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Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855

 
 

Tanti auguri babbo Chianti!

di Riccardo Brandi

E sono tre. Siamo infatti alla terza edizione di “Chianti da scoprire e non solo…”, la manifestazione fortemente voluta da Giovanni Vidali tre anni fa, raccogliendo il bacino produttivo del Chianti Classico nelle sue realtà più discrete e caratteristiche. La coincidenza con la festa del papà ci fornisce l’assist per battezzare questo nostro racconto dell’evento, ma se il Chianti Classico è il padre storico di questa manifestazione, oggi la madre Toscana e la sua fiorente prole di prodotti tipici ne sono altrettanto protagonisti.

I Brunello e Rosso di Montalcino dei piccoli produttori in territorio senese, le Vernaccia di San Gimignano e i Nobile di Montepulciano frutto della passione di vecchi e nuovi imprenditori; insieme agli specialisti del Chianti i produttori presenti sui banchi d'assaggio si sono allargati a una trentina. I prodotti che completano lo scenario espositivo sono diversi: olio extravergine d’oliva, miele, cioccolato, formaggi e salumi tipici del maiale di cinta senese; ma anche ceramiche e libri, o composizioni mineralogiche a rappresentare la cultura e la terra che ci ospita.

L’ambiente è quello confortevole di Casafrassi (www.casafrassi.it), scorcio caratteristico nel quadro bucolico dei colli chiantigiani e cuore pulsante delle attività di Giovanni che, insieme alla sorella Miriam e con l’aiuto di un efficiente ufficio stampa, anche quest’anno hanno dato vita ad una due giorni davvero interessante, coraggiosa e completa. La prima giornata, dedicata agli addetti ai lavori, ha consentito alle aziende coinvolte di proporre i prodotti a giornalisti, distributori, importatori, enotecari, ristoratori, ecc. Una grande selezione a rappresentare realtà di pregio che fanno del rapporto qualità/prezzo un fondamento imprescindibile da perseguire ed un cavallo di battaglia per impattare su un mercato estremamente competitivo.

In quest’ottica, lodevole è stato lo sforzo di connotare i momenti di confronto su tematiche rivolte agli interrogativi che da qualche tempo tormentano i vari comparti; sono così risultati avvincenti i due incontri del sabato pomeriggio: il “Corner dell’olio” a cura del Dott. Giovanni Brachetti Montorselli presidente del Consorzio dell’olio Chianti Classico DOP. e la tavola rotonda sul tema “La filiera della commercializzazione del vino: quanto pesa nel prezzo finale al pubblico?”


Particolarmente nel secondo incontro, la presenza nutrita ed agguerrita di rappresentanti dei vari segmenti dell’intera filiera ha portato il confronto su toni anche accesi, ben moderati comunque da Paolo Ignesti che ha guidato il dibattito.

- Perché la caccia al ricarico si sviluppa con pervicacia solo nel mondo del vino?- Il giornalista Giovanni Longo pone un quesito di fondo e poi punta il dito con forza verso i produttori, rei secondo il suo punto di vista di voler scaricare sulla piazza italiana anche le quote di mercato che le contrattazioni internazionali non smaltiscono più; la causa di ciò viene addotta ai prezzi non più concorrenziali nei confronti di prodotti Australiani o delle due Americhe.

L’importatore Mario Penge sottolinea in tal senso l’incidenza, su questa problematica, dell’alta quotazione dell’euro, oltre che la lamentata lievitazione dei prezzi, ed invita i produttori a puntare sui vitigni autoctoni per evitare la concorrenza dei paesi emergenti sui tagli internazionali.

I ristoratori invece non ci stanno; e per voce di Saverio Carmagnini (Presidente AIS Toscana oltre che ristoratore affermato) difendono la professionalità della categoria, lasciando al consumatore il compito di punire gli “avvoltoi” del settore che ricaricano percentuali insostenibili e gli “improvvisati” che credono di poter entrare in questo mercato senza una preparazione che rispetti la cultura del vino.

E’ l’esperto Fausto Virgilio a spendere le parole più pacate, proponendo una riflessione profonda e giudiziosa ed invitando tutti a fare un passo indietro. Non è una crisi culturale o settoriale; la contrazione dei consumi è generalizzata da qualche tempo e quando c’è da “tirare la cinghia” i primi a pagare sono i beni considerati non di prima necessità.

L’argomento è importante e scottante, le responsabilità ci sono e bisogna fare un’autocritica costruttiva; così il suggerimento di Fausto Virgilio è quello forse più logico e certamente il più condivisibile: contribuire tutti all’azione di recupero del mercato con una “regolazione” dei profitti, da tradurre in un controllo più assennato dei costi di produzione e dei ricarichi nelle varie fasi distributive, riportando entro margini competitivi i prezzi al consumo. Così tra momenti d’intensa attività e occasioni più conviviali, come gli ottimi pasti preparati dall’eccellente staff alberghiero di Casafrassi, si sono incastonate le degustazioni tecniche in cui abbiamo incontrato produttori davvero appassionati e vini di assoluta eccellenza.

Descrivere uno ad uno tutti i vini in assaggio (superiamo abbondantemente il centinaio) richiederebbe la redazione di una piccola guida, quindi ci limiteremo a riportare in calce tutte le aziende presenti e davvero meritevoli di menzione; mentre di seguito racconteremo solo alcuni fra i gioielli che abbiamo provato e che hanno lasciato un solco sensoriale fra le nostre papille.

Brunello di Montalcino 2001 - Fossacolle

Nella minuscola realtà di Tavarnelle Sergio Marchetti ha realizzano anche quest'anno un vino sincero, che avvolge intensamente il naso con gli umori di un bosco ricco di frutti rossi e terra viva, che invade le papille con potenza, raffinata e lungamente persistente. Un grande vino. La stessa azienda presenta un Rosso di Montalcino 2004 che ci sorprende per morbida robustezza e squisita sinuosità, un rosso di grande impatto dove la barrique conferisce classe ad un vino di eccellente rapporto qualità/prezzo.

Brunello di Montalcino 2001 - Fuligni

La famiglia Fuligni presenta un Brunello vero, specchio fedele del terroir storico del vitigno; al naso è complesso e concentrato, in bocca sfoggia un carattere perentorio ed elegante che torna per via retronasale lasciandoci un’impronta di tabacco e cioccolato che fa venire l’acquolina.

Brunello di Montalcino 2001 - Baricci

Sulla celebre collinetta di Montosoli nasce un Brunello tradizionale, dal naso composito e seducente dove la marasca matura si mescola al tabacco; nel palato offre i suoi tannini di fine tessitura, potenza e vivacità in armonia. Un vero peccato che quasi tutta la produzione se ne vada all’estero. La stessa azienda presenta un Rosso di Montalcino che, sfruttando la medesima vinificazione del fratello maggiore, si presenta complesso ed elegante al punto da ricordare davvero un Brunello, ma dai costi contenuti in linea con lo stile aziendale.

Vino Nobile di Montepulciano 2003 - Del Buono

Giovani imprenditori crescono e si cimentano in un vino che forse, offuscato dai grandi nomi toscani (Chianti e Brunelli su tutti) ha una visibilità inferiore alle sue qualità. In questo caso il sangiovese viene utilizzato al 100%, rinunciando quindi alla componente più fresca che il disciplinare concederebbe con l’utilizzo anche di uve a bacca bianca. Il risultato è pregevole, armonico ed elegante al naso, convincente e strutturato in bocca; ottimo il prezzo e ammirevole l’impegno. Bravi.

Vino Nobile di Montepulciano 2003Antico Colle

Siamo alle prese ancora con una giovane azienda, esemplare nell’incarnare la voglia di immergersi nella produzione vitivinicola senza il rischio di sentirsi chiamare “improvvisati”; da tre generazioni la famiglia Frangiosa lavora con perizia e rispetto assoluto del terroir. Il risultato ci ha piacevolmente trafitto: prima con il colpo d’occhio, un rubino brillante e carico, poi al naso con profumi di bacche rosse e frutta, la cui polpa si è quindi riversata in bocca con delicata violenza, lasciandoci a lungo soddisfatti. Encomiabile la ricerca di una distribuzione di tipo capillare.

Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2001 - Azienda Casale Daviddi

La famiglia Daviddi produce un ottimo Nobile di Montepulciano; con l’utilizzo di canaiolo nero al 10% e l’invecchiamento in botti di rovere si presenta al naso con un’avvenente speziatura, risultando in bocca tannico al punto giusto, equilibrato e persistente; una delizia. Con una prolungata maturazione in legno vengono prodotte da questa azienda delle Riserve di grande pregio gustativo, in cui la morbidezza viene esaltata con riverberi di pepe e tabacco che rendono ancora più intrigante un prodotto già di grande pregio.

Chianti Classico 2003Podere Terreno

Una piccola azienda a conduzione familiare che produce con dedizione un ottimo Chianti Classico, dal profumo intenso e dal gusto fluido ed invitante. L’azienda presenta anche una Riserva 2001 che ci è piaciuta molto e ci dà conferma della qualità con cui alla Via della Volpaia si producono prodotti davvero eccellenti.

Chianti Classico XXIII 2003Casafrassi

Non poteva mancare il padrone di casa, con il suo Chianti Classico rotondo e persuasivo; rosso rubino vivo e profondo, naso abbacinante con rimandi di rosa e viola, in bocca è delizioso con i suoi frutti rossi, maturi e speziati. Giovanni Vidali difende anche il suo Rosso Igt realizzato secondo la composizione più tradizionale del “classico” Chianti, con quella nota aromatica portata dalla malvasia. Degno di nota anche il XXI Secolo, una Igt dal taglio internazionale, potente nel naso e virile al palato. Da apprezzare comunque a tutto tondo l’intera produzione dell’azienda agricola che in questi due giorni ci ha rapito ad ogni assaggio.

Ma tutti i prodotti in degustazione sono stati all’altezza degli obiettivi prefissati, la cui ottica primaria era quella, assolutamente centrata, di dare visibilità a piccoli produttori che lavorando con passione riescono a regalarci vini eccellenti e con un ottimo rapporto qualità prezzo.

Citiamo ancora:
Podere la Marronaia
Azienda Agricola Solatione
Azienda Agricola Cesani
Azienda Agricola Mirandola
Azienda Agricola Le Calcinaie
Azienda Agricola La Ripa
Azienda Agricola Il Lebbio
Azienda Agricola I Poderi di San Gallo
Fattoria La Casaccia
Azienda Agricola Palazzo Bandino
Azienda Agricola Le Fioraie
Azienda Agricola Innocenti
Azienda Agricola Casa Sola
Azienda Agraria Conti Costanti
Fattoria di Cinciano
Azienda Agricola Uccelliera
Fattoria Le Pici
Azienda Agricola Le Chiuse
Fattoria di Lornano
Azienda Agricola Tenuta Montluc
Azienda Agricola Tassi

Nelle foto:

Giovanni Vidali
Una immagine del Corner dell'Olio
Un momento della tavola rotonda
I banchi d'assaggio
(ultima) Espositori di cioccolato

 
 

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