini altoatesini e bordeaux, per cui ovviamente si parla di vini della stessa tipologia. Queste degustazioni si svolgeranno in collaborazione con la sezione AIS dell’Alto Adige.

Come evento indipendente e di contorno si svolgerà, sempre all’interno del Kurhaus e in concomitanza temporale con il Merano Winefestival, Culinaria, ovvero il festival della tradizione gastronomica regionale. In essa troveranno spazio prodotti, selezionati con la stessa modalità attuata per le aziende vinicole, di diverso genere, quali salumi, formaggi, oli, aceti balsamici tradizionali, dolci, caffè, pani, paste e risi. Per Culinaria saranno presenti 62 aziende di tutta Italia, le quali devono garantire una produzione artigianale di alto livello qualitativo. Federica Schir, Coordinatrice organizzativa del Merano Winefestival, ha poi sottolineato nel suo intervento il lungo lavoro di selezione e ha elencato le tappe in cui verrà presentata la manifestazione, tra le quali spiccano Torino, Firenze, Venezia e Roma.

Carlo Vischi, coordinatore di “Edizioni Il Gusto”, la divisione enogastronomica della Casa Editrice Gribaudo, ha poi fatto una brevissima introduzione alla conferenza stampa di anteprima della presentazione del libro “Vigneto Italia”, curato appunto da “Edizioni Il Gusto”, che si svolgerà il giorno venerdì 11 ottobre 2002 presso il Circolo della Stampa di Milano, all’interno della “Terza Giornata dei Vini di Lombardia”. Il libro sarà poi presentato ufficialmente nel corso del Merano Winefestival.

Vittorio Ruffinazzi, presidente di Ascovilo, ha poi introdotto brevemente la manifestazione del giorno 11 ottobre, annunciando anche la presenza dell’Assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia.


Note a margine

La manifestazione Merano Winefestival raggruppa sicuramente una quantità di grandi nomi del mondo del vino, ne cito alcuni per darvi un’idea: Masciarelli, Fattoria Zerbina, Livio Felluga, Le vigne di Zamò, Conti Sertoli Salis, Bruno Giacosa, Pio Cesare, Voerzio Gianni, Argiolas, Planeta, Avignonesi, Poliziano, Foradori, Pojer e Sandri, Arnaldo Caprai, Le Crétes, Allegrini, Maculan, Cantina Terlano, Cantina Termeno, Elena Walch. Non me ne vogliano gli altri se non li ho citati, ma fare tutto l’elenco è impossibile.

Helmut Köcher ha sottolineato, con una punta d’orgoglio, che la rassegna “ha il meglio del meglio” e che l’Italia è così ben rappresentata che ci sono molti operatori esteri che vedono Merano come l’appuntamento principale per valutare lo stato dell’arte della produzione vinicola del nostro paese. Con precisione “tedesca”, anche se liquidare gli altoatesini con questa etichetta non è nè preciso nè da loro gradito, Köcher ha anche citato le dimensioni dei tavoli assegnati a ogni espositore, vale a dire centimetri 175 per 80.

Mi piace che dove ci siano dei vini da degustare ci siano anche le facce di chi li produce: per quanto sempre utili i banchi d’assaggio dove ci sono i vini ma non i produttori mi lasciano sempre un pò l’amaro in bocca. Selettiva la selezione dei produttori, ma anche dei visitatori: il biglietto di ingresso alla manifestazione costa 55 euro per una giornata, 95 per due giornate e 130 per le tre giornate. È tantissimo per un curioso, ma tanto anche per un appassionato. Sicuramente non è per tutti, l’esclusività talvolta può fare a pugni con la divulgazione, e spero che un accesso così poco economico venga ripagato con un organizzazione all’altezza della situazione anche se, trattandosi di Merano, quindi di Alto Adige, si può stare certamente tranquilli.

Segnalo inoltre una scarsa presenza di giornalisti alla conferenza stampa, che nulla ha a che fare con la posizione centrale della galleria d’arte Ta Matete, tra l’altro affacciata sulla piazzetta dove sorge la chiesa di San Simpliciano che è molto bella e poco conosciuta, una considerazione questa fatta da Köcher per tentare di spiegarsi l’inopinata mancanza di un auditorio all’altezza della situazione. Io, da milanese munito di scooter, aggiungo che è difficile parcheggiare un automobile in Corso Garibaldi, ma i mezzi pubblici davvero non mancano. Forse la buona volontà si.

(21/10/2002)