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Il vino nel nord America: le zone viticole dello stato di New York
di Tiziana Passuello

I popoli Europei che migravano verso l’America dopo la sua scoperta, portarono con loro la vite, per i quali era un bene indispensabile. Per meglio dire portarono con loro la Vitis Vinifera e la viticoltura. Sebbene l’America infatti rappresenti l’habitat naturale per circa il settanta percento delle specie di vite del mondo, non vi era produzione vinicola prima dell’arrivo degli Europei, nel XV-XVI secolo.

Tali immigrati richiedevano grandi quantità di vino, erano però difficilmente soddisfatti perché il trasporto via mare mal si addiceva a una buona conservazione, per di più una volta arrivato a destinazione, questo aveva anche un prezzo poco accessibile. Fu per questo motivo che molto velocemente, laddove l’ambiente era ritenuto favorevole, si cominciò a piantare la vite. Parlando di questo iniziale processo di viticoltura non si può omettere l’opera delle missioni, che lontane dai rifornimenti e con la necessità di vino per la messa e per gli scambi, sono tra le prime a produrlo.

Delle zone viticole dell’America di oggi viene subito alla mente la California (Napa Valley, Sonoma ecc…), Stato in cui l’ambiente politico sociale ha facilitato di più la nascita e l’estensione della vitivinicultura già negli ultimi decenni dell’Ottocento. L’Università della California e le sue ricerche hanno infatti sempre assecondato la viticoltura e la vinificazione come parte integrante del settore agricolo. Negli ultimi vent’anni, altre zone viticole hanno acquistato importanza, come Washington, Oregon, Canada (con le sue zone microclimatiche favorevoli) (1).

Anche nello Stato di New York vi sono delle zone viticole la cui nascita risale ai primi decenni dell’800; negli ultimi 20 anni vi è stato un notevole sviluppo e sono state create molte nuove imprese vitivinicole, alcune delle quali oggi producono vini conosciuti e premiati. Molti considerano New York come una sorta di città a sé, frenetica ma piena di idee e di risorse e questo si ripercuote anche sull’industria vinicola piuttosto particolare. Si ha un ampia scelta di vini prodotti con viti native americane e ibride, oltre naturalmente alla Vinifera. Le regioni di produzione sono: Hudson River, Lake Erie (Chautauqua) , Finger Lakes, Long Island.

La Hudson River Valley, dove la vite è coltivata lungo il fiume, fu una delle prime zone a produrre vino nell’America del Nord, insieme alla California che era controllata dagli spagnoli (4). Nella regione di Chautauqua la vite viene coltivata dal 1818, soprattutto la varietà Concord che veniva all’epoca usata come uva da tavola o per fare succhi e marmellate (2). Negli ultimi anni molto interessante è diventata anche la zona di Long Island, a 85 miglia da New York City, circa 120 miglia all’interno dell’oceano Atlantico, sede di alcuni piccoli produttori di vino. Il clima marittimo, la posizione e il suolo permettono di avere vini di eccellente qualità. Più a Est nel distretto di Fingher Lakes, localizzato tra New York City e le Niagara Falls, si coltivava la vite dai tempi della guerra civile (4). Verso il 1860 la Pleasant Valley Wine Company di Hammaondsport al centro della regione dei Fingher Lakes, si specializzò nello spumante e il prodotto fu chiamato Sparkling Catawba (Catawba Spumante) fino al 1870 quando un giudice gli diede il nome di Great Western (Grande vino occidentale). Nel 1868 alla Pleasant Valley Wine Company si aggiunse la Urbana Wine Company che diede ai suoi prodotti il nome di Gold Seal (Sigillo d’oro) e cercò di portare la qualità dei vini dei Fingher Lakes a livello internazionale. La terza azienda, la più grande della zona, fu fondata da Walter Taylor.

Queste imprese cercarono un vino di gusto tutto americano almeno fino al proibizionismo, quando anche le viti ibride diedero loro altre idee (2-3). Tale periodo lasciò poche aziende vitivinicole in vita, le quali sopravvissero grazie a capacità di adattamento, producendo uva da tavola, succo d’uva, vino per i sacramenti e per uso medico. Dopo il proibizionismo (finito nel 1933) e la depressione, alcuni viticultori, il francese Charles Fournier e l’ucraino Dr. Konstantin Frank, aprirono le porte a vitigni provenienti dal vecchio continente, cercando uno stile europeo. Riuscirono a portare qui vitigni Francesi e Italiani, e grazie a loro venne creata una serie di vini: i “world class wine”(4).

I vini prodotti nel Finger Lakes sono di ottima qualità e la loro buona reputazione è confermata anche dalla vittoria di alcune medaglie. La zona in questione offre anche molte attività ricreative, soprattutto sport acquatici come la pesca e il windsurf. La zona viticola di New York mi sembra poco conosciuta in Italia, ma forse si dovrebbe dare un po’ più di credito a quella che a mio avviso è una zona particolare e tutta da scoprire.

Bibliografia
1) Il contributo Italiano alla diffusione della civiltà del vino nel mondo.-Centro di cultura e civiltà contadina Biblioteca Internazionale “La Vigna”. Vicenza 2000.
2) Hugh Johnson - Il Vino. Storia, Tradizioni, cultura; Franco Muzzio Editore 2001
3) http://www.travellady.com/Issues/Issue64/fingerlakes.htm (TravelLady Magazine)
4) http://www.vintagenewyork.com

8 febbraio 2005

Immagini:
Le regioni vitivinicole dello stato di New York (da http://www.vintagenewyork.com)
Un grappolo di uva concord (da http://www.concordgrape.org)

 

  

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