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Periodico di cultura enogastronomica - In rete dal 1999, per amor di terra

Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855

 
 
Quattro stelle nella nebbia
di RIccardo Farchioni

E dunque la vendemmia 2005 in Toscana si è meritata quattro stelle, perlomeno nei territori di Montepulciano e Montalcino. In realtà l'annata era partita proprio bene, ma proprio nei giorni cruciali, a settembre, piogge inopportune hanno guastato la festa e fatto abbassare il "rating" a quattro su cinque, sperando che l'ottimismo non sia stato eccessivo.

Ma al 2005 ci si penserà a tempo debito. Intanto, nella settimana scorsa, è passata l'onda lunga delle vendemmie precedenti. La 2004, dei Chianti Classico e Rosso di Montalcino, in linea di principio ai massimi livelli grazie ad un andamento climatico pressoché perfetto. La 2003, assai più problematica, del Vino Nobile di Montepulciano e del Chianti Classico Riserva: al confronto, si continua a rivalutare la 2002, che perlomeno ha dalla sua una facilità di beva ed un'agile freschezza, naturalmente fermo restando che non le va chiesto quello che si chiede ad un'annata che sia perlomeno "normale". Invece, l'assaggio dei vini nati nel 2003, fra acidità basse, relative mollezze, e profumi appesantiti dalle surmaturazioni, hanno fatto dire a più di un degustatore che forse questi si bevono alla fine molto meno bene. Infine, la bellissima annata 2001 che ha consentito al Brunello di Montalcino di esprimere le sue potenzialità che sono quelle, assolute, del grande vino.

Detto questo, e rimandando per il resto alle future note di degustazione, la settimana toscana poteva essere l'occasione per fare il punto della situazione su vendite, mercato, crisi, ripresa potenziale o già in atto. E qui, va detto, la confusione regna sovrana: da una parte, le visioni apocalittiche che circolano fra i bene informati sono diventate ormai quasi un luogo comune che ormai si ripete stancamente e non emoziona più: le bottiglie rimangono nelle cantine, i produttori sono allo stremo, il vino è svenduto di nascosto, fra poco scoppia la bolla, ecc ecc. D'altra parte, i Consorzi inviano comunicati entusiasti: siamo fuori dal tunnel, le vendite sono in aumento, le esportazioni sono in fase di boom, e presentano cifre che in effetti supportano senza ombra possibile di dubbio questi moti di soddisfazione. Ci si è messo anche il ventennale dello scandalo del vino al metanolo per trasmettere ottimismo, ricordando con orgoglio da quale guaio ci si è risollevati. E allora?

Allora una risposta forse non c'è, o forse per averla bisogna aspettare ancora che le nebbie si diradino. Nel frattempo, nelle nebbie mattutine di Montalcino, le enoteche-boutique del centro dell'incantevole borgo toscano esponevano cartoni da tre bottiglie di Brunello a 44 euro, e una bottiglia a 14. E non di oscuri produttori, ma di dignitosissime aziende che nella vicina Fortezza combattevano gagliardamente con i loro campioni nelle sessioni di degustazione per la stampa specializzata. Staremo a vedere.

Nelle foto:
La Fortezza di Montalcino nella nebbia
La vetrina di un'enoteca di Montalcino

28 febbraio 2006

 
 

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