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Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855

 
 
Chianti d'Autunno: un territorio in mostra

di Riccardo Farchioni

Nel XII secolo Firenze organizzò i popoli del suo contado attraverso delle nuove ripartizioni territoriali dette “leghe”: nacque così la Lega del Chianti, che comprendeva i "terzieri" di Castellina, Gaiole e Radda in Chianti, che fu capoluogo fino al 1774. Con le riforme del Granduca Pietro Leopoldo, la Lega del Chianti fu sciolta e la sua giurisdizione divisa in Comuni. Oggi una nuova Lega del Chianti si è formata, per il primo anno veramente al completo, ed è quella che ha dato vita alla manifestazione “Chianti d’Autunno”; una nuova lega formata da tutti quei comuni che, per intero o in parte, rientrano nel territorio del Chianti Classico, ossia Radda, Castellina, Greve, Gaiole, Castelnuovo Berardenga, Tavarnelle Val di Pesa, San Casciano in Val di Pesa, Barberino Val d’Elsa, e ratificata dagli otto sindaci che a Pontignano hanno firmato un “patto” politico per la valorizzazione, promozione e modernizzazione del territorio.

Una manifestazione ideata per “celebrare” un territorio fatto sì di individualità, giustamente messe in risalto per differenziare terroir senz’altro diversi per quel che riguarda le espressioni “enoiche”, ma dotato anche di una propria identità complessiva , che è poi quella del paesaggio (particolarmente incantato e colorato in questa stagione), delle testimonianze artistiche, degli usi e costumi in fatto di gastronomia.

Gli strumenti di una ideale “mostra a cielo aperto” sono stati una serie di incontri, spettacoli, degustazioni, convegni, concerti, presentazioni di libri che hanno consentito agli abitanti del territorio, oltre che ai turisti e agli appassionati di enogastronomia, di riappropriarsi pienamente questo magico cuore della Toscana nella sua unità come nella sua diversità.

Dentro Pievi di solito chiuse (o chiusissime, come la Badia di Passignano) sono risuonate note spirituali di concerti d’organo e di “canto fratto”, un genere di gregoriano; a pochi chilometri, cantine suggestive hanno ospitato degustazioni guidate (gratuite) di Vinsanto stilisticamente diversi, ma tutti di grande qualità e rappresentativi delle diverse “anime” di questo vino come quelli di San Giusto a Rentennano, Isole e Olena, Castell’in Villa.

Oltre al Vinsanto, l’altro filo conduttore di quest’anno è stata la cucina povera basata sul cosiddetto “Quinto Quarto”, ossia l'insieme di quelle parti che non vengono considerate nel peso complessivo dell’animale, ma che danno luogo a piatti dai sapori insoliti, fascinosamente “sporchi”, di grande forza e sapidità. C'è stato dunque un tripudio di fegati, trippe, lampredotti, colli, teste, code e lingue, inseriti nei menu studiati per l’occasione da oltre cinquanta ristoranti che si sono ispirati a ricette della tradizione, sempre più difficile da trovare eseguite e che vanno ormai scomparendo non solo da quella codifica continua della nostra gastronomia che sono le proposte della ristorazione, ma anche dalla memoria famigliare.

A questa “sfida della frattaglia” non si poteva sottrare il ristorante La Tenda Rossa di San Casciano (“bistellato” Michelin anche quest’anno) che ha pensato bene di realizzare dei bignè con spuma di fegato di maiale di cinta senese.

Informazioni sulla manifestazione Chianti d'Autunno: www.chiantidautunno.it

Nella terza foto: vigneti presso la Badia di Passignano
Nella quarta foto: la vinsantaia di Montagliari presso Panzano in Chianti (si ringrazia Ilaria Pellicane)
Nella quinta foto: la Pieve di Santa Maria a Spaltenna

11 dicembre 2005

 
 

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