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Ancora un successo per il Merano International Wine Festival
di Riccardo Farchioni

C’era una curiosità in più, quest’anno, nell’andare a Merano in occasione della 13^ edizione dell'International Wine Festival, svoltasi dal 6 all'8 novembre. Era quella di osservare se la crisi che sta attraversando il mondo del vino avrebbe scalfito questo ormai tradizionale appuntamento che raduna a due passi dal confine con l’Austra un buon numero di aziende di grande livello da tutta l’Italia e dall’estero.

In realtà il Merano Wine Festival non può essere considerato a tutti gli effetti una “fiera”, pensata per gli operatori e per il business, perché è anche ufficialmente aperta al pubblico. Tuttavia, considerato il prezzo del biglietto d’ingresso, tende a selezionare un pubblico molto interessato, e, appunto, tanti operatori del settore. Quello che ci si chiedeva era, insomma, se pubblico ed operatori avrebbero dato segnali di calo.

La risposta di chi ha percorso per due giorni le sale del luminoso Kurhaus di Merano non può che essere negativa. Basta guardare la foto iniziale, scattata alle undici del sabato (cioè un’ora dopo l’apertura), per rendersene conto. Abbiamo osservato la sala principale sempre affollata, con il Piemonte e l’Alto Adige costantemente gremiti di visitatori. La Toscana, come sempre, presa d’assalto. Appena più scorrevole era l’affluenza nei settori dedicati al Friuli e a parte del sud d’Italia; e grande interesse anche per i vini esteri, soprattutto per i “vicini” austriaci e per la pattuglia dell’Unione Grandi Cru di Bordeaux, che hanno presentato vecchie annate in alcuni casi molto interessanti, come certe 1995 e 1996.

Se c’è stato un settore della manifestazione che è risultato più “vivibile” rispetto agli altri anni probabilmente è stato Culinaria, che radunava l’eccellenza dei produttori di salumi, formaggi, sottoli e sottaceti, dolci, paste artigianali eccetera. Sintomo, azzardiamo, di un pubblico quest’anno più strettamente selezionato fra gli “enofili”.

Spesso ci si trova a chiedersi a cosa si debba il successo di questa manifestazione, che non ha grandi enti alle spalle ma che è in definitiva il progressivo ingrandirsi ed affinarsi di un appuntamento nato nel 1992 per la passione di tre amici. Una parte della risposta è certamente la sede, ideale per gli scambi nord-sud; ma è soprattutto l’affidabilità “austroungarica” dell’organizzazione, che si giova di uno stuolo di personale veramente impressionante e che rinuncia a furbizie e a risparmi, a rassicurare le aziende di qualità e a rendersi credibile nei confronti di un pubblico che si aspetta l'eccellenza.

16 novembre 2004

  

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